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Racconti di Natale: La Dozzina del Fornaio
Martedì, 25 Dicembre 2012 - 04:04 - 9437 Letture
Racconti LA DOZZINA DEL FORNAIO
Un racconto di Natale

di Aaron Shepard, traduzione italiana a cura di Violet

Nella città coloniale olandese che col tempo venne chiamata Albany, viveva un tempo un fornaio di nome Van Amsterdam, che era un uomo onesto più di quanto avrebbe potuto essere.
Di mattina presto, equilibrava con precisione le sue bilance, e si dava gran cura di dare ai suoi clienti esattamente ciò per cui avevano pagato – non di più, non di meno.

La bottega di Van Amsterdam era sempre affollata, perché i paesani si fidavano di lui, che senza dubbio era un bravo fornaio. Tuttavia, non vi era giorno più movimentato della vigilia del 6 Dicembre, quando gli olandesi celebrano San Nicholas.
In quel periodo dell’anno, la gente accorreva alla bottega per comprare i deliziosi Biscotti di San Nicholas, che l’uomo preparava con il pan di zenzero e decorava con la glassa bianca e rossa, perché somigliassero al santo così come veniva immaginato: alto e magro, con un alto copricapo e un lungo mantello rosso.



Una mattina, nel giorno di San Nicholas, il fornaio aveva appena aperto la sua bottega quando la porta si spalancò, e una vecchia donna, avvolta in un lungo scialle nero, entrò.
“Sono venuta per una dozzina dei tuoi Biscotti di San Nicholas.”
Van Amsterdam prese un vassoio e contò dodici biscotti, ma aveva appena iniziato a incartarli quando la vecchia lo fermò.
“Ho chiesto per una dozzina di biscotti. Tu me ne hai dati solo dodici.”
“Madam,” disse l’uomo, “chiunque sa bene che una dozzina è dodici.”
“Ma io invece dico che una dozzina è tredici,” disse la donna. “Dammene ancora uno.”
Van Amsterdam non era un uomo che ammetteva sciocchezze.
“Madam, i miei clienti ricevono esattamente ciò per cui hanno pagato – non di più, non di meno.”
“Allora puoi tenerti tutti i biscotti.”
La donna si voltò per andarsene, ma giunta alla porta si fermò.
“Van Amsterdam! Per quanto onesto tu possa essere, il tuo cuore è piccolo e il tuo pugno è stretto.
Cadi, rialzati, e impara di nuovo a contare!
Detto questo, se ne andò.

Da quel giorno, ogni cosa andò storta nella bottega di Van Amsterdam. Il suo pane lievitava troppo o troppo poco, le sue crostate erano acide o troppo dolci, le sue torte si sbriciolavano o erano gommose, i suoi biscotti erano bruciacchiati o farinosi.
I clienti si accorsero subito della differenza e presto in molti si recarono da altri fornai.
“Quella donna mi ha stregato,” diceva l’uomo parlando a se stesso. “È questo il modo in cui la mia onestà viene ricompensata?”

Passò un anno. Van Amsterdam divenne povero, sempre più povero. Dal momento che vendeva poco, produceva poco, e i suoi scaffali erano quasi vuoti.
Infine, alla vigilia del giorno di San Nicholas, non un solo cliente entrò nel suo negozio, e al termine della giornata egli si sedette da solo, a guardare i suoi Biscotti di San Nicholas, tutti invenduti.
“Vorrei che San Nicholas mi aiutasse ora,” disse. Poi chiuse la bottega e se ne andò tristemente a letto.

Quella notte, il fornaio fece un sogno. Era ancora un bambino, in mezzo ad una folla di bambini felici, e lì, in mezzo a loro, c’era San Nicholas in persona.
Il suo cavallo bianco si ergeva dietro di lui e i suoi cesti erano pieni di regali. Nicholas ne traeva un dono dopo l’altro e li porgeva ai bambini. Ma Van Amsterdam si accorse che c’era qualcosa di strano. Non importava quanti regali il santo desse via, perché ce n’erano sempre altri ancora da donare. In effetti, più lui raccoglieva dai cesti, più questi erano pieni.
Infine San Nicholas porse un regalo a Van Amsterdam: era uno dei suoi biscotti! Il bambino sollevò lo sguardo per ringraziare, ma davanti a lui San Nicholas non c’era più. Con il viso sorridente, c’era invece la vecchia donna con il lungo scialle nero.

Van Amsterdam si svegliò di soprassalto. I raggi di luna filtravano dalle persiane socchiuse, ed egli se ne stava là, a pensare.
“Ho sempre dato ai miei clienti esattamente ciò per cui avevano pagato – non di più, non di meno. Ma perché non dare di più?”

