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Magia e Stregoneria in Garfagnana
di Oscar Guidi

 

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Il Tempio della Ninfa

Il Sentiero
Venerdì, 03 Agosto 2007 - 14:28 - 6216 Letture
Racconti La ragazza camminava lentamente, ponendo un piede di fronte all'altro con fare quasi timoroso.
Mentre procedeva, si guardava intorno.
Tutto era pervaso da un'oscurità crepuscolare, gelida, quasi invadente.
Era come se intorno a lei ci fossero miriadi di piccoli occhi curiosi, che scrutavano con attenzione ogni suo più lieve movimento.

Poteva sentirseli addosso: migliaia e migliaia di minuscoli sguardi, sottili come spilli e taglienti come lame, che penetravano, come per studiarla, nelle parti più recondite di lei... nella sua mente, nel suo spirito... e nel profondo della sua anima.
I suoi piccoli piedi scalzi tentavano invano di evitare le pietre aguzze ed i ramoscelli secchi, che ad ogni suo passo la ferivano fastidiosamente, ma quello che aveva intrapreso era un sentiero irto di ostacoli e di piccoli inganni, abilmente nascosti nel buio del sottobosco, quasi come una serie di piccole, infinite prove.
Non riusciva a ricordare come fosse arrivata a quel punto, ma in fondo sapeva che non era così importante da dove fosse partita e perchè...la cosa fondamentale, era che doveva proseguire.
L'aria attorno a lei iniziò a farsi più pungente e la sua pelle nuda reagì all'istante a quel tocco di freddo intenso... ma quando aveva perduto i suoi abiti?
Non riusciva a ricordare neanche quello, ma sapeva che era stato necessario abbandonarli, per poter proseguire.
La strada iniziò a farsi più angusta e i rami degli alberi sfioravano la sua candida pelle, come dita adunche di una qualche strana creatura di un mondo sconosciuto, pronta a ghermirla con i suoi artigli se solo avesse osato allontanarsi dal suo percorso, in preda al dubbio o alla paura.
Improvvisamente, fu costretta a fermarsi.
Di fronte a lei, il sentiero si diramava in tre differenti vie.
Si guardò intorno, confusa, alla ricerca di un qualche indizio che potesse spiegarle il motivo di quel repentino cambiamento,ma ciò che vide fu soltanto la profonda ed invalicabile oscurità che la circondava insistente e beffarda. Rimase lì, in piedi, per un tempo indefinibile, mentre miliardi di pensieri le attraversavano la mente, scavalcandosi a vicenda, come un gigantesco sciame di api impazzite.
Iniziò ad avere paura.
Si accasciò bruscamente a terra, mentre una folata di panico si fece strada dentro di lei, nei luoghi più nascosti del suo essere.
Respirava affannosamente, con il cuore che palpitava violento come se volesse scoppiarle nel petto.
Ma perchè aveva deciso di addentrarsi in quella oscurità totale,in quelle impervie vie?
Cosa le faceva credere di essere pronta ad affrontarle?
Lei non era adatta a quel genere di cose... era solo una ragazzina curiosa che aveva osato troppo ed ora ne avrebbe pagato le conseguenze.
Si guardò le mani, così piccole e candide come quelle di una bambina, vide come avevano iniziato a tremare e, improvvisamente, se ne vergognò.
Qualcosa dentro di lei stava tentando di reagire, dibattendosi furiosamente come una piccola fiamma intenzionata a tramutarsi in incendio. Era a questo che voleva arrivare, dopo tutta la strada che aveva fatto, tutti gli ostacoli che aveva superato, tutte le paure che aveva sconfitto? Aveva intenzione di arrendersi proprio ora, quando si trovava di fronte alla sua ultima e più grande prova? In fondo, aveva affrontato di peggio... cosa poteva essere, a questo punto, scegliere la sua via finale?
Raccolse le ultime forze che sentiva dentro di sè e cominciò a respirare profondamente.
Concentrò il suo sguardo su di un punto preciso di fronte a lei e lì lo immobilizzò.
Lentamente prese ad allontanare tutti quei pensieri venefici che avevano formato una densa nebbia dentro di lei, intorno al suo spirito ed alla sua anima, finchè riuscì a bloccarli definitivamente sul nascere.
Sempre tenendo lo sguardo fermo, iniziò a scorgere migliaia e migliaia di piccole luci che, allegramente, danzavano attorno a lei, invisibili agli occhi del corpo, ma non a quelli dell'Anima. Poi le piccole luci si raggrupparono, come a formare una luminescente sfera, che sfrecciò a perdita d'occhio lungo il piccolo sentiero a sinistra, fino a scomparire del tutto.
La fanciulla sbattè gli occhi, mosse lievemente le dita delle mani e, con cautela, si alzò in piedi.
Con passo sicuro, proseguì verso la sua strada.
Camminò a lungo, cercando di non perdere di vista quel sottile sentiero che, a tratti, pareva quasi scomparire sotto i suoi piedi.
La foresta che la circondava era sempre pervasa dalle tenebre e, alzando la testa, cercò di scrutare fra i rami degli alberi, in cerca di una qualche fonte di luce... ma, naturalmente, non vide nulla se non il perenne e soffocante buio. Si fece coraggio e proseguì.
Dopo molto tempo, notò che la strada tendeva ad allargarsi, dapprima in maniera impercettibile, poi sempre di più fino quasi a raddoppiare di grandezza.
