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L'antica Luce di Santa Lucia
Domenica, 29 Gennaio 2012 - 06:31 - 19356 Letture
Archetipi Santa Lucia il giorno più corto che ci sia.”
Detto popolare italiano

À la Sainte-Lucie, les jour avance du saut d’une puce.”
(“A Santa Lucia il giorno avanza di un salto di pulce.”)
Detto popolare francese

Sospinta da un soffio di neve che danza fra le trine di ghiaccio, arriva la notte di Santa Lucia…

Nel cuore dell’oscurità più fitta le lanterne accese dondolano sui loro ganci arrugginiti, mazzi di vischio, abete e agrifoglio, appesi fuori dalla porta, raccolgono la brina e scacciano i folletti del buio, e una grande candela bianca arde davanti alla finestra. Il suo lume inviterà la santa fanciulla coronata di fiamme ad entrare, per scaldarsi vicino al focolare e lasciare sotto l’albero di Natale i suoi regali: dolcetti speziati, frutta secca e un piccolo raggio di luce.



In molti paesi d’Italia e del Nord Europa, la tradizione vuole che Lucia visiti le case nella notte del tredici dicembre, portando doni nutrienti e luminosi. Ma chi era in origine questa santa misteriosa? E quale volto di luce si cela oltre le sue mitigate sembianze odierne?
Secondo la storia dei santi Lucia fu una vergine che visse verso la fine del III secolo d.C. durante l’impero di Diocleziano, quando ancora esistevano le leggi che proibivano di praticare la religione cristiana. La fanciulla però desiderava ardentemente di consacrare la sua vita al cristianesimo, e così decise di donare tutti i suoi ricchi averi ai poveri e rifiutò il matrimonio, attirando le ire del suo promesso sposo, che la denunciò come cristiana alle autorità dell’epoca. La povera Lucia venne quindi processata, interrogata a lungo e torturata – sebbene gli atti del processo dichiarano che non patì alcun dolore – e infine venne data alle fiamme e poi decapitata. (1)
Alcune versioni medioevali della storia affermano che durante le torture alla giovane fossero stati cavati gli occhi, oppure che lei, per allontanare da sé l’insistente promesso sposo, se li fosse strappata e glieli avesse mandati dentro a un piatto, chiedendogli di essere lasciata in pace.
Questi avvenimenti secondari spiegherebbero la credenza secondo cui Lucia sia protettrice della vista e dei ciechi, nonché l’usanza di raffigurarla con un piattino, una coppa o una tazza, contenente i suoi occhi; ma ciò nonostante non vi è traccia nei documenti originari di quanto queste versioni più tarde affermarono, e quindi probabilmente si trattò di un travisamento lontano dal tema (presumibilmente) nativo, oppure di piccole ma significative aggiunte dettate da leggende anteriori. (2)
Dopo la sua morte, Lucia fu riconosciuta come martire cristiana ed elevata a santa patrona della città di Siracusa, diventando da subito profondamente cara al cuore dei fedeli, che la celebrano ogni anno durante le festività natalizie.

Questo è dunque ciò che riferisce l’agiografia di Lucia, la quale non sembra avere alcun legame con la religione precristiana e soprattutto con quella delle regioni scandinave, dove la festa a lei dedicata è ancora oggi una delle più sentite e onorate. Tuttavia, a differenza della sua storia comune, sono proprio il Giorno di Santa Lucia – Saint Lucy’s Day – e i suoi festeggiamenti ad essersi intrecciati a radici antiche, ovvero ad essersi innestati su festività solstiziali pagane, precedenti il cristianesimo e incentrate sul ritorno della luce nel buio e gelido inverno.
Nei primi tempi, infatti, la notte di Lucia era onorata proprio durante il solstizio invernale, con la chiara intenzione di sostituire le antiche celebrazioni popolari con una nuova ricorrenza accettata dalla chiesa, e solo dopo diverso tempo, a causa del passaggio dal calendario giuliano a quello gregoriano, questa festa risultò anticipata di dieci giorni.
La tradizione di Santa Lucia”, quindi, “è solo un altro esempio della cristianizzazione delle credenze e delle usanze pagane” (3) ed è proprio rivolgendoci a queste che possiamo scoprire, o ritrovare, il volto luminoso e benefico di quelle divinità femminili alle quali Lucia si è sovrapposta, o dalle quali è stata accolta come divina e splendente sorella.
Del resto il suo destino non poteva non essere quello che già il suo nome aveva voluto per lei: Lucia deriva infatti dal latino lux, col significato di “luce”, e si traduce anche con “puro, bianco, radiante”. Inoltre la radice latina lux è parallela alla radice sanscrita lok, che significa “vedere” e dà origine a lokate, “guardare” e locàna, “occhio”.
Lucia è dunque la luce, e rappresenta Colei che è investita di luce, Colei che – nell’oscurità – porta la luce, ma anche Colei che apre gli occhi alla luce, e Colei che vede, poiché ha la luce negli occhi. E per sua stessa imprescindibile natura è lucente, pura, bianca, radiante.

