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Le Muse e l'origine divina della parola e del canto
di Walter Friedrich Otto

 

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Il Tempio della Ninfa

I sacri riti del Sangue Femminile
Venerdì, 18 Aprile 2008 - 23:52 - 22354 Letture
Rituali Ci fu un tempo in cui tutte le donne seguivano gli insegnamenti della Grande Madre, udivano il suo canto nel vento, nel mormorare delle foglie, nel silenzio della notte, e colme della sua consapevolezza ne rispecchiavano i bei lineamenti.
Depositarie della conoscenza divina appresa sin dai primi anni di vita per trasmissione orale, esse condividevano con amore e indicibile dolcezza ogni passaggio della loro vita, ogni momento di morte nella vita e di vita nella morte. Le loro fasi muliebri erano celebrate con riti sacri, con feste e manifestazioni gioiose, e probabilmente comprendevano pratiche segrete e lunghe meditazioni che ispiravano la tenera comunione con la Dea, fonte inesauribile di emozioni e sensazioni tanto belle e amorevoli da non poter essere descritte con semplici parole.



In quel tempo le Donne-Luna, ovvero le donne che per la loro perfetta armonia lunare-femminile potevano essere considerate emanazioni viventi della bella Luna, onoravano i propri cicli di sangue come momenti di pura magia, di segreta intimità, di scoperta delle segrete sostanze di vita.
Il sangue che, caldo, scivolava tra le loro gambe era per loro un dono prezioso che richiedeva attenzioni premurose, periodi di tacita contemplazione ed introspezione profonda: non mentale e governata dalla ragione, ma istintiva e legata alle naturali percezioni del corpo.
Attraverso il ciclo, esse accedevano misteriosamente a stati di coscienza diversi da quelli consueti, grazie ai quali profetizzavano, si accostavano all’inconoscibile, ricevevano sogni e visioni sottili che, spesso, le portavano a prendere decisioni importanti per tutta la tribù, nonché a guidarla con equilibrio e saggezza. Si potrebbe pensare che proprio in questi momenti sacri, e grazie a queste visioni, le donne percepivano e raccoglievano immagini simboliche che poi tramutavano in storie e fiabe, in nuovi canti, miti e riti sacri. In altre parole, comprendevano nuovi frammenti del sapere divino e nuovi modi per trasmetterlo alle proprie sorelle e fratelli.
Il sangue, infatti, era ritenuto foriero di conoscenza, e i sogni che avvenivano durante il suo benefico flusso aprivano gli occhi delle dormienti sulla fonte stessa della sapienza ancestrale. Il denso fluido rosso era inoltre visto come la primigenia sostanza da cui aveva origine ogni più semplice forma di vita, poiché vi risiedeva la misteriosa magia di creazione, la primitiva argilla che formava e plasmava il bimbo nella pancia della mamma e che gli donava la preziosa anima imperitura.
Come un purpureo fiore dall’acre profumo, il sacro flusso poteva, infatti, trasformarsi in frutto, ma poteva anche sfiorire semplicemente, perdendo i suoi delicati petali come liquide gocce vermiglie.

L’interna fioritura e deperimento del ciclo femminile, che rendeva le donne ricettacolo di fertilità e sterilità, di vita e morte regolarmente alternate, rispecchiava il succedersi costante dei tempi della Natura, delle stagioni e, soprattutto, delle età della Luna.
Dolce sorgente femminile d’acqua e di sangue, la Regina del cielo è, sin dall’inizio del tempo, la Guardiana del sacro ritmo terrestre che genera il perpetuo mutamento; governa e scandisce, in un divino connubio di luce e ombra, il profondo contrarsi del sotterraneo utero primitivo, insegnando a seminare e a raccogliere, a tagliare e lasciar crescere, a creare, in un divampare ardente di vita, e a covare l’ispirazione nel tiepido ventre oscuro.
Da questo ritmo divino, dall’adombrarsi e schiarirsi della Luna, dal loro sangue mestruale, le antiche donne apprendevano la natura del Ciclo perpetuo, del Tempo e della Misura. In armonia con essi danzavano splendidamente e le loro movenze riflettevano l’armonia stessa delle acque nascoste, delle maree e, più di tutto, della loro amata Luna, che da sempre vegliava su di loro e splendeva nei loro occhi. Luna che è Donna, così come la Donna è un suo sublime raggio d’avorio, disceso e fiorito sulla Terra.
Vivendo e conoscendo la Grande Madre come generatrice del divenire e conservatrice del suo stesso nucleo di luce perenne, esse comprendevano la loro similitudine con Lei e capivano che tutto ciò che avevano bisogno di conoscere era già presente in loro stesse sin dalla nascita. Così si osservavano e si scoprivano lentamente, sostavano in silenzio sul limitare dei ruscelli, sotto l’ombra degli alberi ricoperti di muschio, accanto al fuoco delle loro abitazioni… si osservavano, si ascoltavano… e Sapevano.

