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Fra queste pagine sono raccolti consigli, ricette, riti semplici e naturali dedicati al femminile, e speciali ricerche e racconti sull'antica Via delle Donne.

 

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Il Tempio della Ninfa

I sacri riti del Sangue Femminile
Venerdì, 18 Aprile 2008 - 23:52 - 23780 Letture
Rituali Ci fu un tempo in cui tutte le donne seguivano gli insegnamenti della Grande Madre, udivano il suo canto nel vento, nel mormorare delle foglie, nel silenzio della notte, e colme della sua consapevolezza ne rispecchiavano i bei lineamenti.
Depositarie della conoscenza divina appresa sin dai primi anni di vita per trasmissione orale, esse condividevano con amore e indicibile dolcezza ogni passaggio della loro vita, ogni momento di morte nella vita e di vita nella morte. Le loro fasi muliebri erano celebrate con riti sacri, con feste e manifestazioni gioiose, e probabilmente comprendevano pratiche segrete e lunghe meditazioni che ispiravano la tenera comunione con la Dea, fonte inesauribile di emozioni e sensazioni tanto belle e amorevoli da non poter essere descritte con semplici parole.



In alcune tribù di nativi americani la donna che sta vivendo il suo periodo di sangue è considerata direttamente connessa con l’energia primordiale della Grande Madre.
Gli stessi nomi con cui veniva – e forse in parte viene tuttora – definito il flusso femminile in tutto il mondo, richiamano sempre qualcosa di magico e molto potente. La parola che noi conosciamo, ovvero “mestruo”, deriva dal latino men e dal greco mens, menos, e significa “mese”, misura”, ma anche “luna”, comprendendo in tal modo tutto il mistero della natura ciclica e femminile.
In molti popoli il sangue mestruale era intimamente connesso al serpente e ai suoi simboli di rigenerazione. Il serpente, più di ogni altro animale per via del suo cambio di pelle, rappresenta le varie morti e rinascite che fanno parte della vita dell’uomo, ovvero i diversi momenti di passaggio da una fase all’altra dell’esistenza. Intensamente connesso alla Luna ed alle acque, alla terra e alla fertilità, il serpente è quindi emblematicamente inseparabile dalla donna e dal suo sacro flusso, perchè la loro energia rigeneratrice è considerata simile.
Tra gli Indiani Chiriguanos, quando la fanciulla versa il suo primo sangue, le donne della tribù inscenano un rito in cui tentano di cacciare via il serpente che l’ha morsa, facendola sanguinare; in altre tribù, invece, le giovani danzano gioiosamente intorno all’immagine di un serpente, forse sotto ai raggi della luna che carezzano il loro corpo.

