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Il Tempio della Ninfa

Pioppo
Mercoledì, 31 Gennaio 2007 - 04:46 - 22050 Letture
Erbario PIOPPO
Populus tremula; Populus nigra; Populus alba

Antico inglese: aespe; Bretone: elf-krenerez; Gallese: polysen wen, aethnen; Gaelico scozzese: critheann; Gaelico: cran creathach; Antico irlandese: eadadh.






Riconoscimento e proprietà terapeutiche

Il pioppo tremolo appartiene alla famiglia delle salicacee e cresce preferibilmente in terreni argillosi e sabbiosi, superando raramente i 100 anni d’età. È un albero che ama molto la luce del sole, per questo non lo si troverà nell’ombra dei boschi fitti ma solo al loro margine, oppure nei pressi di radure soleggiate. La sua altezza raggiunge i 30 metri e il suo aspetto è slanciato e gentile, simile a quello delle betulle. La sua corteccia è chiara, tra il grigio-verde e il grigio-giallo e i suoi rami, anche se rotti o danneggiati dal vento si rigenerano molto in fretta, come l’albero stesso, che cresce molto velocemente. Le sue foglie, verdi sulla parte superiore e argentate su quella inferiore, hanno una forma tonda coi margini smussati e seghettati, e il picciolo, caratteristico, è flessibile, appiattito e molto lungo, per questo motivo ad un minimo accenno di vento ondeggia vigorosamente.
Esistono piante maschili e piante femminili e i fiori ne determinano il genere: quelli maschili crescono in amenti rossicci, mentre quelli femminili, sempre in amenti, sono di colore verde.
I frutti crescono in capsule piccole, verdi, in amenti e aperte per rilasciare i semi ricoperti da una peluria cotonosa che vola via col vento, i cosiddetti “pappi”.
Esistono altre due specie di pioppo che hanno riscontri nelle tradizioni antiche e alle quali sono associate alcune usanze e miti: il Populus nigra e il Populus alba, ovvero il pioppo nero e il pioppo bianco. Questi differiscono tra loro (e dal pioppo tremulo) per via delle foglie e della corteccia. Le foglie del pioppo nero sono di forma triangolare o “a cuore” e sono interamente di colore verde scuro, mentre la corteccia è di colore grigio-marrone scuro; il pioppo bianco invece ha foglie lobate, a tre o cinque lobi, verde scuro sulla pagina superiore e bianche su quella inferiore, ricoperta da una lieve peluria, mentre il fusto è chiaro, di colore argentato.

Il fitoterapia il pioppo tremolo è usato per la sua corteccia e per le sue foglie, che purificano il corpo e curano le affezioni delle vie urinarie. Possiedono proprietà simili a quelle del salice e pertanto sono utili per far abbassare la febbre e inoltre aiutano a far cicatrizzare le ferite, le abrasioni e le bruciature.
Il pioppo tremulo fa parte dei rimedi di Bach, con il nome “Aspen”. Può essere usato da coloro che sono affetti da paure e ansia insensate, che sono spaventati per ciò che non comprendono, come dagli spiriti, dalle entità nascoste e invisibili, dal buio, da esseri mostruosi, e simili. Può essere usato anche in caso di sensazioni di minaccia, di negatività o per combattere le cattive influenze che certe persone, volontariamente o meno, trasmettono agli altri.
Anche il pioppo nero viene usato in fitoterapia, anche se in realtà tutte le specie di pioppo hanno le medesime proprietà curative. Le sue gemme soprattutto sono importanti, se assunte in infuso, per la cura dei reumatismi, delle infiammazioni alla vescica, della cistite, per problemi alla prostata, per purificare i reni e per sciogliere i cristalli solidi dell’urina. Per uso esterno le stesse gemme sono usate in unguento su escoriazioni, piaghe, bruciature e per la cura delle emorroidi.
Un tonico ottenuto mediante la macerazione nel vino di scorza d’arancia e gemme di pioppo era usato per curare la tubercolosi.


Ricette curative
(in caso di allergie consultare sempre il medico)

Decotto di pioppo (tremulo o nero) per abbassare la febbre: portare ad ebollizione un litro d’acqua con 20 grammi di corteccia di pioppo e lasciar bollire per 20 minuti. Filtrare e bere due tazza al giorno.

Infuso di gemme di pioppo nero per purificare le vie urinarie: in una tazza di acqua bollente lasciare in infusione per dieci minuti due cucchiaini di gemme di pioppo raccolti all’inizio della primavera. Bere l’infuso per tre volte al giorno.

Rimedio contro le ferite: applicare sulla piaga corteccia fresca di pioppo tremulo.