Nel sud dell’Italia, la figura di Santa Lucia riprende i caratteri della martire siracusana, e i suoi festeggiamenti rimangono radicati nella religione cristiana. Nelle regioni del nord, invece, la benevole fanciulla si avvicina maggiormente alle divinità luminose apportatrici di fortuna e benedizioni che appartenevano all’antica religione, e si dice che arrivi nella sua lunga notte in groppa a un asinello, per portare dolci e regali ai bambini buoni.
La tradizione vuole che la sera della vigilia si preparino dei biscotti per lei e, prima di andare a dormire, gliene si lasci un piattino sul tavolo, insieme a qualche arancia, a mezzo bicchiere di vino rosso e a un fascio di paglia per il suo asinello. I bambini però non possono aspettarla alzati, perché se lei li trovasse ancora svegli al suo arrivo, getterebbe la cenere nei loro occhietti per accecarli. (4) La loro attesa verrà certamente ripagata al mattino, quando troveranno i doni desiderati, insieme a dolcetti, monete di cioccolato, biscottini di pastafrolla a forma di cavallini, stelle, cuori e alberelli – che si pensa portino fortuna e scaccino il male – e per i più monelli il carbone dolce.
Secondo alcuni studiosi, la buona Santa Lucia mediterranea non sarebbe altri che l’antica Dea Lucina, Juno Lucina o Lucetia, una divinità italica che era considerata la madre della luce.
Lucina veniva invocata perché elargisse i suoi doni di luce e abbondanza, e si credeva che potesse conferire l’illuminazione e la vista luminosa, probabilmente intesa come capacità di vedere i reami sottili, oltre il velo illusorio delle apparenze.
I simboli con i quali spesso si accompagnava erano la lampada, ovvero il lume che arde e rischiara il buio, la patera e la coccinella rossa; e Lucina era divina protettrice del travaglio e del parto.
Si credeva che fosse lei ad aprire per la prima volta gli occhi dei bimbi appena nati, donando loro la prima visione del mondo, e nel solstizio d’inverno era lei che riaccendeva il Sole e lo aiutava a sorgere. (5)

Portata dai missionari cristiani medioevali nei freddi Paesi nordici, dove la neve, i ghiacci, la fitta oscurità e il freddo pungente regnano sovrani per gran parte del ciclo annuale, la figura di Santa Lucia depose senza rimpianti le sue logore vesti di martire cristiana per rivestirsi della luce antica. Lei è la promessa del sorgere del sole, è il soffio tiepido che annuncia il novello germogliare della vita, e rappresenta non solo la santa, ma anche la strega primitiva dell’inverno e la dea della primavera. (6)
In Svezia i festeggiamenti del solstizio d’inverno iniziano il tredici di dicembre con il Giorno di Santa Lucia, e fino al XII secolo si usava scegliere una fanciulla fra le più giovani, armoniose e belle, perché rappresentasse la Regina Lucia. Nel buio della notte, vestita di un lungo abito candido e con una corona di candele bianche sulla testa, la bella Lucia camminava per i borghi innevati del paese, preceduta da un uomo a cavallo e da un gruppetto di bambine e bambini che personificavano gli spiritelli e i troll dell’inverno, sconfitti dal sorgere del primo sole. Durante il suo luminoso corteo, la Regina Lucia visitava tutte le case, portando simbolicamente la sua benedizione e l’abbondanza di frutti e luce per l’anno a venire.
Nelle abitazioni più isolate, invece, si svolge ancora oggi il rito della Notte di Santa Lucia, riservato alla sola famiglia. Qui, la figlia più piccina si alza di mattina presto, quando fuori è ancora buio, e con la sua lunga camicia da notte bianca, un nastro scarlatto allacciato in vita, e in testa la coroncina di foglie e di sette candele accese, va a svegliare tutta la sua famiglia. Accompagnata dai dolcissimi canti delle sue sorelle, che simboleggiano le stelle luminose, la piccola Lucia porta in ogni stanza la sua luce e un vassoio pieno di biscotti e dolcetti speziati, che rappresentano la prosperità, la ricchezza e la fortuna che ci si augura per il nuovo ciclo annuale. E dopo l’incantato risveglio, tutti si riuniscono in una stanza illuminata da moltissime candele, dove si fa insieme un’abbondante e deliziosa colazione in onore di Lucia e delle sue benedizioni. (7)
Questa usanza nascerebbe dalla credenza secondo cui in Svezia, durante una durissima carestia, Santa Lucia arrivò il tredici di dicembre a rifocillare il paese, portando cibo e luce. Da quel giorno, ogni anno, le piccole Lucie vestite di bianco ripetono i gesti della loro madrina per le proprie famiglie.

