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Il Libro del Mese




Le Muse e l'origine divina della parola e del canto
di Walter Friedrich Otto

 

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Il Tempio della Ninfa

Melissa: Signora di Api e di Miele
Mercoledì, 19 Agosto 2009 - 18:50 - 24238 Letture
Archetipi Nel verde rigoglio dei prati imbevuti di luce, dove il sole sparge il suo oro tra i fili d’erba e i fiori selvatici ondeggiano soavi nella brezza estiva, dove ogni corolla umida di rugiada si dischiude a rivelare i suoi più intimi segreti, e lascia intravedere, fra i petali che si discostano timidamente, il suo cuore lucido di prelibato nettare; dove le tenere erbe aromatiche esalano i loro tiepidi aliti muschiati, i grilli vibrano ritmi gioiosi sugli alti steli, e nello stormire di ogni foglia è racchiuso tutto il mistero dell’armonia naturale;
qui, fra i più bei doni della florida natura, vive la piccola Melissa, graziosa signora di tutte le api e del dolce miele prezioso.

Il dorato ronzare ne rivela la presenza. Regina nutrice attorniata da una miriade di piccole ancelle che della dolcezza della natura ben conoscono ogni più piccolo segreto. Figlia dei raggi di sole che ama danzare nella luce, velandosi talvolta di rosei petali o penetrando avidamente il calice purpureo colmo di delizie delle infiorescenze più ricche e succose.
Sposa e fervida amante di tutti i fiori che crescono sulla terra, nei vasti campi aperti come nell’intimità dei segreti giardini, nei sottoboschi silenziosi, protetti dal fresco delle arboree penombre, e nelle tranquille radure soleggiate, circondate da folte querce e noccioli, robinie odorose, tigli e robusti castagni. Sposa anche di quei fiori che la terra la guardano dall’alto, ricadendo dagli alberi in lussureggianti grappoli trasudanti umori zuccherini…
La sua vita di ape, sia essa regina o solerte operaia, trascorre nella ricchezza degli ori naturali, spostandosi dai capolini fioriti agli ombrosi e indaffarati alveari, dove nettari e pollini vengono sapientemente trasformati in miscele dai poteri miracolosi.
Ma spesso ella ama abbandonare il suo piccolo corpo alato e assumere le forme di una bellissima fanciulla, per camminare a piedi nudi sui morbidi tappeti erbosi e cogliere quei fiori che tanto le sono cari, in quanto unica fonte del suo nutrimento, per odorarne l’intenso profumo e forse per ornarsi i bei capelli biondi, rilucenti come ambra liquida sotto il sole del meriggio.
Ape divina e Donna-Dea, che per sua innata predisposizione offre il delizioso fluido che nutre e guarisce, come materna e generosa nutrice, sempre provvida di dolcezze, quanto d’amore…




La storia di Melissa
La Dea, la principessa cretese, la Sacerdotessa


Il nome di Melissa deriva dal greco meli, “miele” e significa letteralmente “colei che è datrice di miele”, “colei che offre il miele”. Melissa, in origine, era dunque considerata un’ape mellifera, e al contempo la regina di tutte le api.
Le sue leggende nascono nell’antico mondo mediterraneo, nella calda e selvaggia terra di Creta, dove lei era una delle luminose espressioni della “primitiva Potnia dei fiori (…) dal filo d’erba agli alberi delle millenarie foreste” (1). La si poteva descrivere come “Dea celata nelle forme di un’ape, di cui, di quando in quando, si libera o in cui nuovamente si nasconde” (2), ovvero come sacra e libera energia naturale che abitava sì nelle graziose api e nel loro regno fiorito, ma poteva assumere anche sembianze diverse in un’infinita e gioiosa libertà d’espressione; e incarnava tutte le caratteristiche dell’ape regina e delle sue figlie, delle quali era l’archetipo divino (3).
Il suo era un regno di intima armonia femminile, di coralità perfetta fra sorelle nate dalla stessa prodigiosa madre; un regno basato sull’amorevole servizio ad una grande sovrana, unica femmina fertile del favo che dal bel ventre rigonfio genera tutte le sue devote figlie e ancelle, come pure i figli paredri, che nella loro breve esistenza stanno accanto a lei e ne fecondano le uova.
E tuttavia lei può generare anche da sola, indipendentemente dall’intervento del maschio, per questo richiama l’autonomia e l’indipendenza generativa della Grande Madre, androgina e completa in se stessa.
Melissa era dunque la dolce signora dell’alveo brunito, la materna Regina sempre gravida d’amore e la dolce e operosa Figlia; la languida femmina perennemente fertile e la fiera guerriera, che sacrifica la sua vita pur di proteggere il delicato equilibrio del suo piccolo mondo perfetto.
Rappresentava la Dea della Natura selvaggia, e anche della Trasformazione dopo la morte e della periodica Rigenerazione, e le sue ali d’oro indicavano la Rinascita ai regni sottili.
Al calare del sole, la selvatica Melissa solare lasciava il passo alla dolcissima Melissa lunare, la regolatrice dei cicli femminili, protettrice delle donne fertili e delle partorienti, e madrina dei bimbi, ai quali offriva il suo dolcissimo miele per addolcirne il latte.

