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Le Muse e l'origine divina della parola e del canto
di Walter Friedrich Otto

 

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Il Tempio della Ninfa

Freyja, la Signora del Nord
Lunedì, 16 Gennaio 2012 - 00:56 - 18398 Letture
Archetipi Nelle fredde lande, presso i fiordi profondi e le alture coronate di neve, vissero popolazioni forti e selvagge, in armonia con la terra che abitavano. Laggiù nel profondo Nord, in Svezia, in Norvegia, in Islanda, in Groenlandia molti erano gli Dei che accompagnavano gli uomini nella loro vita, ed una di questi, una delle divinità più conosciute ed amate fu Freyja, la Signora del Nord.



Innanzitutto per parlare di Freyja bisogna sapere che gli Dei nordici erano divisi in due “clan”: gli Asi, che secondo alcuni studiosi sarebbero stati gli Dei patriarcali introdotti dagli indoeuropei, più legati ai simboli celesti e con a capo il Dio Odhinn; e i Vani, antico-europei, portatori di fertilità e più vicini alla terra. Mentre gli Asi dimoravano in Ásgardh, uno dei Nove Mondi, i Vani abitavano Vanaheimr, nell'Occidente. Tale stirpe, etimologicamente ricollegabile alla radice indoeuropea *WEN- col senso di "tendere, aspirare" e poi "desiderare, amare" (da cui, fra gli altri, anche il latino Venus "Venere") era particolarmente versata nella magia, arte che permetteva di conoscere gli avvenimenti futuri.
Queste due famiglie divine si combatterono nei giorni lontanissimi all’inizio dei tempi, ma infine riuscirono a raggiungere un accordo, e per suggellare la pace alcuni Vani andarono a vivere in Ásgardh e, viceversa, qualche Ase si spostò a Vanaheimr. I prescelti, fra i primi, furono Njordhr e i suoi due figli: Freyr e Freyja.
Njordhr, Signore del vento e del fuoco, dominava il mare risuonante, concedeva una pesca abbondante e viaggi sicuri a coloro che lo invocavano, ed era inoltre prodigo di ricchezza e prosperità. Il suo nome, esatto equivalente di quello della Dea germanica Nerthus citata da Tacito e identificata con la Madre Terra, viene probabilmente dalla radice *NERTU- indicante un concetto di forza vivificante e procreatrice, idea connessa anche con i suoi figli. Egli aveva avuto Frejya e Freyr da sua sorella quando ancora vivevano in Vanaheimr. Tale rapporto incestuoso, come si dice nella Saga degli Ynglingar, era tollerato fra i Vani, ma non fra gli Asi che l'avrebbero trovato riprovevole. Questo tipo di unione però, che può essere osservato in moltissime genealogie divine dei luoghi più diversi e che di solito appartiene alle ere più antiche, se letto in chiave simbolica, potrebbe rappresentare l'esatta e perfetta equivalenza e consustanzialità dei due principi, Maschile e Femminile, scaturiti da un'unica Fonte e per questo detti fratelli; la loro paritaria ed amorosa unione ricrea la perfetta e equilibrata Unità originale.
Ciò interessa anche la stessa Freyja, che infatti in un'occasione viene accusata da Loki, l'Ase portatore di scompiglio e disarmonia fra gli altri Dei, d'aver giaciuto con il proprio fratello Freyr. Del resto basta osservare l'equivalenza dei loro nomi ‘Signora’ e ‘Signore’, per ricondurli appunto, come molte altre coppie divine, quali Libera e Liber, Fauna e Fauno, Afrodite e Afrodito, all'idea di due parti equivalenti in grado di riprodurre, fondendosi, l'Armonia primigenia e androgina. Il fatto che le due parti dell'intero vengano divise, concerne forse il fatto che le donne sarebbero più facilitate ad avvicinarsi, sentire e ritrovare, almeno inizialmente, la parte femminile del Divino, così come dovrebbe essere per gli uomini nei confronti di quella maschile, per poi abbracciare anche i rispettivi opposti, ricreando quella condizione di neutralità e onnicomprensività del Numinoso, portatrice di Pace e completezza.
Inoltre il fatto che i nomi Freyja e Freyr siano in realtà dei "titoli" (come quelli di molte altre Divinità) significanti semplicemente "Signora" e "Signore", lascia intendere l'impossibilità di cogliere gli Dei e tutto ciò che essi rappresentano con le parole, che tenterebbero di limitare in una definizione ciò che è per sua natura inesprimibile. Dunque l'unico modo per conoscere l'indicibile sarebbe farne esperienza.

