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Per le vie dell'altro mondo
di Carlo Donà

 

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Il Tempio della Ninfa

La veglia di Fingen
Giovedì, 01 Novembre 2012 - 05:49 - 8577 Letture
Celti Un tempo, quando Fingen mac Luchta era di veglia la notte di Samuin sui colli di Druim Finghein, giunse una donna del sidh, che sempre gli faceva visita a Samuin per narrargli quali meraviglie e quali prodigi avvenivano in Erin in quella notte sacra, da Samuin a Samuin. Rothniamh figlia di Umuild Urscothaigh di Sidh Cliach era il nome di lei.

«Quante meraviglie ignote in Erin avvengono questa notte, o donna?» chiese Fingen.
«Cinquanta meraviglie», rispose la donna.
«Rivelacele», esortò Fingen.
«Questa notte avviene un grande prodigio a Temair», esordì lei. «Feidlimidh mac Tuathal Techtmuir, re di Erin, ha avuto un figlio [Conn Chetchathaig] che regnerà su tutta Erin. Da lui discenderanno tre cinquantine di sovrani fra tutti coloro che occuperanno il trono di Erin sino all’epoca di Oraineach di Uisnigh, e tutti saranno re, anche se la durata della vita di ciascuno di loro non sempre sarà la medesima.»

«E quale altra meraviglia, o donna?» domandò Fingen.
«Non è difficile a dirsi», rispose la donna. «Questa notte è sgorgato dal pozzo segreto di Sidh Nechtain un fiume splendido, che sulle tracce della guerriera, moglie del figlio di Nechtain, la quale ne ha violato i geasa, scorre attraverso la piana orientale di Erin, donando querceti e pianure, acquitrini e guadi e paludi e foci e torrenti, sino alla criniera del mare. Sarà una generosa bacchetta di bronzo attraverso una pianura d’oro, poiché il suo nome è Boann.»

«E quale altra meraviglia, o donna?» domandò Fingen.
«Non è difficile a dirsi», rispose la donna. «Un albero celato a Erin da tempo immemorabile spande una pioggia di arilli nella bruma, tanto che la piana su cui cresce ne è coperta tre volte l’anno, e quando l’ultimo arillo ne cade, spunta il fiore di quelli che cresceranno. Soltanto questa notte sarà visto da occhi umani. Il suo nome è Tasso di Ross.»

«E quale altra meraviglia, o donna?» domandò Fingen.
«Non è difficile a dirsi», rispose la donna. «Il potere della parola è stato sbloccato per Findtan mac Bochrai, muto da quando la cresta dell’onda ruggente lo ha trasportato sulle sponda sudoccidentale di Erin, affinché narri la storia di Erin, nascosta nella tenebra fino a questa notte. Perciò stanotte uno spirito glorioso di profezia è stato inviato in sembianza di giovane gentile. Si è posato sulle sue labbra da un raggio di sole, lo ha pervaso sino alla nuca, e così sette buoni discorsi poetici sono sulla sua lingua, affinché narri le storie e le epoche di Erin.»

«E quale altra meraviglia, o donna?» domandò Fingen.
«Non è difficile a dirsi», rispose la donna. «Sono state compiute questa notte le tre opere più belle di Erin. La prima di queste opere è l’elmo di Breoin di Sidh Cruachan, fabbricato da Breo mac Smeathrach, fabbro di Aenghus figlio di Umhor, elmo da battaglia in cristallo purpureo, sormontato da una mela d’oro e adorno di carbonchi screziati, di cento trecce d’oro rosso e di cento catene di bronzo bianco, rimasto nascosto per molti anni a Mhorrigan nel pozzo di Sidh Cruachan, fino a questa notte. La seconda di queste opere è la scacchiera che Crimthain Niad Nair ha portato da Oenach Find dopo la sua avventura a Sidh Boidb, nei luoghi segreti del mare, oltre i confini nordorientali del mondo, rimasta a Uisnech fino a questa notte. La terza di queste opere è il diadema di Laegaire mac Luchta Laimhfind, occultato per lungo tempo, dalla nascita di Concubuir Abradruaidh, e trovato questa notte dalle tre figlie di Faindle mac Dhuraith di Sidh Findachaid.»

