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Il Tempio della Ninfa

Le Ninfe: Sorrisi della Natura
Mercoledì, 09 Luglio 2008 - 16:33 - 27195 Letture
Archetipi In silenzio cammino in un bosco antico, dove gli uccelli sembrano sussurrare storie dimenticate... lame di luce attraversano la copertura di foglie verdi.
Una radura, ed un oscuro antro si offrono alla vista, oltre l’intrico di biancospino, buio rispetto alla luce del tenero sole di primavera.
Avanzo sul prato che trattiene mille frammenti di colore. Quel varco mi attrae...
Ed ecco, oltre la soglia, sotto ai miei piedi, è terra bagnata; odo il dolce riso di fanciulle, nelle tenebre che si vanno schiarendo…

O forse era solo il chiacchierio continuo di una fonte d’acqua che dalla parete bianca, adorna di stalattiti, si versa in una vasca di pietra rozzamente intagliata. Sembra non ci sia nessun altro oltre a me.
Un’apertura nel soffitto lascia passare un raggio di sole che illumina tenuemente l’ambiente, riflettendosi sulle acque giocose che poco prima, forse, mi hanno deriso. L’aria è densa, umida, permeata dell’odore del fango fecondo e del muschio, che riveste l’entrata della grotta; il mio andare è silenzioso, non voglio disturbare coloro che abitano questo luogo incantato. La luce è riflessa e scomposta dai mille cristalli e gocce che adornano le stalattiti.
Mi guardo intorno: c’è una piccola apertura a sinistra, poco più che una nicchia... avrò il coraggio di attraversare la vergine oscurità che ammanta quell’anfratto? Respiro profondamente l’aria primaverile, che si mischia a quella quasi materica della grotta. Faccio un passo, un altro, e mi inoltro...
Una luce dinnanzi a me attrae la mia attenzione mentre cammino nel cunicolo. E’ lontana, un lumicino come quello che a volte incontrano i personaggi delle favole; mi avvicino e mi ritrovo in una sala circolare, dove in innumerevoli secoli pazienti rivoli d’acqua hanno formato castelli di calcare, rocce che sembrano veli abbandonati, altre, dalle forme dolcemente femminili, hanno mille seni come per allattare ogni essere che abbia il coraggio di varcare la soglia.
Al centro dell’ambiente i miei occhi si commuovono nell’ammirare un piano umido, dove è appoggiata una piccola lucerna ad olio che mi consente di vedere dell’altro: una coppella scavata nella roccia contiene qualcosa che identifico come olio, un’altra, meno profonda contiene del sale e dei semi, mentre nell’ultima sono poggiati alcuni rametti. Una zucca cava pende da una sporgenza, e contiene fragrante incenso.
Verso un po’ d’olio sul legno, che subito la fiamma trasforma in lucenti rubini e coralli, e quando non rimane altro che brace vi spando un pizzico d’incenso, ascoltando le gocce che nel loro instancabile cadere creano meraviglie sempre nuove.
So dove sono, gli elementi che qui sono mischiati mi rivelano che questo è un Ninfeo, sacro a quelle luminose entità che abitano la Natura.



Ninfe della Terra

Gaia per prima generò, uguale a sé,
Urano stellato, ché tutta in giro la chiudesse,
perché fosse agli dei beati sede sicura per sempre,
e generò i Monti grandi, graziose dimore delle dee
Ninfe, che risiedono su alture disseminate di gole
[…]
Esiodo, Teogonia 126 - 130

Dette complessivamente Epigee.
Coloro che abitano i monti e con il loro canto ed i loro gioiosi giochi illuminano le alture sono le Oreadi che prendono spesso il nome dalla montagna che le ospita (le Corice abitavano una grotta del Parnaso, le Ditèe il Ditte, le Idèe l’Ida ecc.); la più conosciuta è forse Echo, compagna di Pan, innamoratasi del bel Narciso.
Le Napee sono le ninfe delle valli selvose e dei prati dove il verde dell’erba si fonde con i mille colori dei fiori; amano la dolce solitudine dei luoghi selvaggi ma a volte concedono il loro amore a qualche fortunato essere umano o a qualche satiro, similmente alle Auloniadi che si aggirano nei burroni scoscesi.
Alseidi è l’appellativo delle abitatrici dei boschi che, particolarmente amate dalla cacciatrice Artemide, fanno parte del suo corteo silvestre.
Le più antiche sono ritenute le Meliadi, abitatrici dei frassini con caratteristiche guerriere (forse perché con tale legno si costruivano i giavellotti), nate dalle gocce di sangue sgorgate in seguito all’evirazione di Urano e cadute sulla Madre Terra, la quale ne viene fecondata.
Le Amadriadi abitano entro le vergini cortecce degli alberi e muoiono con essi quando la loro vita è giunta al termine o quando l’uomo li abbatte; le loro sorelle più prossime, le Driadi, sono al contrario immortali come Eurydike e la bella Daphne.