Il suo colore, che all'inizio era talmente scuro da confondersi facilmente con il buio circostante, iniziò a schiarirsi visibilmente, prendendo un riflesso più chiaro, quasi biancastro... e qualche metro più in là, cominciò a cambiare conformazione. Da dritta che era all'inizio, ora tendeva a serpeggiare regolarmente, come a voler imitare il corpo sinuoso di un immenso, candido rettile.
Nel medesimo istante in cui notò questi particolari, una sfolgorante luminescenza la costrinse a chiudere gli occhi, portandosi le mani al viso e provocandole un dolore lancinante.
Dopo qualche minuto, aprì leggermente le dita, attendendo pazientemente che la vista si abituasse a quella luce immensa.
Quando finalmente riuscì a vedere di nuovo, si aprì di fronte a lei la visione più incredibile e meravigliosa su cui occhio umano abbia mai posato lo sguardo.
L'oscurità che prima l'aveva avvolta in un nero sudario di tenebra, si era dissolta sotto lo splendore argenteo di una magnifica luna piena, la cui bellezza cristallina ed eterea era a dir poco estasiante, come un gioiello divino incastonato nel cielo. Al di sotto di quella luminosa presenza, si affacciava un'immensa radura circolare, dove pallidi fiori notturni incantavano i sensi con le loro dolci e delicate fragranze. Nell'aria, ora fresca e piacevole, soffiava una brezza leggera che, come un'impeccabile e sapiente arpista, sfiorava le verdi fronde degli alberi che circondavano quella soffice distesa di erba, creando con il loro fruscio una melodia di sentore antico.
In lontananza si udiva, perfettamente miscelato a quei suoni armoniosi, l'allegro e sbarazzino gorgoglio di un ruscello, che si diffondeva nell'etere come il canto inebriante di una misteriosa e solitaria creatura fatata.
Ma a regnare sovrano su quella visione d'incanto, era un magnifico e possente salice secolare, che si innalzava maestoso al centro della radura.
I delicati raggi della luna si posavano gentilmente sui suoi rami e sulle sue foglie, donandogli le sembianze di uno spirito di un altro Mondo...
Ammaliata da ciò che vide innanzi a sè, la fanciulla mosse timidamente un passo in avanti, posando il suo piccolo piede su quel manto punteggiato di fiori.
Come sotto l'effetto di un improvviso sortilegio, si sentì pervadere da un'ebbrezza languida e avvolgente, che le fece percorrere, in trance, il verde prato smeraldino, fino ad arrivare di fronte all'albero.
Si fermò ad osservarlo con occhi socchiusi, sollevando il viso verso le sue fronde lievemente spioventi.
Con un movimento leggero e soave, alzò lentamente la sua pallida mano, sfiorando la ruvida corteccia e accarezzandola dolcemente.
Si avvicinò di più e circondò con le braccia quel tronco stranamente caldo.
Il suo spirito entrò in contatto con l'essenza del salice e questi iniziò a parlarle.
Le raccontò di tempi perduti, quando in molti si radunavano attorno a lui, per danzare e festeggiare sotto lo sguardo amorevole degli Dei, gioendo della luce del giorno e del buio della notte, della sacralità della vita e quella della morte, dell'Armonia che fin dall'alba dei tempi reggeva le leggi dell'universo. Raccontava di tempi in cui non esistevano foreste immerse in un'oscurità iniziatrice,
unica via, oramai, per accedere a lui. Raccontava di quando l'Amore era puro e divino e non infangato da assurdi preconcetti e da regole possessive di umana gelosia. Raccontava, l'albero, di un'antica Era dorata, ormai perduta nella memoria ancestrale del Tempo e, mentre spiegava, la fanciulla vedeva... pian piano ricordava... e teneramente piangeva.
Ma il salice raccontava anche di come quei tempi d'oro sarebbero tornati, di come attorno a lui ci sarebbero state nuove Danze e nuovi gioiosi Riti e di come l'uomo avrebbe ritrovato l'antica Sacralità del Tutto, in verità mai dimenticata, ma solo celata nella parte più recondita di lui: la sua Anima Antica.
Lentamente la fanciulla si allontanò dal tronco, senza più lacrime, ma con un dolce e infantile sorriso dipinto sul volto.
Chiuse gli occhi ed iniziò ad ascoltare rapita quell'armonia di suoni, profumi e sensazioni che aleggiavano attorno a lei, aprendosi ad essi in totale abbandono.
Con fare languido e sensuale, cominciò dolcemente a muovere i fianchi sottili, al ritmo di quella musica ancestrale. Le sue mani sfioravano delicatamente il profilo del suo corpo,flettendosi sinuosamente con movimenti circolari. Sul suo viso si poteva scorgere un'espressione di estasi infinita, mentre danzava armoniosamente nel mezzo della radura.
Poi il suo corpo esplose in una danza frenetica e voluttuosa, che si trasformò in pura Bellezza quando la sua Anima, ormai libera dal giogo delle catene che i secoli bui le avevano forgiato, potè risplendere nella totalità della sua Sacra Essenza,così che la Fanciulla divenne definitivamente tutt'uno con l'Armonia che la circondava.
E mentre danzava vestita solo dei raggi argentei della Luna, seppe che il suo Percorso era finalmente giunto al termine.