Miti, tradizioni e usi magici

Secondo l’antica spiritualità celtica la morte non implicava la fine dello spirito, o una sua sopravvivenza in oscure e inferiori forme larvate, ma la vita oltre la morte dell’Anima, come entità pura, e la continuazione della sua esistenza sotto la stessa o altre manifestazioni viventi.
Diverse piante richiamavano questa concezione spirituale e una di queste era il pioppo, albero che guidava il rito del transito, del viaggio nell’Altromondo e del conseguente ritorno nel mondo manifesto.
Esso era considerato il tramite, l’accompagnatore, ciò che conduceva nel percorso oscuro e sconosciuto, dall’inizio alla fine.
Questa sua connessione particolare con l’Altromondo era anche suggerita dal continuo tremore delle sue foglie, che secondo le antiche leggende era considerata la danza in risposta ai segreti del Sidhe trasportati dai venti sottili.
Per questo il pioppo era considerato un albero oracolare, il messaggero del Divino, l’intermediario tra un mondo e l’altro, la Voce del Sidhe che svelava i misteri più nascosti.
I druidi, usavano bastoni di pioppo per misurare i corpi dei defunti e le bare entro le quali essi andavano adagiati, e il suo legno costituiva gli scudi da battaglia.
Non solo da battaglia però sono gli scudi che il pioppo può fornire. La sua funzione protettiva infatti agisce anche ad un livello psicologico, com’è confermato anche dal suo uso come rimedio di Bach contro le negatività, le influenze nocive provenienti dall’esterno e gli attacchi sottili. Per questo il pioppo rappresenta la protezione ma anche la forza che nasce dall’interno e che è alimentata dallo spirito.
Secondo gli indiani Dakota il pioppo è l’Asse del Mondo.
In occasione del rituale della Danza del Sole un pioppo viene tagliato e posto nel centro della capanna in cui si svolge il rituale, ad unire simbolicamente il cielo con la terra. La danza viene poi eseguita intorno all’albero, che rappresenta Wakan-Tanka, il Grande Spirito.

Nelle tradizioni dei tempi passati non si considerava solamente la specie del pioppo tremulo tra gli alberi magici, ma anche quella del pioppo nero e del pioppo bianco che, profondamente legati alla Grande Madre, rappresentavano rispettivamente il suo lato oscuro, ovvero il volto di Colei che toglie la vita, la Distruttrice, la Luna nera, la Madre della morte fisica e iniziatica, necessaria per l’inizio della trasmutazione; e il suo lato luminoso, il volto di Colei che dona la vita, la Nutritrice, la Genitrice, la Luna piena, la Madre della Rinascita e la riuscita della trasmutazione.
Il pioppo nero era considerato l’ingresso all’Altromondo ed era sacro ad Ecate.
In epoca storica la Madre era ancora onorata a Egira, in Acaia (nome che significa letteralmente “luogo dei pioppi neri”) e qui veniva consultata per mezzo delle sue Sacerdotesse, che bevevano il sangue del toro, considerato veleno letale per tutte le altre genti comuni.
Insieme al salice e all’ontano, inoltre, il pioppo nero era l’albero delle tre Parche nordiche dell’acqua, pertanto legato in qualche modo al Destino degli uomini e al Filo della Vita.
Il pioppo bianco invece è ricordato in alcuni miti greco-romani.
In Grecia Leuke, una meravigliosa ninfa, per sfuggire ad Ade, che si era innamorato di lei e la voleva per sé, si trasformò in un pioppo bianco, che il Signore dell’Oltretomba portò nel suo mondo e pose accanto alla magica fonte Mnemosine, ovvero la Fonte della Memoria, la cui acqua poteva far accedere i degni defunti all’immortalità.
Secondo un altro mito Ercole, nella riuscita della sua dodicesima fatica, che implicava la sua discesa nell’Ade per combattere un gigante, coglie dei rami dal medesimo pioppo di Leuke, accanto alla Fonte della Memoria, e ne intreccia una corona che si pone sul capo. Si dice che la parte esterna delle foglie, a contatto con i fumi, il calore e l’aria dell’Altromondo si sia bruciata ed abbia assunto la tipica colorazione verde scura, mentre la parte interna, a contatto con il sudore dell’eroe e della luminosità della sua fronte, sia rimasta bianca. Simbolicamente la corona di foglie di pioppo bianco posta sulla fronte dell’eroe rappresenta quindi la rinascita avvenuta attraverso il passaggio nel regno oscuro, e la conoscenza (il bianco) conquistata con l’iniziazione, la morte momentanea (il nero/verde scuro). Il viaggio di Ercole, infatti, può essere interpretato come un percorso verso il proprio oscuro mondo interiore, nel fondo del quale risiede la parte malvagia (o semplicemente sconosciuta), che viene da lui sconfitta (o conosciuta).
Fatto questo Ercole riemerge dalle profondità coronato per la vittoria.

