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Freyja, la Signora del Nord
Lunedì, 16 Gennaio 2012 - 00:56 - 20130 Letture
Archetipi Nelle fredde lande, presso i fiordi profondi e le alture coronate di neve, vissero popolazioni forti e selvagge, in armonia con la terra che abitavano. Laggiù nel profondo Nord, in Svezia, in Norvegia, in Islanda, in Groenlandia molti erano gli Dei che accompagnavano gli uomini nella loro vita, ed una di questi, una delle divinità più conosciute ed amate fu Freyja, la Signora del Nord.



Riguardo alla facilità con cui Freyja concedeva i suoi favori, si ricorda anche l’episodio di come ebbe Brisingamen, una bellissima collana rifulgente d’oro e ambra. Si narra infatti che una notte la Dea scorse in una caverna quattro nani che lavoravano alla forgia: fra le braci arancioni e le fiamme danzanti stavano creando il più bel monile che mai si fosse visto in tutti i Nove Mondi. Quando fu finito la Signora tentò d'acquistarlo offrendo argento ed oro in quantità, ma gli abili artefici non vollero nessun altro pagamento se non una notte d'amore con lei, ed il gioiello era talmente bello e prezioso che infine Freyja acconsentì. Ciò porta alla mente uno dei miti di Afrodite, che ebbe in dono da Efesto, suo sposo nonché Fabbro degli Immortali, una preziosissima cintura forgiata da lui stesso, in grado di far innamorare chiunque di colei che l'avesse indossata. A volte anche riguardo a Brisingamen c'è confusione fra collana e cinto, e non è forse un caso che proprio questo oggetto rappresenti tutto il fascino e l'incanto delle Dee d'Amore, la cui dolce presenza e i benefici influssi potevano forse essere avvertiti appunto nel basso ventre e da esso venire emanati. Inoltre non può essere un caso che la parola brisingr sia un termine poetico per "fuoco" (il norvegese brising indica invece un falò rituale), e che l'eco della Dea venga spesso paragonata ad un magico fuoco custodito nelle intimità. Brisingamen rappresenterebbe dunque tutte le dolcissime caratteristiche femminili dimoranti nella parte più profonda e vera della Donna, in grado di esercitare il loro potere di tenerezza e fascino su ogni cosa.
Riguardo a tale magico ornamento, in un testo si dice che fu rubato da Loki, e questo avvenne nei tempi antichi, durante i quali Freyja era l'amante di Odhinn e possedeva una dimora bella e robusta, nella quale nulla poteva entrare quando le porte erano chiuse. Loki, che era a conoscenza del modo in cui la Dea era venuta in possesso della collana, l'aveva riferito ad Odhinn, il quale gli aveva ordinato di rubarla e di non ripresentarsi al suo cospetto senza. Ma non era facile penetrare nella stanza in cui Freyja riposava indossando la collana, dalla quale tra l'altro non si separava mai; ciò nonostante, alla fine Loki riuscì a portare a termine la sua missione tramutandosi in una mosca e passando per una minuscola fessura del tetto.
Freyja al risveglio, accortasi del furto ed indovinando l'accaduto, pretese da Odhinn la restituzione del lucente gioiello, ma questi le risposte che l'avrebbe riavuto solo se avesse provocato un'eterna guerra fra due Re, destinati a combattersi fino al Crepuscolo degli Dei. I due Re sarebbero stati Högni ed Hedhinn, i quali si scontrano ogni giorno su un'isola insieme ai rispettivi eserciti; le armi e gli scudi spezzati cadendo si trasformano in pietre, ma durante la notte Hildr, figlia di Högni e amante di Hedhinn, che sempre osserva la loro lotta, opera una magia sui caduti che tornano a vivere, ed anche le armi si rinnovano.
Si hanno però tracce di un mito più antico, in cui i due contendenti che si sfidano su un'isola per Brisingamen sono lo stesso Loki e Heimdallr, il Figlio delle Nove Vergini, il luminoso guardiano degli Dei che vigila sul Ponte Bifröst, l'arcobaleno, affinché i giganti non lo oltrepassino invadendo Ásgardh. Tale combattimento si ripeterà alla fine dei tempi, quando i due si uccideranno a vicenda.
Il fatto che sia proprio Odhinn, in questo mito lo sposo di Freyja, a ordinare a Loki di compiere il misfatto a causa della liberalità della Dea nel concedere i suoi favori ai nani, può forse essere un eco del processo storico che vede via via l'affermarsi di valori patriarcali e repressivi nei confronti della libertà sessuale femminile. A livello interiore invece, tale racconto narra della profanazione da parte della Disarmonia della dimora del Femminino Sacro, di un luogo fino ad allora impenetrabile per ogni oscurità, e della conseguente perdita di quanto di più bello, luminoso e prezioso ci sia nel Femminile. Ma nonostante questo gravissimo fatto, sembra che ciò che è perduto possa essere riconquistato grazie a durissime, ripetute ed estenuanti battaglie fra le forze della Luce e dell'Armonia, rappresentate da Heimdallr, e quelle dell'Oscurità e della Disarmonia, pienamente simboleggiate da Loki. Significativamente questa lotta terminerà col Crepuscolo degli Dei quando i due s'uccideranno l'un l'altro, ma dopo ciò tornerà l'Età dell'Oro, l'Età in cui gli opposti convivono nuovamente in pace e i Giganti, nemici degli Dei, saranno distrutti (5).
Ma a testimonio che le buone e dolci Energie rappresentate da Freyja non verranno mai del tutto sottomesse, perdute o sporcate, sta il fatto che più volte i Giganti, spesso con il contributo di Loki, pretendono d'avere in moglie la Dea, ma questa non viene mai concessa loro e viene sempre tratta in salvo, soprattutto da Thor, il più forte fra i guerrieri Asi, il quale, com'è detto nella Profezia della Veggente: "non un attimo indugia, quando viene a sapere questi fatti". In tal modo Freyja rimane sempre Vanabrudhr "la Sposa dei Vani".