Dea Vergine e libera, in origine, Melissa si vide mutare dal corso degli eventi, subendo il rovesciamento degli antichi valori; così divenne col tempo una donna mortale che conservava solo un pallido riflesso dei suoi lontani attributi divini.
Nelle leggende greche ci viene descritta come una bellissima principessa cretese – o certe volte come una materna Ninfa del Miele – che aveva nutrito il piccolo Zeus nel tempo in cui il grande dio patriarcale non era ancora l’onnipotente padre degli Dei, ma il grazioso figlio della Dea.
In un’impervia e celata grotta del monte Dicte, Melissa si era presa cura del bimbo, raddolcendo con il suo miele il latte caprino fornito dalla candida sorella Amaltea, mentre Coribanti e Cureti danzavano ebbri e gioiosi insieme alle Ninfe per nascondere, con i loro canti e le loro musiche scatenate, i vagiti del neonato. E quando Zeus crebbe, per ringraziare la principessa delle sue dolci cure, decise di liberarla del suo semplice corpo di donna mortale e la trasformò in ape.
In questo mito, Melissa è ancora la sacra Nutrice che offre il dorato miele, anche se di divino, in apparenza, non conserva quasi più nulla. La sua libertà originaria è stata dimenticata e lei deve passare attraverso la concessione del dio maschio per ottenere ciò che da tempo immemore, e da molto prima della nascita del dio stesso, era già naturalmente suo.
Inoltre, in quanto principessa, lei non è più la splendida femmina autonoma in se stessa, ma solo la figlia di un re, Melisseus, come a giustificare in tal modo la sua esistenza e il suo elevato compito, poiché era ormai di dovere porre le figure femminili d’indigene caratteristiche libere e selvagge sotto la protezione di un maschio che ne mitigasse la forza e la fiera bellezza.
È tuttavia evidente che la Melissa originaria era molto differente da quella ritratta nel mito greco, e che lei, nata da se stessa, ovvero dalla terra umida, dalla argentea luna, dai raggi di sole e dai fiori succosi, non conosceva né aveva mai conosciuto un padre, ma solo molti figli e paredri.
A tal proposito, così scrisse Momolina Marconi nel suo studio sulla Dea cretese:
Non è detto che all’origine di questa complessa leggenda mitica stia Melisseus, che questi sia veramente il padre, venga cioè prima di Melissa;
può quest’ultima esserne stata la madre ed egli, oltre che figlio e paredro, come re-sacerdote, anche il suo primo cultore
.” (4)

Secondo un’altra leggenda tramandata da Servio, Melissa era una Sacerdotessa dedicata a Demetra, depositaria delle segrete conoscenze e dei sacri riti misterici della Dea, sui quali aveva giurato di mantenere l’assoluto silenzio. Infastidita da un gruppo di curiose, che la istigavano a rivelare i suoi saperi, lei negò senza mai cedere, fino a quando le donne, deluse e infuriate, la uccisero facendola a pezzi. La Dea vide ciò che era accaduto e trasformò il corpo straziato della sua amata figlia in uno sciame lucente di api, che si levò leggero e volò verso l’infinito per ricongiungersi a Lei.
Da quanto traspare in questo racconto, Melissa si rivela essere la custode dei segreti dai profani, e come le api delle quali incarna lo spirito, è disposta a sacrificare se stessa per difendere ciò che è sacro (5). Lei è la mantenitrice del Silenzio, che è la chiave perchè le antiche saggezze non vengano spente e continuino ad ardere, sempre vive, in ogni luogo e in ogni tempo.