Santa Lucia però non è solo una portatrice di luce, calore e abbondanza, ma come accennato, è anche una selvatica e glaciale strega d’inverno.
In Baviera è descritta come un’inquietante megera primitiva con la maschera di uccello, oppure come una donna travestita da capra volante, abituata a solcare nel suo volo ferino le notti gelate.
In Boemia invece, con i capelli acconciati come un cespuglio di agrifoglio “ghermito dal gelo, le labbra cerulee, lo sguardo pietrificante”, Lucia “infesta le bianche notti” alla ricerca di ladri e furfanti da rapire e infilare nella sua gerla, per portarli nelle profondità della terra. E quando raggiunge la sua sinistra grotta sotterranea, uno a uno apre loro la pancia, li imbottisce con la paglia e li aggiunge alla sua macabra collezione di bambole. (8)
Questi aspetti inquietanti, nonché la caratteristica di punire i malfattori, sono stati attribuiti a Lucia ma con ogni probabilità provengono dalla sua antenata nordica, la Lussi, uno spirito femminile dai tratti demoniaci che si diceva infestasse la notte del tredici dicembre portando scompiglio e terrore. Durante la Notte di Lussi, detta Lussinatta, si riteneva fosse meglio non intrattenersi fuori di casa, e soprattutto i bambini che avevano combinato qualche malefatta dovevano avere particolare cura di sé, perché Lussi avrebbe potuto calarsi giù dal camino e rapirli in un batter d’occhio. Inoltre ogni compito o lavoro cominciato doveva assolutamente essere terminato prima del calar del sole, altrimenti lei sarebbe comparsa e avrebbe maledetto la casa e i suoi abitanti.
Fra la Lussinatta e il solstizio d’inverno, si credeva che ogni genere di demoni, troll e fantasmi imperversasse per le campagne e per i villaggi, e spesso la stessa Lussi si accompagnava a tantissime altre Lussi uguali a lei, che componevano la sua terribile orda spettrale, chiamata Lussiferda. (9) E proprio per difendersi da Lussi, nel corso della Lussinatta veniva tramandata la tradizione della Lussiyaka, una veglia notturna che serviva a proteggere se stessi e la propria famiglia, preservandola da ogni male.
Lo spirito di Lussi, che viveva già da molto tempo fra i ghiacci di quelle terre nordiche poco ospitali, e forse ne personificava i rigidi e durissimi inverni, con i loro venti lamentosi e le interminabili tempeste di neve, col tempo si confuse quindi con Santa Lucia, la quale da una parte assunse gli aspetti della sua selvaggia antenata, prendendo il nome di Lucia die dunkle, “Lucia l’oscura”; dall’altra rimase la generosa fanciulla dai caratteri benefici e gentili, ovvero Lucia die helle, “Lucia la luminosa”. (10)
E dove una semina terrore e punisce delinquenti e bambini capricciosi, l’altra rassicura, e porta luce e dolci benedizioni.