Un altro epiteto attribuitole era quello di Vanadís "Dea dei Vani" dove dís può significare "Dea", "donna nobile", "sorella", ed a volte anche semplicemente "donna". Ma le dísir, plurale di dís, erano anche delle entità, a metà fra le Fate e le Streghe, che vegliavano sui discendenti delle singole famiglie, in nordico sippe, unità fondamentale della società scandinava. Ad esse era uso fare sacrifici pubblici nella stagione fredda, soprattutto durante le "Notti d'inverno", ad ottobre, mentre a febbraio in loro onore si organizzava un grande mercato a Uppsala. Si sa che ricevevano anche un culto domestico di cui purtroppo nulla ci è rimasto; tuttavia sembra che molti luoghi, fonti e pietre fossero loro sacre, come si può ricavare anche da alcuni toponimi Svedesi e Norvegesi. In Islanda fino a non molto tempo fa le "pietre delle dísir del Paese" ricevevano ancora una certa forma di culto, ed era proibito falciare l'erba circostante o fare chiasso nei dintorni. Si diceva anche che le dísir potessero assumere la forma di vari animali, per meglio stare vicino ed aiutare i componenti della stirpe, ed il loro stretto legame con la natura è testimoniato anche dal fatto che in un testo latino il loro tempio è chiamato aedes Dianae "tempio di Diana" ovvero la Dea romana delle selve e degli animali. Inoltre, così come Diana e la sua corrispettiva greca Artemide, le dísir erano invocate dalle donne al momento del parto. Il fatto che vigilassero e portassero Fortuna ai componenti delle sippe ha anche fatto ipotizzare che si trattasse di una sorta di sorellanza di Antenate della stirpe, ed a questo ben si accorda la traduzione di dísir come "sorelle", sorelle quindi venute da un unica fonte comune, tutte manifestazioni di un'unica Madre. Ma in alcune occasioni esse appaiono anche ad invitare l'eroe nell'Aldilà, ed in questo sono molto simili alle Valkyrie; altre volte possono essere avvicinate alle Filatrici del Destino, le Norne onniscenti, poiché annunciano il destino degli uomini, e così come venivano ricordate Norne buone o cattive, esistevano anche dísir avverse. E dunque Freyja rappresentava questi aspetti, era la dís dei Vani, che portava in sé tutte le Donne viventi e tutte le Mamme, le Sorelle, le Nonne e le Antenate tornate nel suo abbraccio. Era la Donna originaria di cui tutte le altre sono figlie, e dunque tutte sorelle. Era la Dea pronta in ogni momento a guardare benignamente a coloro che la invocavano alla nascita di un nuovo figlio o nel momento della morte; pronta ad accoglierli, in entrambi i casi, sotto il suo amorevole manto; pronta a donare Fortuna e prosperità a piene mani a coloro che l'avevano avuta in Sorte, cioè a coloro che l'avevano meritata.
Alle Filatrici, così come alle amazzoni della Valhöll, Freyja è avvicinabile anche nel suo aspetto di Hörn "lino", materiale che in una saga viene filato da tre Valkyrie, strettamente legato nel mondo nordico alla donna e alla magia. E l'atto della filatura, antichissima arte femminile, evoca una miriade di Dee e significati simbolici, legati alla Fortuna, alla Sorte, al Fato, frutto da una parte del lavoro delle Filatrici divine, e dall'altra delle azioni dei singoli individui che giorno per giorno con i propri atti costituiscono il filo della loro vita.