Più prossime al mondo civilizzato sono le Agrostine, protettrici dei campi che producono il sostentamento necessario agli uomini, le Epimelidi, custodi delle greggi, le Cure, insuperabili nutrici, e le Menadi; a queste ninfe, seguaci di Dioniso dio dell’ebbrezza, si univano anche donne mortali, che si abbandonavano all’estasi provocata dal vino e dalla danza sfrenata.

Ninfe delle Acque

Teti invece a Oceano partorì i fiumi vorticosi,
[…]e generò anche una sacra stirpe di fanciulle, che sulla terra
Nutrono l’adolescenza degli uomini con Apollo signore
E con i fiumi, e da Zeus hanno questo destino
[…]
Esiodo, Teogonia, 137, 146 - 148

Dette complessivamente Idriadi.
Per quanto riguarda le illusorie e ammalianti profondità acquoree, le ninfe più antiche sono le tremila Oceanine “dalle caviglie sottili, che assai numerose la terra e gli abissi del mare per ogni dove ugualmente curano, fulgida prole di dee”.
Figlie di Oceano e Teti, due titani che simboleggiano le acque universali e la fonte prima della vita, diedero origine a tutti i fiumi che bagnano e rinverdiscono la terra, fra cui l’Acheloo, il maggiore dio fluviale della Grecia, capace di cambiare la propria forma (come in una sfida contro Herakles per la mano di Deianira quando si trasformò in toro, drago e bue). Stige “fra loro è la maggiore di tutte”, abitatrice del principale rio infernale le cui acque possono rendere immortali; su di lei giurano gli dèi, e colui che si macchia di spergiuro per un anno “giace senza respiro; ne mai può farsi vicino all’ambrosia e al nettare cibo, […] e un funesto torpore lo avvolge” poi “per nove anni viene privato degli dèi sempre viventi, né mai frequenta il consiglio né i banchetti”(1).
Altre figlie di Oceano sono Kalypso amante di Odysseus, Metis dea della saggezza che attuò diverse metamorfosi prima di concedersi a Zeus, Tyche signora della fortuna e Perseide dalla quale discenderanno regine e maghe quali Kirke, Pasifae e Medea. Un’altra di queste ninfe, Doris, unendosi a Nereo “il vecchio del mare” (divinità simboleggiante il mare calmo, figlio di Ponto e Gaia e perciò anteriore alla nascita degli Olimpii) darà vita al bel Nerito ed alle cinquanta Nereidi. Di queste, le più celebri sono: Tetide, madre di Achille, Galatea, amata dal ciclope Poliremo, ed Amphitryte, che diventerà la sposa del successivo dio del mare, Posidone, il dio dalla chioma turchina che porta il tridente. Da questa unione nasceranno Rhodos e Tritone, padre dei Tritoni che percorrono il mare suonando la buccina per suscitare o calmare le tempeste. (2)

Euripide nell’Andromaca (3) suggerisce che alle ninfe marine “Zeus ha dato un’esistenza e una dimora lontana dagli uomini, stabilendosi ai confini della terra. E’ là che abitano, il cuore libero da affanni, nelle isole dei Beati, in riva ai gorghi profondi dell’Oceano, eroi fortunati per i quali questo suolo fecondo porta tre volte all’anno un fiorente e dolce raccolto.”
Come non avvicinare questa descrizione alla miriade di isole incantate presenti in svariate tradizioni, dove gli eroi possono dimorare dopo la morte? (4)

Le abitatrici delle acque terrestri prendono il nome di Naiadi, dal greco “scorrere” o “fonte”, e vengono dette alternativamente figlie di Oceano, di Zeus o del dio fluviale più prossimo alla loro dimora. Queste creature si dividono in varie specie a seconda del luogo che abitano: le Potameidi animano le acque cristalline dei fiumi, le Pegee o Crenee le limpide sorgenti scaturite dalle insondabili profondità terrestri e le Limniadi le polle stagnanti che sembrano custodire arcani segreti.
Altre fanciulle che abitano una piccola isola tra i flutti sono le Sirene (“le desiderate” o “che legano”), coloro che furono Ninfe di terra e che, per poter cercare anche sulle acque la loro compagna di giochi, Persephone, rapita dal dio del sotterraneo mondo dei morti, si trasformarono in esseri alati abitatori dei mari. Esse avevano una splendida voce che aveva il potere di attirare i marinai che la udivano; solo Orpheus ed Odysseus riuscirono a passare indenni presso il loro scoglio.