I loro antichi e splendidi riti riposano in un tempo passato. Forse qualche anziana dallo spirito antico, che nonostante il lento degenerarsi dell’umanità esiste ancora, ne conserva il ricordo e lo preserva segretamente, ma di fatto poco di conosciuto è rimasto qui, per noi che cerchiamo.
Eppure quel poco che è sopravvissuto, proveniente soprattutto dalle tradizioni dei Nativi Americani, è tuttora ricco di magia ed amore tanto grandi da far salire agli occhi qualche lacrima solitaria, memore di una qualche strana nostalgia che qualcuno prova ancora in fondo al proprio cuore.
Uno dei riti che abbiamo la fortuna di conoscere, probabilmente di origine molto antica, è quello che la tribù dei Kuna dell’istmo di Panama celebra per le fanciulle che versano il loro sangue per la prima volta.
Come in moltissime altre culture il rito è compiuto ed assistito dalle anziane, ovvero da coloro che hanno vissuto tutte le fasi della vita femminile e che pertanto possiedono la più alta saggezza.
Queste, fanno sdraiare sul nudo suolo la giovane donna e, sedendo in cerchio intorno a lei iniziano a fumare, e mentre fumano le lanciano addosso della terra per ricoprire il suo corpo, intonando i canti sacri e invocando Mu Olokukurtilisop, la Dea “Madre Farfalla Blu Gigante”, protettrice delle donne Kuna e generatrice del Sole, della Luna, delle Stelle, degli animali e di tutta la lussureggiante vegetazione.
Dopo essere stata “sotterrata”, la ragazza si scuote via dal corpo il terriccio e le anziane le cospargono il viso col succo purpureo di una pianta chiamata saptur. Questa pianta cresce poco distante dal luogo del rito, in una grotta rivolta verso il profondo oceano in cui sono seppelliti i morti della tribù. La sua linfa rossa si crede che sia il sangue mestruale di Mu.
Dipinta di rosso, la giovane è ora pronta per entrare nella sacra capanna di Inna, dove viene celebrato il rito d’iniziazione e le vengono tagliati i lunghissimi capelli. Come cadono a terra i capelli, ciocca dopo ciocca, così la fanciulla lascia cadere la propria infanzia – della quale si è definitivamente spogliata – e la sacrifica a Inna, accedendo ad una nuova fase della sua vita e divenendo donna.
Un albero di saptur viene quindi tagliato per lei, come amorevole dono di Mu, e dal suo taglio le viene predetto il futuro. Infine, le viene dato il suo vero nome, un nome magico e segreto che non andrà mai rivelato a nessuno e che la accompagnerà per tutto il corso della sua vita. (1)

