La Porta del Tempio


Se dalla Porticina vuoi passare,
il tuo abitino dovrai abbandonare e molto piccola dovrai diventare...



 

Viandanti online

Ci sono 124 visitatori e
0 utenti on-line

Sei un utente non registrato. Puoi loggarti qui o registrarti liberamente cliccando qui.

 

La Via Femminile




Fra queste pagine sono raccolti consigli, ricette, riti semplici e naturali dedicati al femminile, e speciali ricerche e racconti sull'antica Via delle Donne.

 

I Meli di Avalon




Gruppo di studio dedicato alla Tradizione Avaloniana e a Miti, Leggende, e Fiabe Celtici legati alla simbologia di Avalon.

 

Login

 Nickname

 Password

 Ricordami


Non hai ancora un account?
Registrati subito.
Come
utente registrato potrai
cambiare tema grafico
e utilizzare tutti i servizi offerti.

 

Messaggi Privati

Solo per gli utenti registrati!
 

Il Libro del Mese




Hedera
di Nicolò Targhetta, Ernesto Anderle, Eugenio Belgrado e Irene Bruno

 

Cerca nel Tempio


 

Il Tempio della Ninfa

Genziana
Sabato, 01 Dicembre 2012 - 02:26 - 6586 Letture
Canti Poesia di Elizabeth Green Crane, dalla raccolta «Sylva», A.D.F. Randolph Company, 1900.

***

Così per tutto il giorno seguii fra i campi
La voce d’Autunno che chiamava di lontano.
E talvolta pensavo: «Tu, boschetto di noccioli, concedi
Una visione fugace di lei», e talaltra: «Questi settembrini sono
Segno sicuro che di recente lei è passata di qui.
Guarda, ecco qui le tracce del suo carro giallo».

E una volta guardai e mi parve di vederla in piedi
Sotto una cortina di rami foschi di acero dorato,
Eppure quando giunsi là, nulla, tranne un gruppo
Di grilli che pronunciavano i loro voti armoniosi
All’erba presto sbiadita, e fra le foglie
La quieta luce del sole cadeva a benedirmi la fronte.

Finché, mentre i raggi radenti si allungavano da occidente,
Trovai all’improvviso un altare di pietra grigia
Su cui un rosso rampicante gettava con gioia vigorosa e reverente
Le sue fulgide fiamme guizzanti. Intorno a quell’altare solitario,
Il sommacco fitto ardeva di calmo fuoco immutabile.
Dinanzi a esso, nobile, maestosa, stava una sacerdotessa, una,

Che volse a me gli occhi malinconici,
E io vidi la sua bellezza, matura del respiro del colore,
Eppure velata, come quando su bosco e collina si stende
Una bruma, un’ombra, come di morte imminente.
E mentre la scrutavo sbiadì. Svelta ne afferrai
Il mantello frangiato, subito lacerato nella mia presa,

E lei era scomparsa. Mentre i numerosi brandelli
Ne scivolavano fluttuando al suolo, io con improvvisi timori
Mi curvai a cercarli invano, quando tutt’intorno
Le azzurre genziane frangiate mi sorrisero fra le mie lacrime,
Come chi sa che il suo benvenuto sarà caloroso
Anche se reca notizie tristi all’amata.


Gentian

SO all day long I followed through the fields
The voice of Autumn, calling from afar;
And now I thought: “Yon hazel thicket yields
A glimpse of her,” and now: “These asters are
Sure sign that she of late has passed this way;
Lo; here the traces of her yellow car.”

And once I looked and seemed to see her stand
Beneath a golden maple's black -drawn boughs.
But when I reached the place, naught but a band
Of crickets did perform their tuneful vows
To the soon fading grass, and through the leaves
The quiet sunlight falling, blessed my brows.

Till, as the long rays lengthened from the west,
I came upon an altar of grey stone.
O’er which a creeper flung with pious zest
Her flickering flames. About that altar lone,
The crowding sumac burned with steady fire;
Before it stately, stood a priestess ; one,

Who turned to me her melancholy eyes,
I saw her beauty, ripe with color’s breath,
Yet veiled, as when on wood and hill there lies
A mist, a shadow, as of coming death.
And while I gazed she faded; swift I clutched
Her fringed cloak, which rent, my grasp beneath,

And she was gone. As fluttered to the ground
Its many fragments, I with sudden fears,
Stooped, vainly seeking them, when all around
The blue fringed gentian smiled up through my tears.
As one who knows his welcome will be warm,
Although sad news to his beloved he bears.


(Elizabeth G. Crane, «Sylva», A.D.F. Randolph Company, 1900, pp. 48-49.)


Traduzione ad opera di Alessandro Zabini. Vietata la riproduzione anche parziale senza il permesso scritto dell'autore e senza citare la fonte.




Genziana | Login/crea un profilo | 2 Commenti
I commenti sono di proprietà dei legittimi autori, che ne sono anche responsabili.
Re: Genziana (Punti: 1)
da fairymoon 03 Dic 2012 - 07:56
(Info utente | Invia il messaggio) http://ladimoradellasignoradelbosco.blogspot.com/)
meravigliosa, mai sentita questa Autrice, grazie Alessandro!

Re: Genziana (Punti: 1)
da Danae 13 Dic 2012 - 11:39
(Info utente | Invia il messaggio) http://)
Non credo di averla capita a fondo... però mi piace *.*
Il soggetto della poesia è la genziana o chi? :))



© Il Tempio della Ninfa 2006/2021
Sito internet con aggiornamenti aperiodici, non rientrante nella categoria Prodotto Editoriale.
Nessuna parte di questo sito può essere riprodotta senza il permesso dell'autrice e senza citarne la fonte.
Tutti i lavori pubblicati sono protetti dalla legge n. 633 e s.m.i. in tutela dei diritti d'autore.
Tutti i loghi e marchi in questo sito sono di proprietà dei rispettivi proprietari. I commenti sono di proprietà dei rispettivi autori.

Questo sito è stato creato con MaxDev e utilizza MD-Pro 1.0.76
Il sito web e il tema grafico sono stati creati da Laura Violet Rimola. Le immagini appartengono ad Alan Lee.

Powered by MD-Pro