A Freyja si dice che fossero particolarmente cari alcuni animali, quelli che meglio la rappresentavano sulla terra. Fra questi v'era sicuramente il gatto, l'animale che trainava il carro dorato con il quale essa percorreva il Mondo degli Uomini riportando la primavera, facendo rifiorire ogni cosa e spingendo ogni essere vivente a procreare e gioire, così come la greca Afrodite, la romana Venere, l'egizia Bastet, anch'essere ricordate per la loro affinità con i felini. In effetti il gatto, animale notturno, cacciatore, indipendente ed aggraziato, che con i suoi occhi luminosi riesce a vedere nel buio, fu frequentemente associato alle Dee d'Amore e Magia, e così anche alle iniziate ai loro culti, come potrebbero essere state le Streghe. Ed altri animali cari sia alle Streghe che a Freyja erano le capre e le cagne, vicine anche ad altre Dee della Magia come Ecate in Grecia.
Ma anche il verro era sacro a Freyja, che veniva detta Sýr "scrofa", e che nel Canto di Hyndla cavalca un cinghiale dorato, Hildisvíni, sotto le cui spoglie si cela il suo eroe prediletto, forse anche amante, Otter. Il cinghiale rappresenta sia lo spirito selvaggio e pericoloso della foresta, sia la saggezza di chi scava oltre la superficie, ma è anche simbolo di fecondità e forza, tanto che era considerato il cibo degli Eroi nella Valhöll.

Sembra che Freyja, così come Freyr, fossa particolarmente legata, oltre che alla primavera, ai giorni prossimi al Solstizio d'Inverno, quando si celebrava la festa detta Jul (anglosassone Yule), termine che ancora oggi designa il Natale in Scandinavia e che sembra etimologicamente legato al significato di "ruotare", in riferimento forse al ciclo stagionale e degli astri, spesso simboleggiato dalla Ruota. Durante questa festa si mangiava, si beveva, si preparavano birra e dolci, si stava in compagnia e si onoravano gli Dei, i morti e gli spiriti protettori della casa e della famiglia come le dísir, con delle offerte. Alcuni, adatti a ciò, vagavano nella fredda e lunga notte nordica in cerca di visioni.
Proprio in questo periodo dell'anno, nottetempo, Freyja passava sui campi raccogliendo le offerte di cibo e le mele che i contadini avevano lasciato sugli alberi per Lei, garantendo in cambio un buon raccolto per l'anno a venire. La mela, epifania di moltissime delle Dee d'Amore, la riconnette nuovamente a queste ultime, mentre l'abitudine di vagare nel Mondo degli Uomini durante le notti d'inverno elargendo abbondanza e Fortuna, l'avvicina a Holla, Perchta e a tutte quelle figure di cui la Befana non è che l'ultimo e più conosciuto aspetto (6). Inoltre l'abitudine di lasciare alcuni frutti sugli alberi, può far intuire il grande rispetto che le popolazioni più antiche avevano per la Natura, che non era vista come qualcosa da sfruttare, ma come una meravigliosa e prolifica Elargitrice di Doni, da trattare con riguardo e amore.
Pianta tipica di questo periodo è ancora oggi il vischio, antichissimo simbolo di fertilità e rinnovamento della vita, e sembra che il bacio sotto ai suoi rami sia un'eco degli amorosi rituali celebrati in onore di Freyja.