È tuttavia nella sua veste benevola che Santa Lucia è più conosciuta e onorata. In Alsazia appare “col viso diafano, i lunghi capelli di canapa bionda” e una corona dorata ornata di candele e rose profumate. In molte regioni settentrionali, invece, nel suo luminoso e lungo abito bianco, Lucia esce dalle verdi e fitte foreste di conifere, “coronata di agrifoglio e luce”, per portare cibo e fuoco in ogni focolare. Lei è la buona Dama di Natale, che distribuisce regali e risveglia le gemme addormentate e i piccoli spiriti della natura, facendo tintinnare la sua piccola campana d’argento, o i mille campanellini che si racconta fossero cuciti sull’orlo del suo lungo strascico bianco. (11)
In alcuni racconti popolari, questa fanciulla di luce è la dolce vergine della primavera, che dorme di un sonno incantato per tutto il periodo invernale, o che ogni anno viene “imprigionata in una cella sotterranea da una delle vecchie orchesse dell’inverno: la Berchta, la Befana o Cailleach Bheur. Talvolta riesce a uscire da sola, altre volte invece il figlio della malvagia carceriera, perso d’amore per lei, la aiuta a fuggire”. (12)
E non appena riesce a liberarsi, o a destarsi, “ovunque si posi il suo delicato piedino la Natura si sveglia, il suolo indurito rinverdisce, la foresta morta germoglia, il fiume gelato che ella attraversa si rimette a vivere, a cantare, a serpeggiare fra le rive di una campagna che il sole inonda man mano che il flusso avanza liberato. E al ritorno del mazzo d’oro delle primule, il cucù becca i tronchi e canta: Santa Lucia si fidanza! Santa Lucia si sposa! Ecco le damigelle d’onore di Santa Lucia! ” (13)
Così la bella sposa bianca, portatrice del lume della vita, apre alla luce gli occhi del mondo. E laddove lei stessa era blu di gelo e avvolta da cristalli di ghiaccio e neve, ecco che ad ogni nuovo raggio dorato muta d’aspetto: “la pelle di marmo diventa rosata, il sangue affluisce e la bocca rifiorisce. I capelli brinati ritrovano l’oro del levante e si incoronano di fiori campestri, di rose e di sette candele.” (14)
Santa Lucia, ormai dimentica del suo passato da martire torturata e immolata, torna ad essere ciò che era sempre stata: bianca bambina di ghiaccio, selvaggia strega delle nevi, e al contempo ninfa di boschi e sorgenti e radiante regina di maggio. (15)
E Colei che nell’inesorabile tenebra della notte più lunga dell’anno, scocca la scintilla della vita, e dona la speranza del risveglio, benedetto dalla luce antica.

***

Per approfondire:
I Dolci di Santa Lucia: Lussekatter e Paste Frolle
I Canti di Santa Lucia



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Re: L'antica Luce di Santa Lucia (Punti: 1)
da LaZiaArtemisia 29 Gen 2012 - 09:32
(Info utente | Invia il messaggio) http://laziaartemisia.blogspot.com/)
Ho sempre pensato che la tradizione di Santa Lucia fosse ben altro che la martire senza occhi che tanto mi terrorizzava da piccola, in quella riproduzione di donna nella teca di vetro con gli occhi sul piatto, alla quale ogni anno mi conducevano per portare la letterina dei doni. E' un articolo illuminante!
In realtà nella mia città (Bergamo) è ancora molto forte la tradizione della Santa Lucia che porta i doni ai bambini, e ancora si fanno nei paesi, la notte del 13, camminate con tutti i bimbi che seguono la luminosa fanciulla vestita di bianco, portata dal carretto con l'asino.
Io sono cresciuta con lei, con i suoi regalini (da noi non veniva Babbo Natale, quindi per noi ha la stessa importanza che ha la sua figura nel resto dell Italia), e ho insegnato anche al mio piccolo questa tradizione: prepariamo biscottini, latte e fieno la sera del 13.. poi alla mattina quando si sveglia dovreste vedere gli occhioni che fa quando trova i doni e i biscottini sbocconcellati!


Re: L'antica Luce di Santa Lucia (Punti: 1)
da Elke 29 Gen 2012 - 17:12
(Info utente | Invia il messaggio) http://danzanelbosco.splinder.com)
Che incanto Violetta, e pensare che ne sapevo così poco!
Mia madre è Bresciana, e come per la Zia, da loro è S: Lucia che porta i regali, ammantata di bianco con il suo asinello, ed anch'io la sera del 12 preparavo il piattino con i biscotti e la farina gialla per l'asinello. E che emozione la notte, e poi al mattino e trovare i regali e i dolci, e la farina e i biscotti spariti *.* (devo ammettere che mia madre se la vendeva molto bene, una volta ci ha fatto trovare la cacca dell'asino sul terrazzo, convincendomi definitvametne, se per caso avevo avuto mai dubbi, dell'esistenza di S: Lucia). Ma guai a cercare di vederla, perchè appunto ti tirava la cenere negli occhi.
E poi qui da noi invece, c'è una chiesetta intitola a a lei costruita sul fianco di una collina, e sotto all'altare c'è una lunga grotta e una sorgente. La grotta si unisce ad altre abitate dall'uomo preistorico, e l'acqua si dice faccia bene agli occhi, perché è appunto un dono di S. Lucia.
E il parallelo con Lucina, la Bianca Vergine *.* tutto davvero bellissimo, riscoprire le radici magiche delle tradizioni a noi vicine è meraviglioso!
Grazie, e tanti bacini :)