Un altro dei riti femminili di passaggio che sono giunti sino a noi proviene dalla tradizione dei Navajo ed è conosciuto con il nome di Kinaalda – “rito di pubertà”.
Secondo le leggende questa bellissima usanza fu insegnato alle donne da Estsanatlehi – letteralmente “Madre di tutti” – la Donna che Muta, o Donna che si Rinnova, chiamata con molti nomi diversi tra cui Donna Conchiglia Bianca e Donna Dipinta di Bianco. Questa divinità materna è la personificazione divina della Terra, con il suo equilibrio immutabile ed i suoi cicli perenni. Rappresenta l’eterno mutamento, l’interminabile girare della ruota del tempo, ma anche l’assenza del tempo stesso che esiste oltre le concezioni ed le umane limitazioni; traccia il sentiero delle stagioni, che cambiano quando lei cambia il suo abito, veglia sui cicli della Luna e delle donne, su quelli del sangue e sui passaggi della vita femminile, specialmente su quello determinato dalla comparsa del mestruo, che rende la fanciulla feconda.
Splendidamente vestita di candide conchiglie e di preziosi turchesi, Estsanatlehi è la segreta amante del Sole, con il quale fa dolcemente all’amore nei boschi verdi e sulle spiagge bagnate dalle onde, insegnando alle donne a fare lo stesso…
La sua pelle non raggrinzisce mai perché ogni qual volta lei raggiunge una certa età si incammina verso est, dove incontra la se stessa fanciulla e, abbracciandola, ne riassume le sembianze. Per questo si dice che fu lei a istruire le donne sui segreti dell’eterna giovinezza, mostrando loro come mantenere viva ed ardente la bambina interiore nonostante l’incedere degli anni ed il peso del corpo. Allo stesso modo, fu lei a trasmettere loro tutta la conoscenza tradizionale, così come gli antichi riti, i canti sacri, le parole magiche e i profondi misteri femminili. E fu lei disegnare la Via della bellezza e a donare l’istinto della ricerca.
Le genti che la amano le parlano con affetto, le offrono doni e la nutrono; la venerano con i canti e con la narrazione, ma soprattutto con ciò che le è più caro, il Kinaalda femminile.
In questo rito, che dura quattro giorni, la fanciulla divenuta donna si trasforma nella Donna che si Rinnova ed accoglie il suo sacro potere dentro di sé, elargendo benedizioni al popolo che la festeggia con gioia e devozione. Le anziane della tribù la vestono con conchiglie bianche, simbolo della bellezza languida e voluttuosa delle acque e della femminilità; poi, facendola sdraiare con la pancia a contatto con la terra, la massaggiano vigorosamente. Si crede, infatti, che nei momenti di passaggio e di iniziazione ad una nuova condizione di vita, il corpo ritorni morbido come al momento della nascita e che possa quindi essere impastato e modellato come fosse fatto d’argilla o di soffice pasta di pane. In questo modo lo si aiuta ad assumere una nuova forma, quella della donna fertile, in armonia con la trasformazione avvenuta interiormente.
Durante il primo e l’ultimo giorno del rito, la ragazza cammina in senso orario intorno ad un cesto pieno di cereali, pigmenti di pittura, polline e piume, considerati sacri elementi del rituale; il quarto giorno viene invece preparato un grande dolce. La fanciulla, insieme ad altre donne, pesta e polverizza il granoturco, facendolo diventare farina, e questa viene benedetta con il sacro polline e poi sparsa circolarmente in direzione del Sole. Quindi vengono presumibilmente uniti altri ingredienti a formare un impasto che viene poi avvolto nei cartocci del granoturco ed interrato. Sopra alla terra umida che ricopre il composto viene acceso un fuoco che per tutta la notte verrà alimentato per cuocere completamente il dolce.
Nel frattempo le genti della tribù si riuniscono nella capanna della fanciulla e lei si siede in direzione dell’alba, per accogliere i primi raggi solari e rappresentare il congiungimento amoroso tra la Donna ed il Sole. Tutta la notte viene trascorsa ad intonare i sacri canti che invocano la Donna che si Rinnova, mentre il suo armonioso spirito viaggia sulle parole e sulle musiche vibrate nell’aria sino a quando, nel tredicesimo canto, emerge nella fanciulla e la colma della sua presenza. Ora la giovane donna, completamente identificata con la Dea, canta riferendosi a lei in prima persona e parla con la sua voce.

Con il mio potere sacro sto viaggiando
Dietro la mia casa vengono poste offerte votive di conchiglie
bianche stupendamente decorate…
con la bellezza davanti a me sto viaggiando
con il mio sacro potere sto viaggiando
con la bellezza dietro di me sto viaggiando
con il mio sacro potere sto viaggiando
con la bellezza sotto di me sto viaggiando
con il mio sacro potere sto viaggiando
con la bellezza sopra di me sto viaggiando
con il mio sacro potere sto viaggiando
con la lunga vita, ora con la bellezza sempiterna, io vivo.
Sto viaggiando
Con il mio sacro potere, sto viaggiando…
Sono qui; sono la Donna Conchiglia Bianca, sono qui…
Sulla distesa di conchiglie bianche, sono qui
…” (3)