Freyja “è la più famosa delle Asinnie, ha la sua residenza in cielo ed essa ha nome Fólkvangr [‘il campo/giardino del popolo, delle schiere’]” e “la sala di lei, Sessrúmnir [‘lo spazio dei seggi’], è grande e bella" (1).Qui la Dea conduceva la metà dei morti valorosamente, mentre l'alta metà spettava ad Odhinn che li avrebbe ospitati nella Valhöll, in compagnia della Valkyrie. Ma in Ásgardh v'era un'altra imponente costruzione, il santuario di tutte le Dee e dunque anche di Freyja: Víngólf "la stanza degli amici", dove il termine "amici" viene dalla stessa radice di Vani e rimanda dunque a "amare, desiderare"; anche in qui potevano convenire gli eroi uccisi. Altrove si fa corrispondere a Víngólf, Gimlé, una dimora risplendente d'oro e altamente santa che aveva sede nel più alto dei cieli. Significativamente in questo luogo si ritroveranno gli uomini giusti dopo il Crepuscolo degli Dei, poiché la forza distruttrice dei Giganti portatori di disarmonia e caos non riuscirà mai ad intaccarlo, anche quando gli altri Mondi saranno distrutti dal fuoco e squassati dai clangori della Grande Battaglia. Ora è abitato dagli Elfi della Luce, gli esseri più luminosi del sole, guidati da Freyr.
Come già accennato, nella sala di Freyja veniva condotta la metà delle anime degli eroi caduti combattendo coraggiosamente e dunque degni di vivere con gli Dei, mentre l’altra metà era portata nella sala di Odhinn dalle Valkyrie, fanciulle guerriere dai magici poteri in grado di cavalcare in aria, sull'acqua e oltre le fiamme, ed a volte era Freyja stessa a guidarle sui campi di battaglia. Esisteva però anche un’altra Divinità, Gefnjun (avvicinabile a Freyja nel suo epiteto di Gefn “la donatrice”), che accoglieva nella sua sala le anime delle donne Vergini. Possiamo quindi, forse, delineare due tipi di condotta che potevano guadagnare alle Anime la gioia e la bellezza senza fine di Ásgardh: da una parte il prendere parte alla battaglia, la sfida a sé stessi, alla paura e a situazioni o persone negative, a ciò che è nemico dell'Armonia ed imprigionante, cattivo e oscuro (2). Dall’altra, la ferma decisione di alcune Donne di non sottoporsi al giogo patriarcale; ad un tipo di società non più in grado di vivere ed onorare il Divino in e con ogni azione; alle profanazioni perpetrate da uomini ormai distanti dal Sacro. La decisione di mantenere, dunque, la loro Verginità intesa come assoluta indipendenza, Libertà, Naturalità e capacità di incarnare tutte le buone energie e qualità del Sacro Femminino. Fólkvangr, e le altre simili dimore, potrebbero essere, allora, luoghi simbolici, una dimensione spirituale, dove le anime di questi Fortunati individui risiedono dopo la morte o in stati di coscienza particolari, potendo godere di tutte quelle splendide caratteristiche incarnate da Freyja stessa: Amore, dolcezza, allegria e piacere.
Ed il volo estatico, che avrebbe permesso di conoscere tale dimensione anche durante la vita, è profondamente legato a questa Dea, visto che essa stessa possedeva una veste di piume di falco che le consentiva di volare in tutti i Nove Mondi. Tale travestimento in nordico era detto valshamr dove hamr significa "aspetto" nella sua connotazione magica: così i Berserkir, i guerrieri-orso hanno hamr di orso, mentre di alcune Valkyrie è detto che hanno hamr di cigno, od ancora delle streghe si diceva che vagassero nell'aria come hamir staccate dal corpo. Si potrebbe ipotizzare quindi che l'aspetto a cui ci si riferisce sia quello interiore, naturale, animico, e che questo spesso corrisponda a quello di un animale particolarmente affine. D'altra parte la capacità di volare, staccate dal corpo, a cavallo o nella forma di vari animali era attribuita non solo alle Streghe nordiche, ma anche a quelle greco-romane prima e medievali poi, alle Sciamane delle popolazioni artiche, ad alcune Sorellanze di Sacerdotesse d'area Celtica e ad altre consorterie di donne dedite ai più differenti culti, e in seguito a quanto detto, ascrivibile forse anche ad alcune seguaci di Freyja.