Un episodio riguardante le ninfe delle acque è quello di Hylas, lo splendido giovane, amante e scudiero di Herakles che si era imbarcato con gli argonauti. Durante una sosta su un’isola fu mandato a fare provvista d’acqua e “presto scorse una fonte, in un basso terreno; intorno cresceva molto fogliame, scuro chelidonio e verde capelvenere, apio fiorente e graminia serpeggiante. In mezzo all’acqua le Ninfe intrecciavano un coro, le ninfe insonni, le dee temibili per i campagnoli, Eunica, e Malide, e Nicea sguardo di primavera.” (5) Subito si innamorarono del bel fanciullo, e quando questi si fu chinato sullo specchio d’acqua lo afferrarono e lo portarono nelle profondità, dove con dolci parole lo rincuoravano. Herakles, preoccupato, si mise alla ricerca del compagno e tre volte urlò il suo nome, ma la voce del giovane sembrava provenire da grande distanza, e mai più lo rivide.

Ninfe dell’Aria

[…] Non saprebbe neanche distinguere
i ceselli dello scudo, l’Oceano, le terre, il cielo
con le stelle, le Pleiadi, le Iadi, l’Orsa che non tacca il mare,
le due città e la nitida spada di Orione
.
Ovidio, Metamorfosi, XIII, 291 – 294

Le più note sono le Pleiadi, figlie di Atlante e Pleione e seguaci di Artemide, sette splendide sorelle abitatrici dei paesaggi silvestri. Accadde un giorno che Orion, il cacciatore, le scorgesse e se ne innamorasse; ma queste, disdegnando il suo amore, lo fuggirono per boschi e valli finché gli dèi, impietositi, le trasformarono in colombe, da cui il significato del loro nome. Allora Orion incoccò una freccia, pronto a colpirle, ed esse pregarono nuovamente gli Olimpii, che in questa occasione le trasformarono in un insieme di sette stelle ancora oggi visibile. Si dice che una, Merope, brilli di meno perché fu l’unica ad avere un amante mortale.
Loro sorelle da parte di padre sono le Iadi, educatrici di Dioniso e divenute astri anch’esse. Il sorgere di queste costellazioni anticamente segnava l’inizio del tempo della mietitura.
Altra figura che in seguito si convertì in stelle è Amaltheia, la nutrice di Zeus. Questa Naiade, aiutata dalla sorella Melissa, nascose il dio fra i rami di un albero, cosicché il padre non poté trovarlo né in cielo, né in terra, né fra le acque, ed ucciderlo. La ninfa si confonde con la capra che porta il suo stesso nome, la quale allattò il fanciullo divino e dal cui corno spezzato ebbe origine la cornucopia, contenitore di fiori, frutti e nutrimento paragonabile ai calderoni di abbondanza della tradizione irlandese, che fornivano cibo senza che mai si esaurisse.
La stessa sorte toccò a Kallisto, compagna della casta Artemide. Amata da Zeus, che aveva preso le forme della Dea delle Selve per poter avvicinare la fanciulla, ella fu da lei cacciata quando fu chiara la sua gravidanza. Dal suo ventre nacque Arcade ed ella fu tramutata in orsa (non è chiaro se da Artemide, per punizione, o dal dio per difenderla dalla gelosa Hera). Un giorno, però, il figlio le diede la caccia fino all’interno del tempio del Tonante, ed egli trasformò entrambi: il giovane nella costellazione nell’Orsa minore e Kallisto in quella dell’Orsa maggiore.

Nella terra del crepuscolo, laddove si diceva che l’astro diurno si immergesse nelle acque tinte di rosa dalla luce declinante, vivono tre fanciulle splendide che intrecciano le loro danze intorno ad un radioso melo d’oro: sono le Esperidi, custodi dell’albero donato ad Hera da Gaia, il giorno del suo matrimonio, e delle fonti da cui sgorga l’ambrosia, il cibo degli immortali. Con loro, sull’isola, risiede anche un drago insonne dalle cento teste chiamato Ladone, che vigila affinché nessuno approdi in quel luogo incantato.

Ninfe del fuoco

Intorno le giovani
Eliadi, infelici, mutate negli alti pioppi,
effondono tristi lamenti e dai loro occhi
versano al suolo le gocce d’ambra splendente
.
Apollonio Rodio, Le argonautiche, IV, 607 – 609

Nate dal sole, Helios, e dall’Oceanina Climene, sono le Eliadi, lucenti e ridenti fanciulle. Il loro numero varia da tre a sette ed alcuni dei loro nomi sono Egle, Elie, Eterie, Febe, Lampezia e Faetusa. Loro fratello era Fetonte, che pregò il padre di poter condurre il carro solare nel cielo e questi, avendo giurato sulle acque stige di concedergli tutto ciò che avesse voluto, dovette accordargli questo dono; non trascorse molto tempo dalla sua partenza che il bel giovane perse il controllo dei focosi cavalli che si portarono troppo vicini alla terra, inaridendo i pascoli e facendo evaporare le fonti. Il padre Zeus allora, dovendo porre rimedio alla situazione fulminò Fetonte che cadde nelle acque dell’Eridano, con grande dolore dei genitori. Qui, dopo un lungo peregrinare, lo ritrovarono la madre e le sorelle, le quali, dopo lunghi pianti e giorni di lutto, si trasformarono in pioppi, stillanti ambra dorata come lacrime che sempre verseranno per la morte del loro amato fratello.