La sensazione della presenza della Dea viene avvertita da tutti i presenti e la fanciulla ne percepisce l’Amore universale, la bellezza immortale che permea ogni cosa presente sulla Terra. Lei è la Donna che si Rinnova, la Madre che ha generato tutto, l’amante del Sole. La folgorante saggezza la riempie lei è il Tutto, è madre di sua madre, nonna di sua nonna, è l’infante e l’anziana. Tutte le fasi della sua vita passata e futura sono presenti in lei e dell’immensa coscienza di quest’unico istante la fanciulla preserverà il ricordo per sempre.
Al termine dei canti e della cerimonia viene dissotterrato il Dolce della Luna e la giovane, sempre rivolta verso il Sole, lo taglia a fette, conservandone la parte centrale. Tutti se ne nutrono tranne lei, che si limita a distribuirlo alle sue genti. In quel momento, infatti, incarna Estsanatlehi che dona ai suoi figli il sacro nutrimento.
La torta è simbolo del matrimonio tra la terra e il sole-fuoco, tra il femminile e il maschile; contiene gli ingredienti che la Madre offre alla sua progenie ed è una grande benedizione per tutti, poiché la sua consumazione apporta fortuna, prosperità e pace, al singolo come all’intera tribù. Si potrebbe anche pensare che uno degli ingredienti segreti del Dolce della Luna fosse qualche goccia di sangue versato dalla giovane donna e che proprio questo ingrediente fosse ciò che, più di tutto, portava benessere e felicità. (4)
Quando tutti hanno consumato la torta, la fanciulla viene dipinta con l’argilla bianca, dalla quale lei attinge per segnare la pelle di chi desidera ricevere la sua benedizione; poi, viene nuovamente massaggiata dalle anziane, che le danno anche dei consigli sulla sua nuova condizione.
Il rituale termina con l’interramento della parte centrale della torta, come offerta e ringraziamento alla Terra, al granoturco e agli altri preziosi alimenti che nutrono e rendono possibile la vita.
Anche dopo il termine del rito, la fanciulla rimane la Donna che si Rinnova, poiché per i Navajo ogni donna che ha vissuto il Kinaalda è la Donna che si Rinnova: il potere e la presenza di Estsanatlehi non la abbandonano mai e lei è considerata sacra, è rispettata e onorata come si onora il divino.

Tra gli Indiani Apache esiste un rito simile al Kinaalda, caratterizzato però da alcune differenze. La fanciulla incarna la Donna che si Rinnova per tutti e quattro i giorni e il tramite con cui la Dea entra in lei è la danza sacra.
Il primo giorno, la giovane danza da sola, in piedi sulla pelle di cervo che è il luogo centrale del rituale. Con il bastone ornato di amuleti e oggetti magici, batte la terra al ritmo dei caldi e profondi colpi dei tamburi, e mentre danza, viaggia verso un’altra consapevolezza, più alta, più ampia. Danzando, la fanciulla e la Donna che si Rinnova si incontrano e si riconoscono come una cosa sola. La giovane si lascia pervadere da lei e dalla loro unione scaturisce benedizione per tutti i popoli.

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I sacri riti del Sangue Femminile | Login/crea un profilo | 15 Commenti
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Re: I Sacri Riti del Sangue Femminile (Punti: 1)
da fabiola (favola61@libero.it) 19 Apr 2008 - 00:19
(Info utente | Invia il messaggio) http://.....)
Cara Violet vorrei avere il tuo dono pre poter esprimere quello che ho provato nel leggere il tuo articolo. Ti ringrazio come donna ed ho un unico rimpianto vivere in una societa che sacrifica e mortifica la donna ed il suo sangue su di un altare sporco di sangue innocente.

Re: I Sacri Riti del Sangue Femminile (Punti: 1)
da Elke 19 Apr 2008 - 00:20
(Info utente | Invia il messaggio)
Mi sono commossa nel leggere queste splendide parole...gli antichi riti sono magnifici e parlano al ventre. La delicatezza e il fuoco interiore che hai messo in questo scritto brilla tantissimo,ed è lo stesso che ha ispirato il canto di Tem Eyos Ki...immagini bellissime,parole sublimi,che dire se non grazie,come sempre? Auguro a tutte voi,donne magiche,di riuscire a cogliere i doni del ciclo e dell'essere Donne.
:***

Re: I Sacri Riti del Sangue Femminile (Punti: 1)
da Alessandro 19 Apr 2008 - 00:28
(Info utente | Invia il messaggio) http://creviceweeds.over-blog.net)
Come il sangue sul muschio, il fuoco di Violet scorre liquido, misterioso, dolce, possente, e come il flusso dei passi di danza e dei ritmi che l’accompagnano, evoca armonie senza tempo: una consapevolezza donata esclusivamente alle Figlie della Luna…

Re: I Sacri Riti del Sangue Femminile (Punti: 1)
da Eilan 19 Apr 2008 - 08:29
(Info utente | Invia il messaggio) http://)
I tuoi articoli sono sempre perle preziose, ma questa volta hai superato te stessa. Grazie per questi meravigliosi regali!