«E quale altra meraviglia, o donna?» domandò Fingen.
«Non è difficile a dirsi», rispose la donna. «Le cinque strade principali di Erin. Esse non erano mai state trovate sino a questa notte, né cavalli o carri le avevano mai percorse. La prima è la Via di Mhidhluachra, trovata da Midhluachair mac Damairne figlio del re di Sruibe Brain, nel recarsi a Temair per la Festa di Temair, questa notte. La seconda è la Via di Chualand, trovata da Fear Fi mac Eoghabhail nel giungere a Temair questa notte, prima dello stuolo fantasma del sidhe. La Terza è la Via di Asal, trovata da Asal mac Doir Domblais nel giungere a Temair prima dei predoni di Meath. La quarta è la Via di Dhala, trovata da Setna Sithberg mac Dornbuidhe prima della torma di banditi di Ormond, mentre cercava la Festa di Temair, di questa notte. La quinta è la Grande Via, trovata da Noar mac Aenghusa Umaild prima degli audaci eroi di Irraus Domnand nella lotta. Così essi sono i primi a essere giunti a Temair questa notte, e queste cinque strade non sono apparse a Erin prima di stanotte.»

«E quale altra meraviglia, o donna?» domandò Fingen.
«Non è difficile a dirsi», rispose la donna. «Quando Eber e Erimon figli di Mil, fra i quali Erin era stata divisa, furono sepolti dai druidi Uar e Eithiar, l’uno ai confini dei monti orientali e l’altro ai confini dei monti occidentali, si disse che i loro due sepolcri non si sarebbero mai uniti in alcun modo fino a quando Erin fosse stata riunita in un’unica stretta, e stanotte queste due tombe si sono unite, affiancate fra i monti, e Temair sarà l’unica stretta di Erin sino alla fine dei tempi.»

«E quale altra meraviglia, o donna?» domandò Fingen.
«Non è difficile a dirsi», rispose la donna. «Tre laghi meravigliosi sono apparsi a Erin questa notte, prima della nascita di Conn Chetchathaig. Il primo è Loch nEchach., dove l’agrifoglio dai quattro rami, cresciuto alla sua estremità, per sette anni è diventato pietra dove era nella terra, ferro dove era nell’acqua e legno dove era al di sopra dell’acqua. Il secondo è Loch Riach, dove Caoer Abarbaeth di Sidh Feadail Ambaid lavò il mantello di Mac in Oig, un mantello che aveva una moltitudine di colori ignoti e ne assumeva molti diversi ogni ora. Il terzo è Loch Lein, su cui stanotte è piovuta la grandine della Terra della Promessa, in virtù della quale sono scaturiti molti tesori meravigliosi, chiamati gioielli di Loch Lein. Sebbene fossero in Erin, questi laghi si sono manifestati soltanto questa notte.»

«E quale altra meraviglia, o donna?» domandò Fingen.
«Non è difficile a dirsi», rispose la donna. «Quattro superstiti alla seconda battaglia di Muighi Tuireadh, sfuggiti ai Tuatha Dé Danann e rimasti nascosti in Erin a distruggere il grano, il latte, le frutta e gli acheni, Redg nelle piane di Mhuighi Hitha, Brea sui monti di Bregh, Tinell ai confini di Cruachan e Greand a Sleib Finoil, sono stati esiliati da Erin dopo essere stati stanati da Morrigain, da Bodb di Sidh Femen e da Midir di Bri Léith, e da Mac in Oicc. E così non vi saranno più ruberie di Fomhoire fintanto che Conn vivrà.»

«E quale altra meraviglia, o donna?» domandò Fingen.
«Non è difficile a dirsi», rispose la donna. «Qui, a Raith Aildinne, si trova un’opera prodigiosa, una palizzata di bronzo bianco che dal primo giorno della sua costruzione si disfaceva ogni mattina, tanto che nessuna finitura e nessun ornamento hanno potuto essere completati, sino a questa notte. E Siur, Eoir e Berba, sono scaturiti dal sidh, fuggendo come volpi dinanzi al rude assalto del Dagda, finché si sono riuniti in unico luogo e sono confluiti nel medesimo estuario, questa notte.»

