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Le Dame del Natale
Sabato, 11 Gennaio 2014 - 18:37 - 12577 Letture
Archetipi Nel soffice biancore della neve, che riposa sulla terra assopita, un leggero tintinnare di campanellini si ode da lontano. Sono le Dame del Natale, che attraversano il cielo sulle loro slitte, o emergono dal fitto dei boschi coronate d’abete e agrifoglio, di luci e di brina.
Luminose e bianchissime, reggono la fiamma della nuova vita e portano doni d’abbondanza, nutrimento e calore. E pur essendo vestite di ghiaccio e neve, sono le splendenti madri del Sole.


Trotte-Vieille, la Vecchia dalle lunghe corna

Conosciuta soprattutto a Saulnot, nella regione francese dell’Haute Saône, la terribile Trotte-Vieille – traducibile con “trotta-vecchia” o “la vecchia che trotta” – si mostra sia come donna anziana e scarmigliata dall’aspetto spaventoso, sia come Fata benefica e gentile. In entrambi i casi, porta sulla fronte due lunghe corna di mucca appuntite, con le quali si dice che infilzi i bambini cattivi per portarli nel suo covo oscuro. Nei confronti di coloro che sono stati buoni, invece, si mostra benevola e generosa e concede buoni doni e benedizioni. (7)
La sua visita nelle case è attesa e assai desiderata, in quanto si crede che apporti abbondanza, gioia e fortuna per l’anno a venire, e proprio per incoraggiarla e renderne favorevole e benefico il carattere imprevedibile, si usa preparare la sera di Natale una particolare minestra calda della quale la vecchia Trotte-Vieille è particolarmente golosa.


Tchausse-Villha, la Vecchia dei nodi

In Francia e Svizzera, quando si avvicina il Natale, si teme l’arrivo dell’inquietante Tchausse – Villha, chiamata anche Chauchevieille o Chauchepaille. Della sua leggenda non si conosce molto, ma si dice che sia solita ingarbugliare in maniera inestricabile la lana filata, e in generale tutti i lavori d’ago, che non sono stati finiti prima del giorno di Natale. Simile alle altre dame natalizie, ne incarna solamente il lato oscuro, recando nodi, imbrogli, difficoltà e confusione alle filatrici negligenti, ovvero a coloro che simbolicamente non hanno filato bene il filo del loro destino.


Frau Gaude, la Dama dei cani

In diverse parti della Germania, durante le dodici notti che intercorrono fra Natale e l’Epifania, si festeggia la lucente e fiera Frau Gaude – chiamata anche Gude, Gode, Gaue o Wode. Nel Mecklenburg, una regione settentrionale tedesca che confina con il Mar Baltico, questa bellissima Fata è descritta come una donna alta e bionda, vestita di uno splendido abito bianco con una brillante cintura d’oro allacciata in vita. Seduta in groppa a un cavallo, bianco come lei, sorvola i villaggi accompagnata dai suoi mastini e da altre bestie selvagge.
In altre regioni teutoniche si dice invece che Frau Gaude appaia alla guida di un carro o di una slitta trainata da una grande muta di cani dagli occhi rossi come il sangue. Se durante la sua corsa trova una porta socchiusa, la dama vi manda all’interno uno dei suoi cagnolini, che subito va ad accucciarsi accanto al focolare. La mattina seguente, il cucciolo scodinzola e guaisce, e ogni suo lamento può portare sfortuna e malessere a chi lo ospita. La sua attenta guardia dura tutto l’anno e l’animale non può essere allontanato in alcun modo. Se durante la sua permanenza viene trattato con ogni cura e affetto, la sua felicità porta fortuna, e quando l’anno successivo dama Gaude torna a prenderlo, al suo posto lascia un grande mucchio d’oro. Ma se il cagnolino viene maltrattato, o se qualcuno riesce a ucciderlo con un colpo in testa, esso si trasforma in una pietra, che per quanto possa essere gettata via torna sempre al suo posto accanto al camino. Allo scoccare di ogni mezzanotte il grosso sasso si tramuta di nuovo in cane, e i suoi guaiti arrecano maledizioni ancora più terribili a chi abita nella casa. “Incidenti, malattie e febbri maligne decimeranno irrimediabilmente tutta la famiglia finché Gaude tornerà a richiamare il suo cucciolo l’anno successivo.” (8) Per questo motivo gli abitanti dei villaggi visitati dalla luminosa dama si preoccupano di sbarrare bene porte e finestre per tutta la durata delle dodici notti di Natale.
D’altro canto, Frau Gaude si dimostra buona e generosa verso coloro che ispirano la sua benevolenza, e ricompensa amorevolmente coloro che l’hanno servita. Si racconta che un paesano volle riparare una delle ruote del suo carro, e trovò che i trucioli di legno caduti dall’ascia si erano trasformati in purissimo oro.
Come le altre Dame del Natale, anche Frau Gaude rappresenta dunque una datrice di fortuna e prosperità o di malasorte e sterilità, e giunge nel periodo più buio dell’anno a ispezionare le case e il cuore di chi le abita. A tal proposito si potrebbe pensare che i suoi cagnolini svolgano il suo stesso compito nelle abitazioni che vanno a occupare, lamentandosi o gioendo – e dunque portando malattia o benessere – a seconda di come vengono trattati e del modo in cui si comportano i loro ospitanti. I loro occhi rossi sono gli occhi di dama Gaude, così come le loro orecchie e la loro voce, e ovunque si stabiliscano lo spirito della dama rimane a vegliare, a osservare e a valutare. Starà ad ognuno la scelta di incorrere nel suo pericoloso corruccio, o di meritarsi il felice dono del suo oro splendente.