La mattina seguente, nel giorno di San Nicholas, l’uomo si alzò più presto del solito. Miscelò l’impasto del pan di zenzero, stese con cura la pasta, poi modellò i biscotti e li mise nel forno a cuocere. Infine, li decorò con la glassa bianca e rossa perché somigliassero a San Nicholas… e prima d’allora non erano mai stati così perfetti.
Il fornaio aveva appena finito quando la porta si spalancò, e una vecchia donna, avvolta in un lungo scialle nero, entrò.
“Sono venuta per una dozzina dei tuoi Biscotti di San Nicholas.”
Pieno di emozione, Van Amsterdam contò dodici biscotti – e ne aggiunse uno.
“In questa bottega”, egli disse, “d’ora in poi una dozzina sarà tredici.”
“Hai imparato a contare bene”, disse la donna. “Sarai sicuramente ricompensato.”
Pagò per i biscotti e si allontanò. Ma un attimo prima che la porta si richiudesse, gli occhi del fornaio gli giocarono uno scherzo, perché gli parve proprio d’intravedere il lembo di un lungo mantello rosso che scivolava oltre la soglia.

Come la vecchia donna aveva predetto, Van Amsterdam fu ricompensato.
Non appena i paesani seppero che egli contava per tredici una dozzina, ebbe più clienti di quanti ne avesse mai avuti.
E infatti divenne così ricco che gli altri fornai iniziarono ad imitarlo. Da allora, l’usanza si diffuse nelle altre città, e in seguito in tutte le colonie americane.
E proprio questo, si dice, è il motivo per cui la “dozzina del fornaio” divenne tredici – una tradizione che diventò comune per oltre un secolo, e che in molti paesi sopravvive ancora oggi.


***

Fonte:

La storia qui fedelmente tradotta è pubblicata nel libro The Baker’s Dozen. A Saint Nicholas Tale, dell’autore Aaron Shepard e dell’illustratrice Wendy Edelson, e propone una versione riveduta e ampliata dell’edizione originale della storia, di proprietà dell’Atheneum Books for Young Readers, Simon & Schuster, New York, 1995.
L’immagine qui riportata è una delle illustrazioni di Wendy Edelson presenti all'interno del libro, che contiene anche la ricetta segreta dei Biscotti di San Nicholas preparati da Van Amsterdam nella sua bottega.


Traduzione dall’inglese a cura di Violet. Vietata la riproduzione anche parziale senza il permesso scritto della traduttrice e senza citare la fonte.


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Re: Racconti di Natale. La Dozzina del Fornaio (Punti: 1)
da Acqua 25 Dic 2012 - 11:08
(Info utente | Invia il messaggio)
Incantevole dono Vio, racchiude tutta la magia necessaria per parlare al cuore... La vera conta!
Che tutte le dozzine possano avere 13 elementi, è proprio quell'1 che ci serve per diventare persone migliori, persone flessibili e forti. Buona magia di Natale!

Re: Racconti di Natale. La Dozzina del Fornaio (Punti: 1)
da mausci 25 Dic 2012 - 20:32
(Info utente | Invia il messaggio) http://comemistermagoo.blogspot.com)
ma che bellezza..grazie dolce Violet.. *.*

Re: Racconti di Natale. La Dozzina del Fornaio (Punti: 1)
da Misaela 25 Dic 2012 - 20:53
(Info utente | Invia il messaggio) http://lamagionedelcorvo.blogspot.it/)
Veramente bella...molto molto dolce! Grazie!

Re: Racconti di Natale: La Dozzina del Fornaio (Punti: 1)
da Danae 27 Dic 2012 - 18:29
(Info utente | Invia il messaggio) http://)
Ed ecco che torna il numero 13... :D
Bellissima e profonda, sia per il significato che per sua semplicità!
Grazie per la traduzione Violetta :))
Ma... visto che sono taaaanto golosa e adoro cucinare... non è che potresti allegare la ricettina dei biscotti di San Nicholas?! :D.. se puoi e se hai tempo cara :*

Re: Racconti di Natale: La Dozzina del Fornaio (Punti: 1)
da fairymoon 28 Dic 2012 - 10:17
(Info utente | Invia il messaggio) http://ladimoradellasignoradelbosco.blogspot.com/)
Alle mie bimbe è piaciuta molto, la grande dice che per quanto tu possa essere giusto, conviene sempre fare un po' di più; la piccina pensa che lui sia molto buono :)
A me piace moltissimo, a parte il richiamo al 13 come numero di pienezza, la vedo come una esortazione a non fare solo quello che ci si aspetta da noi, ma a guardare sotto la superficie delle cose per scoprire che cosa sia migliore per noi e per gli altri, per rendere la vita quel luogo di incanto che potrebbe essere.
Grazie!



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