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Re: Le Ninfe: Sorrisi della Natura (Punti: 1)
da Violet 09 Lug 2008 - 16:47
(Info utente | Invia il messaggio) http://www.tempiodellaninfa.net)
Elke è un lavoro immenso e di una bellezza davvero indescrivibile... contiene una ricchezza non solo di nozioni, peraltro bellissime, ma anche di sensi profondi e nascosti, di significati che fanno luce su ciò che queste Entità Fatate forse rappresentano e forse racchiudono dentro loro stesse...
Complimenti davvero per questo scritto che, sono certa, rimarrà nel cuore di molti... :-*

Re: Le Ninfe: Sorrisi della Natura (Punti: 1)
da Acqua 09 Lug 2008 - 18:18
(Info utente | Invia il messaggio)
Elke che lavoro meraviglioso!! E' vero rimane nel cuore come un piccolo sorriso fatato .. E' una meraviglia... :-**

Re: Le Ninfe: Sorrisi della Natura (Punti: 1)
da Alessandro 09 Lug 2008 - 18:42
(Info utente | Invia il messaggio) http://creviceweeds.over-blog.net)
Di certo, Elke, questo saggio rimarrà nel mio cuore, da rileggere e consultare, fonte continua d’ispirazione. D’altronde, sono parzialissimo nella risposta e nel giudizio, e non potrebbe essere altrimenti perché hai messo qui ciò che amo, che studio, che cerco di capire e di assorbire. Una meraviglia! Anche in questo caso, mi piacciono soprattutto l’inizio e la conclusione, e i paragrafi che precedono qeust’ultima, sia per quello che dicono, sia perché mi sembrano più «tuoi». Ci sarebbero tante cose da dire, per esempio sulle tante immagini simboliche che rimandano ai «sensi profondi e nascosti», come ha osservato Violet, oppure sul ricordo di Carmenta, ma mi limito a indicare la suggestiva affinità, per me molto importante, fra le Ninfe e la Dama del Lago. Magnifico, Elke: grazie!


Re: Le Ninfe: Sorrisi della Natura (Punti: 1)
da fairymoon (alphazulu@interfree.it) 09 Lug 2008 - 19:12
(Info utente | Invia il messaggio)
la porta per un mondo arcano popolato di creature incantevoli si svela dinanzi ai nostri passi e ci conduce laddove unicamente i nostri sogni migliori avrebbero potuto portarci senza questo tuo splendido lavoro carissima Elke! Grazie per questo viaggio dell'anima, un dono prezioso.

Re: Le Ninfe: Sorrisi della Natura (Punti: 1)
da Selendir 12 Lug 2008 - 08:27
(Info utente | Invia il messaggio) http://)
Splendido Elkina dolce, sono davvero impressionata. Una mole di lavoro enorme che parla e vibra di tutto l'amore che vi hai profuso rendendo la lettura affascinante ed emozionante.
Grazie piccola luna, grazie davvero per tanta bellezza.

Re: Le Ninfe: Sorrisi della Natura (Punti: 1)
da Elke 17 Lug 2008 - 21:03
(Info utente | Invia il messaggio) http://)
Sono onoratissima per le vostre splendide parole, nonchè felicissima di aver potuto trasmettervi qualcosa, sia delle mie congetture, ma soprattutto del radioso incanto che queste piccole Divinità portano con loro. Un Grazie immenso a tutti voi e bacini a profusione su ognuno! :***

Re: Le Ninfe: Sorrisi della Natura (Punti: 1)
da Tana81 31 Mar 2009 - 21:36
(Info utente | Invia il messaggio)
Non ho parole, complimenti Elke...suoni le corde del tuo sentire con una dolcezza e una fluidità indescrivibili. Bellissima Elke ...
Non ho ancora letto tutto, ma me lo stampo e stanotte mi addormenterò immersa nella magia del tuo sapere.
Ci devi aver messo tempo e passione a non finire...grazie di cuore stellina!

Re: Le Ninfe: Sorrisi della Natura (Punti: 1)
da Faej 14 Apr 2009 - 18:19
(Info utente | Invia il messaggio) http://faej.livejournal.com)
Ho letto questo articolo tutto d'un fiato.
Amo le figure mitologiche dell'antica Grecia e le ninfe in particolar modo (ho trovato questo sito proprio cercando informazioni sulle ninfe).
Bellissimo ed esaustivo.
Complimenti.



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