Re: I Sacri Riti del Sangue Femminile (Punti: 1)
da hathor 20 Apr 2008 - 09:20
(Info utente | Invia il messaggio)
Cara Violet,
le tue ricerche mi paiono come laboriosi lavori di cucito, tesi a “rammendare” lo strappo, inferto da una distruttiva cultura patriarcale (ne vediamo gli effetti…) tra le donne e le loro originarie radici, ovvero la Natura e il suo Ciclo.
E’ lavoro faticoso, il tuo, ma impagabile.
Maria Teresa



  • Re: I Sacri Riti del Sangue Femminile da Rebecka 20 Apr 2008 - 14:23
    Re: I Sacri Riti del Sangue Femminile (Punti: 1)
    da fairymoon (alphazulu@interfree.it) 28 Apr 2008 - 13:43
    (Info utente | Invia il messaggio)
    uno splendido articolo, un lavoro impareggiabile, grazie!

    Re: I Sacri Riti del Sangue Femminile (Punti: 1)
    da LaZiaArtemisia 29 Apr 2008 - 21:52
    (Info utente | Invia il messaggio)

    Hanno già detto tutto i commenti precedenti, ma ci tenevo a dire anche io che questo articolo mi ha commossa, mi ha insegnato, e mi ha fatto soffermare a lungo ulla mia concezione del ciclo, seppur chiara e consapevole nell Intento di ascoltarlo e sentirlo, a volte così fumosa e pressapochista nel viverlo. Grazie Violet, per queto e per tanto altro ancora.

    la zia
    Da un pochino lontana fisicamente da queste terre, ma con l'anima sempre qui.

    Re: I Sacri Riti del Sangue Femminile (Punti: 1)
    da Violet 30 Apr 2008 - 02:06
    (Info utente | Invia il messaggio) http://www.tempiodellaninfa.net)
    Come posso non ringraziarvi per tutte queste splendide parole...? Sapere che il mio lavoro (e i pezzi che ho accuratamente scelto e che hanno commosso profondamente anche me) ha creato queste sensazioni bellissime mi fa gioire... :)
    Soprattutto grazie a Rebecka che con il suo commento mi ha letteralmente illuminata... grazie davvero... :-*

    Re: I Sacri Riti del Sangue Femminile (Punti: 1)
    da Acqua 08 Mag 2008 - 22:15
    (Info utente | Invia il messaggio)
    Hanno già detto tutto le altre... mi sono commossa anche io. C'è qualcosa che risuona in noi quando qualcuna canta la prima nota, ed è questo suono che fa commuovere. La stessa energia, uguale e diversa, molteplice, latente o manifesta.. lo stesso suono... Grazie per le tue parole e per il tuo canto...
    E grazie a tutte le altre che hanno risposto.. :-**

    Re: I Sacri Riti del Sangue Femminile (Punti: 1)
    da neferbastet 24 Lug 2008 - 15:28
    (Info utente | Invia il messaggio)
    Grazie per questo articolo. Spesso guardo al mio ciclo come ad un peso. Adesso so che posso "vederlo" con altri occhi.

    Re: I Sacri Riti del Sangue Femminile (Punti: 1)
    da Zahra 20 Ott 2008 - 18:31
    (Info utente | Invia il messaggio)
    Volevo solo dire che le parole che sono state scritte da te Violet, sono davvero bellissime. Così come volevo complimentarmi con coloro che hanno dato risposta al tuo post con parole che paiono poesie più che un mero assemblamento, qualcosa di più profondo e che penso pochi, riescono a percepire..

    Complimenti vivissime a tutte

    Re: I Sacri Riti del Sangue Femminile (Punti: 1)
    da Sorcha 12 Mar 2009 - 23:22
    (Info utente | Invia il messaggio)
    è davvero commovente....è bello avere la conoscenza di questi riti, sia pure in parte, fa parte di noi Donne!

    Re: I Sacri Riti del Sangue Femminile (Punti: 1)
    da Danae 28 Gen 2010 - 15:25
    (Info utente | Invia il messaggio)
    Ho desiderato leggerlo più di una volta prima di rispondere..
    Non solo la leggenda è canto, ma tutto il racconto in sè. Scoprire passo passo ogni sua meraviglia è un incanto ebbro d'amore e di conoscenza.
    Mi sento vicinissima a quelle Antiche Donne.. e... cosa darei per vivere in prima persona quei rituali *.*
    Grazie per questa magia.. :**

    Re: I sacri riti del Sangue Femminile (Punti: 1)
    da CreaturaLunare 27 Nov 2011 - 17:42
    (Info utente | Invia il messaggio)
    Wow sono senza parole, letto tutto di un fiato.
    Sei veramente bravissima, quest'articolo mi ha fatto emozionare, la tua ricerca è andata a toccare radici assai profonde che vanno proprio a toccare la nostra sacralità piu profonda.
    abbracci di luce



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