L’Ape divina…

Nascosta nei suoi alvei ombrosi, talvolta simili a grandi lumi che infondono un fievole chiarore ambrato agli incavi delle rocce, alle intime grotte emananti umidi sospiri, alle nicchie naturali scavate nella corteccia di vecchi tronchi, la piccola ape è da sempre investita del più profondo e ineffabile mistero, poiché richiama l’oro celato nel centro interiore, lo spirito che risplende di luce, i regni del nume che mai si spegne. Essa rappresenta simbolicamente l’anima che tramite un arduo percorso ha contemplato il divino e ha conosciuto la sua antica ed eterna armonia; l’anima iniziata, sacra e purissima, che ha ritrovato l’oro della sua condizione originaria, si è resa d’oro e di tale oro si è fatta portatrice nel mondo, come fiaccola fiammeggiante che illumina l’oscurità e ne disperde le ombre. Il volo dell’ape, infatti, riflette la liberazione dell’oro nell’oro, l’involarsi dello spirito verso le terre oltremondane, il suo trascendere la materia e sciogliersi come brillante pulviscolo nella sublime luminescenza divina, diventandone parte integrante e realizzando in tal modo il ricongiungimento vero e intimo con la Grande Madre. Per questo l’ape richiama anche la perfezione e la saggezza, l’eterna giovinezza e l’immortalità animiche, ovvero ciò che proprio dal conseguimento di questo processo interiore potrebbe pervenire.
La sua vicinanza al reame sottile la rendeva agli occhi degli antichi una messaggera, che “viaggiava sui sentieri della luce” (5) recando con sé i messaggi che gli uomini inviavano agli Dèi. E se l’ape riconduce all’anima luminosa, allora si potrebbe pensare che sia l’anima luminosa stessa ad essere veramente in grado di comunicare con il divino, e di sentirne, tramite intuizioni, ispirazione e contemplazione consapevole della natura e dei suoi piccoli e significativi eventi, la splendida e amorevole Voce, così come gli armoniosi e giusti consigli.
Ma l’ape non richiamava solamente l’etereo spirito, dal momento che era legata anche alla fresca terra bruna e alla sacra fiamma. Secondo le leggende nordiche essa affiorava sulla terra da un sotterraneo mondo incantato, dove viveva insieme alle fate. Si riteneva che possedesse le ctonie virtù profetiche, per questo se ne osservava il volo per divinare e determinare il futuro, e che fosse portatrice del fuoco divino. Dalla sua preziosa cera si modellavano le candele, strumenti di luce nel buio, ovvero ciò che permette di vedere anche nella più fitta oscurità, e di riconoscere sempre la verità al di là dell’illusione.
Riflesso dello spirito liberato dal corpo, essa simboleggiava l’eterna ciclica rigenerazione naturale, la rinascita che seguiva alla morte, poiché si credeva che nascesse e volasse via in sciami luminosi dal cadavere di un toro. Ma il toro non è che l’immagine terrestre della luna d’avorio, colei che “presiede all’entrata delle anime nella generazione” (6), pertanto si potrebbe dedurre che, come le api emergono dal bucranio dalle corna a falce lunare, allo stesso modo le lucenti anime-api discendano dalla madre del cielo notturno, e vadano ad abitare nelle limpide fanciulle destinate ad essere riflessi divini sulla Terra.
Sotto queste spoglie, la Luna era chiamata proprio Melissa, l’ape notturna che vegliava sulle segrete unioni d’amore dolci come il miele, e soprattutto su quelle che confluivano nel concepimento di nuova vita (7).

…e le sue Figlie

Le belle fanciulle benedette da un Destino fortunato, nelle quali brillava un’anima-ape, illuminata e consapevole, o un’anima gentile predisposta a diventarlo, erano le lucenti figlie dell’Ape divina, anticamente chiamate proprio “melissai” – api – per l’intimo oro di cui erano portatrici.
Queste splendide donne erano le sacerdotesse consacrate alla misteriosa Dea terrestre in tutte le sue manifestazioni, e dedicavano la loro vita a conoscere e preservare i misteri e i magici riti femminili, sui quali dovevano sempre mantenere il segreto.
Si narra che alcune delle loro mansioni fossero l’offerta di api e di miele ai templi delle Dee Madri, e recarvi acqua fresca attinta solo da sorgenti purissime. (8)
Il loro rapporto con il divino rifletteva in tutto e per tutto quello delle loro sorelle ronzanti, poiché come le api sono figlie e amorevoli ancelle della loro Regina, così le sacerdotesse lo erano della Dea; e nel mondo arcaico le une e le altre non erano che la stessa cosa.
Così, si potrebbe pensare che queste eterne fanciulle, oltre che conoscitrici delle dimensioni fatate, dove forse amavano intrattenersi nei loro voli estatici, fossero anche erbarie e guaritrici, per la profonda conoscenza della magia e delle virtù medicinali di fiori, erbe, cortecce e radici; e inoltre portatrici di fertilità alla terra, agli animali ed alle donne, vergini in senso antico, libere e indipendenti dal maschio, e sostenitrici, nonché preservatrici, di una giusta società matriarcale. Forse esse lavoravano insieme, come le api, per uno scopo sempre comune e mai personale, e potevano rivelarsi terribili guerriere, acerrime nemiche di tutto ciò che mira a ledere la sacralità della Natura. (9)
Melissa era la loro madre spirituale e loro erano le sue sacre api, che per quanto avessero viaggiato per le vie del mondo, per quanto si fossero allontanate dal loro antico alveo, di vita in vita avevano sempre ritrovato la strada per ricongiungersi a Lei e al suo grembo. Poiché, allora come adesso, ogni donna che trova la strada per tornare al sacro alveare di sorellanza e armonia femminili, è un’ape della Dea, e vive benedetta dal suo amore, profondamente ricolma della sua calda luce. (10)