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Re: Freyja, la Signora del Nord (Punti: 1)
da mausci 17 Gen 2012 - 01:21
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che bello elke..non so nemmeno cosa dire, perché sono proprio grata per quello che ho appena finito di leggere..ogni articolo, ogni storia, ogni mito.ogni archetipo, mi fanno capire qualcosa di quello che ho dentro..che tutti abbiamo dentro..ed è un grande dono, oltre che un onore..grazie :)
smack

Re: Freyja, la Signora del Nord (Punti: 1)
da LaZiaArtemisia 18 Gen 2012 - 23:09
(Info utente | Invia il messaggio) http://laziaartemisia.blogspot.com/)
Il poco che conoscevo della figura di Freja e della mitologia nordica proveniva dallo studio indotto dalle Rune. Ma quante cose non sapevo, quanti aspetti ho tralasciato nel considerare la Signora del Nord e il suo aspetto nei confronti di Loki e degli Dei (maschili).
Elkina adorata, che dire, grazie! come ogni volta, hai illuminato un pezzo di conoscenza per me oscuro e tralasciato, portando Luce dove mai avrei pensato!
Un abbraccio
la Zia

Re: Freyja, la Signora del Nord (Punti: 1)
da Danae 27 Gen 2012 - 11:36
(Info utente | Invia il messaggio) http://)
Ancora più bello di quello che ricordavo *.* più leggero e Sentito... Grazie lucina... :))

Re: Freyja, la Signora del Nord (Punti: 1)
da fabiola (favola61@libero.it) 30 Gen 2012 - 00:23
(Info utente | Invia il messaggio) http://.....)
Dolcissima Elke grazie.
Bellissimo articolo, alcuni passi arrivano dritti al cuore e ci fanno capire che dentro ognuna di noi esiste un'eco lontana.

Re: Freyja, la Signora del Nord (Punti: 1)
da Alessandro 30 Gen 2012 - 00:47
(Info utente | Invia il messaggio) http://creviceweeds.over-blog.net)
Come ho già scritto, so pochissimo dei miti nordici, e qui imparo tutto. Ancora una volta leggere è come ascoltare accanto al fuoco una voce limpida che incanta con le storie dell’antica Dèa, svelando i significati delle sue immagini. Mi piacciono moltissimo i passi in cui, attraverso la lettura dei miti e dei simboli, appare una visione bellissima dell’Amore, di come può essere sentito e vissuto, dei significati che possono assumere le immagini mitiche con cui è raffigurato, anche per il percorso interiore, e di ciò che essa può suggerire agli uomini affinché imparino a divenire tali. Con la visione dell’Amore appare la visione della Donna, nella sua meravigliosa autonomia, e mi piace moltissimo il commento che segue, spiega e confuta l’invettiva di Loki, perfido ingannatore. E molto bella è la conclusione. Grazie, Elke! *.*

Re: Freyja, la Signora del Nord (Punti: 1)
da fairymoon 13 Feb 2012 - 09:49
(Info utente | Invia il messaggio) http://ladimoradellasignoradelbosco.blogspot.com/)
Amando i Vichinghi e la mitologia norrena, ho letto tutto il possibile (anche se molto mi manca ancora!) su Freyja, Signora amatissima, ma questo articolo è davvero splendido, leggerlo è appassionante e apre il cuore alla bellezza, grazie!



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