«E quale altra meraviglia, o donna?» domandò Fingen.
«Non è difficile a dirsi», rispose la donna. «Tre volte nove uccelli bianchi in catene di oro rosso sono giunti questa notte a cantare musica meravigliosa sulle mura di Temair, talché non vi saranno sofferenza né angoscia né tristezza né nostalgia né assenza d’intrattenimento a Erin durante l’epoca di Conn Chetchathaig. E sono giunti a costui i tre figli di Eoin mac Ethidheoin di Sidh Thruim, i tre mercenari di stirpe regale che si sono seduti intorno a lui, Mael, Bluicne e Blocc, e allora Temair e gli stuoli che sono in essa e in tutte le altre principali fortezze di Erin hanno lanciato un grido, e il poeta ha recitato un lamento regale a Conn, al momento del parto.»

«Rammenti questo lamento?» chiese Fingen.
«In verità, lo rammento molto bene», rispose la donna. «Tuttavia ti abbiamo parlato questa notte per infonderti gioia e la tua mestizia emergerà di nuovo se ascolterai il lamento del druido.»
«Dopo avere ascoltato ciò che è buono, perché non dovrei ascoltare ciò che è cattivo?»
E fu così che la donna cantò il lamento che narrava di Conn e delle sue imprese, recitato dal druido a Temair. «Qualunque meraviglia di cui si possa parlare è stata concessa a Conn più che a chiunque altro. A lui è stato concesso un lungo periodo di felicità, trionfo sui nobili clan sottomessi al suo dominio, e sovrani sconfitti in battaglia», concluse. «Ed ecco dunque ciò che Ceasard il druido ha cantato a Temair stanotte, alla nascita di Conn.»
«Tutte le meraviglie di cui parli si avvereranno, mi sembra, e ascoltare il lamento del druido ha suscitato in me cupi presagi», rispose Fingen. Poi, afflitto da una malinconia profonda, fuggì dalla propria terra e viaggiò per tutta Erin.
Nel frattempo Conn assunse la sovranità di Erin.

Un giorno, da Uisnech Mhidhi, nell’osservare tutta Erin da ogni parte, Conn domandò al suo druido: «Esiste a Erin qualcuno che non mi serve?»
«Soltanto un uomo», rispose il druido.
«Chi è costui?» domandò Conn.
«Fingen mac Luchta», rispose il druido. «Da quando sei nato e hai preso possesso del regno sfugge al tuo potere.»
«In quale luogo si trova?» domandò Conn.
«Fra i due deserti di Sleibi Mis e di Luachair», rispose il druido.
«Non gli permetterò di sottrarsi alla mia autorità», dichiarò Conn.
«Non ti sarà molto facile», replicò il druido.
«Perché no?» chiese Conn.
«Non è difficile a dirsi», spiegò il druido. «Una donna del sidh lo istruisce.»
«Eppure esiste un accordo fra me e Boidb Deirg affinché nulla incrini la mia autorità», dichiarò Conn.
«Chi lo garantisce?» domandò il druido.
«Lo garantisce Fear Fi mac Eoghabail, figlio della figlia di Crimthain Niadh Nair, il cui padre è di Sidh Boidbh.»
«Cercalo», esortò il druido.

E fu così che Fingen andò da Conn, e per cinquant’anni gli fu compagno, talché vinse diciassette battaglie, finché nell’ultima battaglia perì per mano di Forannan Foda, e questi per mano sua, a Gull e Irguld.


Nota:

Questo testo è un libero adattamento di «Airne Fingein Inso», antico racconto irlandese trascritto per la prima volta in un periodo compreso fra il VI e il X secolo.


Testo di Alessandro Zabini. Vietata la riproduzione anche parziale senza il permesso scritto dell'autore e senza citare la fonte.

La veglia di Fingen | Login/crea un profilo | 2 Commenti
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Re: La veglia di Fingen (Punti: 1)
da Elke 02 Nov 2012 - 01:29
(Info utente | Invia il messaggio) http://danzanelbosco.splinder.com)
...la storia del Boann, il Tasso di Ross, colui che racconta le ere antiche d'Erin...molta della magia e della poesia dell'antica Irlanda vive in queste tue parole.
Grazie per aver narrato.

Re: La veglia di Fingen (Punti: 1)
da Selendir 02 Nov 2012 - 08:21
(Info utente | Invia il messaggio) http://)
Non ho parole! Epopea eroica, magia viva, sentimento altissimo. Grazie Alessandro, sono estasiata.



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