Secondo le usanze tradizionali, i rametti intrecciati del pioppo potevano essere posti sulla porta d’ingresso di casa per proteggersi dalle malattie, oppure si potevano inserire in un sacchettino da porre sotto il cuscino, per avere un sonno tranquillo e dei bei sogni. Se il sacchettino, invece, fosse stato portato addosso ci si sarebbe assicurati una lunga vita e una protezione dalle fatture maligne e dal malocchio, che al contempo venivano annichiliti.
Se si soffriva di febbre si poteva avvolgere una pezza di stoffa intorno al fusto del pioppo per trasmettergli i propri tremori, e di conseguenza la febbre, oppure si potevano porre le unghie del malato in un foro praticato nella sua corteccia, che poi veniva richiuso. Se la corteccia fosse ricresciuta allora il malato sarebbe guarito.
Un’altra usanza, sempre in caso di febbre, era quella di appuntare una ciocca di capelli della persona malata, pronunciando una formula particolare e allontanandosi, poi, in assoluto silenzio.

Dalle tradizioni e credenze a lui collegate, e nate probabilmente da una saggezza antica che dava ascolto alla voce della Natura e degli alberi, si può intuire parte dello spirito del pioppo. Esso rappresenta la protezione, la forza interiore, lo scudo che ci aiuta a proteggerci da ciò che può ferire o compromettere la parte più preziosa e pura dentro di noi, ovvero la nostra Anima. Con la sua forza e con la sua capacità di rigenerarsi velocemente il pioppo ci insegna a fare lo stesso, ma ci accompagna anche lungo le piccole e grandi “morti” della nostra vita, siano esse semplici cambiamenti oppure vere e proprie iniziazioni ai Misteri antichi.
Il suo dono più prezioso, infine, è l’insegnamento dell’Ascolto. Il tremore e il canto delle sue foglie, infatti, potrebbero trasportare realmente i segreti del Sidhe e potrebbero trasmetterci insegnamenti non raggiungibili con la sola mente. Potrebbero addirittura trasportarci nella pace incantata dell’Altromondo, per qualche istante (o per ore che ci parrebbero solamente pochi istanti).
Il pioppo è una delle mille Voci della Grande Madre e la sua eterna danza incantata ci conduce e ci accompagna nel Viaggio dell’Anima verso la consapevolezza di se stessa.


Magia del Pioppo


Fonti

Lo spirito degli alberi” , Fred Hageneder, Ed. Crisalide
Il Vischio e la Quercia”, Riccardo Taraglio, Ed. L’Età dell’Acquario
Le erbe officinali, antica medicina dei celti”, Plinio il Vecchio, Diancecht, Ed. Keltia
Segreti e Virtù delle piante medicinali”, Selezione dal Riders Digest
Florario”, Alfredo Cattabiani, Ed. Oscar Saggi Mondadori
Il grande libro delle piante magiche”, Laura Rangoni, Ed. Xenia
La farmacia di Gaia”, Demetra Edizioni
Il libro completo delle Erbe”, Deni Bown
Alberi”, La Biblioteca della Natura
"Erbe", La Biblioteca della Natura
Il grande libro delle piante medicinali”, Roberto Michele Suozzi. Grandi Manuali Newton

Articolo scritto da Violet.
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Pioppo | Login/crea un profilo | 2 Commenti
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Re: Pioppo (Punti: 1)
da Amarillis 14 Feb 2007 - 00:16
(Info utente | Invia il messaggio)
Cara Violet questo articolo e' veramente interessante e mi ha fatto venire un gran desiderio di approfondire tanti degli stimoli che dai con il tuo racconto della vita del pioppo...... Grazie
Mi hai fatto anche ricordare di uno strano oroscopo degli alberi, mi sembra di origine celtica... Mi era stato dato da qualcuno; a seconda del momento della nascita ogni persona veniva associata ad un albero e al suo "carattere".
Purtroppo non trovo piu' questi materiali...
Comunque andro' a cercarmi qualche libro della tua fornita bibliografia..
Ancora complimenti! Amarillis :-)

Re: Pioppo (Punti: 1)
da Violet 14 Feb 2007 - 00:36
(Info utente | Invia il messaggio) http://www.tempiodellaninfa.net)
Non è un oroscopo, ma un calendario celtico che è stato ipotizzato da Graves. Ad ogni mese (più o meno) cossisponde un albero della tradizione, e infatti tutti quelli che ho trattato finora nel sito sono proprio quelli, anche se ce ne sono ancora molti da trattare (per fortuna, dato che è un argomento che adoro!). Devo ancora scrivere l'articoletto sulle corrispondenze degli alberi con i mesi, ma lo farò prossimamente. In ogni caso non c'è una versione sola ma molte che possono essere più o meno condivise... non vi è però nessuna prova o indizio che faccia pensare che i celti utilizzassero davvero questo sistema di associazioni mensili. Ma l'importante è trattare gli alberi con le loro tradizioni e, soprattutto (per quanto riguarda le mie personali preferenze), il loro spirito... ciò che potrebbero volerci insegnare. Ti consiglio il libro di Fred Hageneder "Lo Spirito degli Alberi", è davvero eccellente!



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