Odhr era, secondo le antiche saghe, lo sposo di Freyja. Intraprendeva frequenti e lunghi viaggi lontano da casa, e quand’era assente la Dea vagava per il mondo alla sua ricerca, piangendo lacrime di oro rosso o ambra, che da allora le sono entrambi sacri. Da loro era nata una figlia, Hnoss: “così bella che dal suo nome viene chiamato hnoss [‘ornamento, cosa preziosa’] tutto ciò che è splendido e prezioso" (3). La radice del nome Odhr è la stessa di quello di Odhinn e significa “furore, ebbrezza, ispirazione poetica”, e secondo molti studiosi questi due Dei altro non sarebbero che il doppione l’uno dell’altro, ed in effetti anche Freyja viene avvicinata a Frigg, la moglie di Odhinn, non solo a livello nominale, benché sembrino simboleggiare aspetti muliebri decisamente differenti.
Forse il vagare di Freyja in cerca del suo perduto sposo, può rappresentare la tenace ricerca di alcune Donne di un modo Maschile di Essere inebriati, pieni di divino furore, contenitori del soffio degli Dei, come suggerisce il nome di Odhr. La ricerca di un tale Amante, di una parte Maschile in grado di abbandonarsi alla Divina Follia potrebbe forse portare alla luce qualcosa di infinitamente splendido e prezioso, un Tesoro appunto.
Tuttavia il suo rapporto con Odhr non era certo esclusivo, visto che Freyja come le altre Dee d'Eros, aveva altri amanti, ad indicare nuovamente la totale indipendenza e l'incoercibilità della Libertà sua e delle Donne in grado d'incarnarne l'Essenza. Indipendenza verso l'uomo che in nulla contrastava con il suo dirompente erotismo, qualità che però venne via via avversata con lo scorrere del tempo ed il passaggio a valori più decisamente patriarcali e repressivi rispetto al femminile. Infatti Loki l'accusa:

Taci, Freyja! Io ti conosco a fondo
E non mancano i rimproveri da farti!
Degli Asi e degli Elfi che sono in questa sala,
ciascuno è stato tuo amante
.” (4)

Non stupisce che ancora oggi gli insulti più comuni rivolti alle donne siano di tipo simile! In questo campo sembra che nel corso dei secoli ci siano stati pochi progressi. Ed infatti, tutte le volte che si è tentato di mostrare in cattiva luce i culti femminili, come ad esempio è accaduto per i misteri Dionisiaci in Grecia e a Roma e per alcuni culti precristiani legati a varie Dee, di cui ultime vestigia sarebbero i riti delle così dette Streghe, li si è tacciati di oscenità e pratiche sessuali abbiette. Ancora ai nostri giorni, una donna libera dal punto di vista sessuale è giudicata negativamente, non solo dagli uomini, ma anche da parte femminile, e vista come una poco di buono. Ma Freyja, così come Afrodite, Venere e tutte le altre Signore, Maestre e Ispiratrici di Eros, ricordano che l'Amore non può essere addomesticato, rinchiuso, represso, limitato o regolarizzato; che è una forza Pura e dirompente come l'acqua delle cascate od il vento sulle colline; che il Piacere, la Voluttà, il Languore non vanno censurati e oscurati, ma sono Sacri; che l'Eros è una parte fondamentale e irrinunciabile dell'Essere Donne, nonché, magari, una delle Vie per avvicinarsi al Numinoso.
E proprio per questioni riguardanti l'Amore era bene invocare Freyja, che in questa veste era detta Astagod "Dea dell'Amore", e sembra che le fossero particolarmente graditi i componimenti erotici detti mausong.