Twilight


Racconto scritto da Twilight. E' vietata la riproduzione anche parziale senza il permesso dell'autrice.

Il Sentiero | Login/crea un profilo | 7 Commenti
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Re: Il Sentiero (Punti: 1)
da Violet 03 Ago 2007 - 14:33
(Info utente | Invia il messaggio) http://www.tempiodellaninfa.net)
E' una meraviglia questo tuo racconto...
Le parole incantano e si dispiegano con una naturalità stupenda...
Sono davvero contenta che tu abbia manifestato questa tua Arte... è un dono per noi e per te stessa...
:-*

Re: Il Sentiero (Punti: 1)
da )O(scylla)o( 04 Ago 2007 - 02:00
(Info utente | Invia il messaggio)
Grazie per questo magnifico racconto..è di una delicatezza estasiante!
Spero che in futuro vorrai condividere nuovamente con noi queste tue bellissime perle :)

Re: Il Sentiero (Punti: 1)
da Twilight 06 Ago 2007 - 11:42
(Info utente | Invia il messaggio) http://crepuscolooscuro.splinder.com)
Grazie, mie dolci... è bello sapere che questo piccolo pezzetto di me sia stato di vostro gradimento.
Confido nell'aiuto delle Muse, per far nascere ancora altri canti, da dedicare a voi e a questo luogo che tanto amo. Ed anche a me, naturalmente! ;)

Re: Il Sentiero (Punti: 1)
da Eilan (iniswitrin9@msn.com) 06 Ago 2007 - 21:29
(Info utente | Invia il messaggio) http://)
Questo racconto meraviglioso esprime tutta la tua dolcezza.

Grazie per questo splendido regalo.

Bacini

Re: Il Sentiero (Punti: 1)
da ValerieLeFay 07 Ago 2007 - 09:53
(Info utente | Invia il messaggio) http://gelidaluce.splinder.com)
Mia dolce, come ti ho già detto altre volte questo tuo racconto è davvero un incanto, dolce e vellutato, proprio come te!

Re: Il Sentiero (Punti: 1)
da fairymoon (alphazulu@interfree.it) 23 Ago 2007 - 13:21
(Info utente | Invia il messaggio)
questo racconto è splendido, sembra davvero di udire i suoni e assaporare gli odori e percepire i colori di questa notte beata... bravissima!

Re: Il Sentiero (Punti: 1)
da Danae 28 Set 2010 - 13:03
(Info utente | Invia il messaggio) http://)
Grazie Twilight :)) è un Dono ricolmo di Gioia rara..



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