***

Note:

1. Tratto da Pierre Dubois, Encyclopédie des Fées, pag. 29 (T.d.A.)

2. Kolyada o Koliada è il nome che ancora oggi viene dato all’intero ciclo di festeggiamenti invernali e natalizi in Slovenia, in Russia e in altri paesi dell’Europa dell’Est. Con l’arrivo del Cristianesimo le feste dedicate alla Dea Kolyada vennero soffocate e assorbite nelle nuove celebrazioni, ma nonostante questo, alcuni kolyadki vengono ancora innalzati in suo onore, e il suo nome viene tuttora invocato la vigilia di Natale.

3. Uno dei canti tradizionali –kolyadki – che invocano la presenza di Kolyada alle feste solstiziali e natalizie. W. R. S. Ralston, Songs of Russian People.
Kolyada! Kolyada! Kolyada è arrivata, Alla vigilia della Natività. Abbiamo vagato, abbiamo cercato la Santa Kolyada, Attraverso tutte le corti, in tutti i vicoli. Abbiamo trovato Kolyada alla Corte di Pietro. Intorno alla Corte di Pietro c'è un recinto di ferro, Nel mezzo della Corte ci sono tre stanze: Nella prima stanza c’è la Luna luminosa; Nella seconda stanza, il rosso Sole; E nella terza stanza, le molte Stelle.” (T.d.A.)
Nonostante sia evidente l’influenza della religione cristiana, il senso originario di questi canti, nonché le gioiose invocazioni alla divina Kolyada, sono rimasti fortunatamente invariati.

4. Auguste Demesmay, Traditions populaires de Franche-Comté, pag. 367

5. Ibidem.

6. Cfr. Auguste Demesmay, pag. 367-368. L’autore aggiunge alla descrizione del battre la tronche i suoi lontani ricordi d’infanzia: “Non dimenticherò mai la solennità che mio nonno dava a questa festa. Diversi giorni prima ci mostrava la ‘faccia’ in fondo alla sua corte, come fosse un Dio. E noi gli portavamo molto rispetto. Non avremmo mai compiuto un’azione malvagia di fronte a quel ceppo, attorno al quale sembravano aleggiare esseri soprannaturali.” (T.d.A.)

7. Sebbene molte delle dame qui raccontate abbiano assunto aspetti che le fanno apparire più simili a spauracchi atti a spaventare i bambini e a spingerli a comportarsi bene – al pari dell’uomo nero, del lupo cattivo e di altre figure inventate dalla fervida immaginazioni di nonni e genitori – rimane chiara la loro appartenenza alle ambivalenti divinità dell’inverno, ovvero alle Dame del Natale e dei dodici giorni che ne seguono.

8. Dubois, pag. 29


Fonti

Encyclopédie des Fées et autres petites créatures, Pierre Dubois, Hoebeke Editeur, Paris, 1996
Tante Arie. Bonne Fée et Mére Noël, Hervé Thiry-Duval, Editions Cabédita, Divonne-les-Bains, 2007
Goddess Holle. In search of a Germanic goddess, Garden Stone, Books on Demand, Norderstedt, 2011
Christmas in Ritual and Tradition, Christian and Pagan, Clement A. Miles, T. Fisher Unwin, 1912
Traditions populaires de Franche-Comté: poésies suivies de notes, Auguste Demesmay, Paris, 1838
Yule-Tide in Many Lands, Mary Poague Pringle e Clara A. Urann, Library of Alexandria
Songs of Russian People as illustrative of Slavonic mythology and Russian social life, W. R. S. Ralston, Ellis & Green, London, 1872
Dictionary of Nature Myths: Legends of the Earth, Sea, and Sky, di Tamra Andrews, Oxford University Press, 2000
Discovering Christmas Customs and Folklore: A Guide to Seasonal Rites, Margaret Baker, Shire Publications Ltd., 2007
Les Deux Bourgognes: études provinciales, Volume IV, Anonimo, 1827
La vera storia di Babbo Natale di Arnaud d’Apremont, L’Età dell’Acquario, Torino, 2005
Christmas and Hanukkah, Elizabeth A. Dice, Chelsea House, 2009
The Chautauquan, Volume IV, M. Bailey, Publisher, 1884
Entità Fatate della Padania, di Alberta Dal Bosco e Carla Brughi, Edizioni della Terra di Mezzo, Milano, 1993

Immagine: Christmas Fairy, Sue Rundle-Hughes


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Re: Le Dame del Natale (Punti: 1)
da agrifoglio21 14 Gen 2014 - 09:49
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Quante bellissime figure che hai riscoperto Violet, non credevo ci fossero così tante Dame! Mi piace molto la Dama Verde. *_*
Bravissima come sempre e grazie perchè mi fai scoprire tante cose interessanti
Silvia

Re: Le Dame del Natale (Punti: 1)
da Danae 16 Gen 2014 - 17:21
(Info utente | Invia il messaggio) http://)
Come ogni manifestazione, le adoro tutte! Mai mi piace solo una Dea o una Fata, o qualsiasi altra entità dvina femminile.
Grazie Violetta... ricerchina in divenire splendida :))



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