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Melissa: Signora di Api e di Miele | Login/crea un profilo | 10 Commenti
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Re: Melissa. Signora di Api e di Miele (Punti: 1)
da Alessandro 19 Ago 2009 - 19:49
(Info utente | Invia il messaggio) http://creviceweeds.over-blog.net)
La bellezza fulgida di «Melissa» si svela, senza esaurirsi in esse, attraverso la tessitura delle immagini e la ricchezza e profondità dei significati, affini a quelle dei miti e delle fiabe, e come i miti, come le fiabe, diletta e insegna, rivela la Dèa come non si riuscirebbe a vederla semplicemente consultando le fonti, senza l’intuizione e la sensibilità con cui, qui, le immagini e i loro significati sono stati riconosciuti, accostati, intrecciati e donati… Grazie di questo luminoso regalo dorato, Violetta… *.*


Re: Melissa. Signora di Api e di Miele (Punti: 1)
da Elke 19 Ago 2009 - 22:22
(Info utente | Invia il messaggio) http://)
Bellisimo, dolcissimo e dorato, sapevo che sarebbe uscito un'articolo splendido!
In particolare trovo commovente la simbologia che lega api e donne-sacerdotesse alla loro Regina-Dea, e l'introduzione è davvero un incanto.
Complimenti davvero, e grazie (come sempre) per questa piccola gioia :)

Re: Melissa. Signora di Api e di Miele (Punti: 1)
da Danae 19 Ago 2009 - 22:57
(Info utente | Invia il messaggio)
Wow.. Mito, fiaba, leggenda e storia indissolubilmente intrecciati in un racconto dal dolce sapore..
Rendo ancor grazie *.*

Re: Melissa: Signora di Api e di Miele (Punti: 1)
da LaZiaArtemisia 20 Ago 2009 - 15:12
(Info utente | Invia il messaggio)
Guarda Violetta, devo proprio dirti che sei riuscita a farmi piacere le api, che normalmente rifuggo^^. Non posso che cedere, e vederle da ora in modo diverso, con stima e ammirazione che non avrei mai creduto.
Mi è piaciuta anche moltissimo la fiaba, e le immagini della stupenda Melissa fra i fiori colorati, che hai evocato.
un abbraccio e grazie per questo lavoro..

Re: Melissa: Signora di Api e di Miele (Punti: 1)
da fairymoon 25 Ago 2009 - 10:10
(Info utente | Invia il messaggio) http://ladimoradellasignoradelbosco.blogspot.com/)
non trovo parole... un lavoro splendido carico della luce dorata del miele, della sua arcana dolcezza, capace di sciogliere il cuore nell'incanto... da mesi cercavo qualche riferimento per comprendere e conoscere le Melisse... ed eccomi qui, come sempre, a nutrire lo spirito... grazie Violet!

Re: Melissa: Signora di Api e di Miele (Punti: 1)
da fabiola (favola61@libero.it) 05 Set 2009 - 21:45
(Info utente | Invia il messaggio) http://.....)
veramente interessante ed esauriente e come sempre espresso con siblime poesia. grazie

Re: Melissa: Signora di Api e di Miele (Punti: 1)
da Acqua 17 Set 2009 - 16:06
(Info utente | Invia il messaggio)
bellissimo davvero... grazie per questo dono di profonde intuizioni... ecco cosa intendo per "rendere sacro" leggere le parole venute dal cuore e dall'amore per la Cerca e farle brillare nei momenti di vita quotidiana.
Grazie *.*

Re: Melissa: Signora di Api e di Miele (Punti: 1)
da olwen73 28 Set 2009 - 16:59
(Info utente | Invia il messaggio)
luce dorata, api e miele

grazie violet

Re: Melissa: Signora di Api e di Miele (Punti: 1)
da MeL 24 Feb 2012 - 16:35
(Info utente | Invia il messaggio)
E' stato meraviglioso leggere questo articolo, soprattutto perché mi ha fatto scoprire e riscoprire il mio nome, a cui sono legatissima. Grazie.

Re: Melissa: Signora di Api e di Miele (Punti: 1)
da mausci 05 Set 2012 - 00:08
(Info utente | Invia il messaggio) http://comemistermagoo.blogspot.com)
ogni volta mi accompagni in un Magico Regno, cara Violet..è una dote a dir poco meravigliosa..



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