Re: L'antica Luce di Santa Lucia (Punti: 1)
da fabiola (favola61@libero.it) 29 Gen 2012 - 23:49
(Info utente | Invia il messaggio) http://.....)
Bellissimo articolo. come sempre la poesia va per mano con la conoscenza e ci fa spalancare gli occhi ai piccoli, grandi doni che ci fai.
La tradizione della Fanciulla di Luce non fa parte della mia zona, ma mi ha sempre affascinato.
Senza dubbio il suo richiamo insieme a quello delle sue Sorelle mi ha portato in questo Tempio.

Re: L'antica Luce di Santa Lucia (Punti: 1)
da Alessandro 30 Gen 2012 - 00:49
(Info utente | Invia il messaggio) http://creviceweeds.over-blog.net)
Non sapevo praticamente nulla di Santa Lucia. Ricordavo soltanto le sue rappresentazioni, con gli occhi sul piatto, nei vecchi santini di mia nonna, e il mercato di tradizione antica, con addobbi natalizi, giocattoli, dolciumi e tante luci, che si tiene ogni anno a Bologna, a novembre e a dicembre. È stato emozionante scoprire qui tutto quello che non sapevo. Anche in questo caso il cristianesimo ha cercato di cancellare e di sostituire le tradizioni antiche con l’orrenda descrizione della tortura e dell’assassinio di una giovane donna che vuole vivere autonomamente la sua vita. Eppure l’Antica Luce dissolve presto queste immagini con la dolcezza dei riti antichi, a cui sembra quasi di assistere, e come un gioioso ritorno alla Luce appare tutto ciò che in Lucia è affine alle Dèe antiche. L’emergere di queste immagini è commovente. Soprattutto mi emozionano i passi in cui Lucia è mostrata come Fanciulla dagli Occhi Luminosi, e quello in cui si riveste di luce antica, quello in cui la bimba coronata di foglie e di candele desta la famiglia, e la conclusione, bellissima. Nell’accompagnare in tutte queste scoperte, la scrittura, luminosa, splende di semplicità, di concisione, di naturalezza. Grazie, Violetta! *.*

Re: L'antica Luce di Santa Lucia (Punti: 1)
da mausci 30 Gen 2012 - 01:23
(Info utente | Invia il messaggio) http://comemistermagoo.blogspot.com)
dalle mie parti la tradizione di Santa Lucia è molto viva, anche se non esattamente a casa mia..ma Verona, dove appunto questa tradizione è sentita, dista meno di 50 chilometri.. e inoltre, cosa per me più importante, la mia bimba si chiama Lucia *.*
Molte cose non le sapevo proprio, grazie Violet..mi piace pensare a queste tradizioni legate all'inverno ed al portarvici di volta in volta luce, cibo, calore, aiuto. Penso, oltre a Lucia, a San Nicola che arriva pochi giorni dopo (19 dicembre giusto?) sulla sua slitta trainata da cani randagi, e porta i cerini ed i lumini accesi, che sono le parole buone..perché senza le parole buone la povertà è assoluta..penso a Berchta che ci aiuta a sbrogliare i nodi della nostra vita..e sì. penso anche a Cristo La Tigre, che prima di diventare quello che l'anno fatto diventare i preti era un profeta gnostico che seppe dare pace, voglia di migliorarsi, e speranza alle persone dalle quali era circondato.. :)
grazie per la tua ricerca Violet, come ogni cosa che scrivi è bellissima..
smack

Re: L'antica Luce di Santa Lucia (Punti: 1)
da Danae 30 Gen 2012 - 15:57
(Info utente | Invia il messaggio) http://)
Meravigliosa ricerca, come tutte quelle sulle Dee di Luce e Fortuna. Grazie Violet, anche per il buon dono di traduzione.
Poco sapevo su Lucia/Lucina, noi abbiamo sempre festeggiato le più comuni feste di Babbo Natale e la Befana.
Sai spolverare là dove il tempo si accumula e ridare lucentezza con amore. :)



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