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Freyja, la Signora del Nord | Login/crea un profilo | 6 Commenti
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Re: Freyja, la Signora del Nord (Punti: 1)
da mausci 17 Gen 2012 - 01:21
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che bello elke..non so nemmeno cosa dire, perché sono proprio grata per quello che ho appena finito di leggere..ogni articolo, ogni storia, ogni mito.ogni archetipo, mi fanno capire qualcosa di quello che ho dentro..che tutti abbiamo dentro..ed è un grande dono, oltre che un onore..grazie :)
smack

Re: Freyja, la Signora del Nord (Punti: 1)
da LaZiaArtemisia 18 Gen 2012 - 23:09
(Info utente | Invia il messaggio) http://laziaartemisia.blogspot.com/)
Il poco che conoscevo della figura di Freja e della mitologia nordica proveniva dallo studio indotto dalle Rune. Ma quante cose non sapevo, quanti aspetti ho tralasciato nel considerare la Signora del Nord e il suo aspetto nei confronti di Loki e degli Dei (maschili).
Elkina adorata, che dire, grazie! come ogni volta, hai illuminato un pezzo di conoscenza per me oscuro e tralasciato, portando Luce dove mai avrei pensato!
Un abbraccio
la Zia

Re: Freyja, la Signora del Nord (Punti: 1)
da Danae 27 Gen 2012 - 11:36
(Info utente | Invia il messaggio) http://)
Ancora più bello di quello che ricordavo *.* più leggero e Sentito... Grazie lucina... :))

Re: Freyja, la Signora del Nord (Punti: 1)
da fabiola (favola61@libero.it) 30 Gen 2012 - 00:23
(Info utente | Invia il messaggio) http://.....)
Dolcissima Elke grazie.
Bellissimo articolo, alcuni passi arrivano dritti al cuore e ci fanno capire che dentro ognuna di noi esiste un'eco lontana.

Re: Freyja, la Signora del Nord (Punti: 1)
da Alessandro 30 Gen 2012 - 00:47
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Come ho già scritto, so pochissimo dei miti nordici, e qui imparo tutto. Ancora una volta leggere è come ascoltare accanto al fuoco una voce limpida che incanta con le storie dell’antica Dèa, svelando i significati delle sue immagini. Mi piacciono moltissimo i passi in cui, attraverso la lettura dei miti e dei simboli, appare una visione bellissima dell’Amore, di come può essere sentito e vissuto, dei significati che possono assumere le immagini mitiche con cui è raffigurato, anche per il percorso interiore, e di ciò che essa può suggerire agli uomini affinché imparino a divenire tali. Con la visione dell’Amore appare la visione della Donna, nella sua meravigliosa autonomia, e mi piace moltissimo il commento che segue, spiega e confuta l’invettiva di Loki, perfido ingannatore. E molto bella è la conclusione. Grazie, Elke! *.*

Re: Freyja, la Signora del Nord (Punti: 1)
da fairymoon 13 Feb 2012 - 09:49
(Info utente | Invia il messaggio) http://ladimoradellasignoradelbosco.blogspot.com/)
Amando i Vichinghi e la mitologia norrena, ho letto tutto il possibile (anche se molto mi manca ancora!) su Freyja, Signora amatissima, ma questo articolo è davvero splendido, leggerlo è appassionante e apre il cuore alla bellezza, grazie!



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