In questo bellissimo rituale sono presenti molti temi simbolici che richiamano la morte e il passaggio a nuova vita. L’albero dal succo di porpora cresce in mezzo ai morti, eppure rappresenta il sangue di Mu, il sangue della vita, della fertilità, della bimba che da vergine diventa donna in grado di procreare; l’essere ricoperte di terra evoca la sepoltura che si dà ai defunti e segna la fine, il sotterramento di un vecchio modo di essere da cui la fanciulla si libera, poiché il passaggio deve essere accettato, così come ciò che ne consegue. Anche il taglio di capelli rappresenta la morte di una parte dell’essere e l’accesso ad una nuova condizione interiore ed esteriore.
L’usanza di tagliare i capelli in occasione dei riti di passaggio era piuttosto comune in molte parti del mondo e indicava la transizione da uno stato all’altro, il mutamento e la trasformazione che portavano l’iniziato ad abbandonare la sua vecchia identità. Completamente rasato, inoltre, il capo assomigliava sia ad un teschio che alla testa di un neonato e questa immagine rafforzava ancora di più la connessione con la morte e la rinascita, incoraggiandole entrambe.
Attraverso il menarca la fanciulla viveva un vero e proprio viaggio nell’oltretomba, per uscirne completamente rinnovata e per rendersi sacra agli occhi delle sue sorelle e della divina Mu.

Un rituale simile a questo celebrato dai Kuna di Panama, è quello che appartiene alla cultura degli aborigeni australiani, e che viene ripetuto per ogni fanciulla che diventa donna.
La giovane viene accompagnata lontano dal villaggio da una delle anziane, che da quel momento e per i due mesi successivi si prenderà cura di lei, nel corpo e nello spirito. La vecchia costruisce una capanna con le sue mani e al centro scava una buca profonda, adatta ad ospitare un grande fuoco. Quando il fuoco sacro viene acceso, l’anziana spinge i suoi fumi verso l’intimità della fanciulla, che li accoglie in sé, ed alla luce tremolante delle fiamme le trasmette le conoscenze e le tradizioni femminili, i segreti del corpo della donna, i canti e le storie senza tempo.
Trascorsi i due mesi le due donne, l’iniziatrice e l’iniziata, tornano al villaggio, ma solo per il tempo necessario a mostrare che la bambina si è fatta donna, e a farle conoscere il suo promesso sposo.
La parte successiva del rito è quindi volta alla lenta e graduale conoscenza fra i due giovani. Viene costruita un’altra capanna, questa volta vicina al villaggio, e la fanciulla vi trascorre ancora un mese, durante il quale il ragazzo può vederla solo da lontano. Al termine del mese un grande fuoco viene acceso per due notti consecutive, e se nella prima notte la donna e l’uomo dormono separati, con il fuoco fra loro a dividerli, nella seconda possono dormire insieme e, se lo desiderano entrambi, unirsi in amore.
Terminato il grande rituale del primo ciclo verrà poi celebrato un rito più semplice per tutti i cicli successivi. La donna si isola dal gruppo e si raccoglie in se stessa, forse per percepire dentro di sé la magia che la riempie durante quei giorni e per conoscere sempre di più il dono che la Natura le ha fatto. L’anziana la accudisce sempre, aiutandola se prova dolore o se ha difficoltà di qualsiasi genere, poi raccoglie il sangue e lo cosparge sul suo corpo, come segno della sua grande sacralità.
In tutto il periodo delle mestruazioni la giovane è estremamente potente, per questo è tabù e non può essere avvicinata o toccata dall’uomo. (2)

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I sacri riti del Sangue Femminile | Login/crea un profilo | 15 Commenti
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Re: I Sacri Riti del Sangue Femminile (Punti: 1)
da fabiola (favola61@libero.it) 19 Apr 2008 - 00:19
(Info utente | Invia il messaggio) http://.....)
Cara Violet vorrei avere il tuo dono pre poter esprimere quello che ho provato nel leggere il tuo articolo. Ti ringrazio come donna ed ho un unico rimpianto vivere in una societa che sacrifica e mortifica la donna ed il suo sangue su di un altare sporco di sangue innocente.

Re: I Sacri Riti del Sangue Femminile (Punti: 1)
da Elke 19 Apr 2008 - 00:20
(Info utente | Invia il messaggio)
Mi sono commossa nel leggere queste splendide parole...gli antichi riti sono magnifici e parlano al ventre. La delicatezza e il fuoco interiore che hai messo in questo scritto brilla tantissimo,ed è lo stesso che ha ispirato il canto di Tem Eyos Ki...immagini bellissime,parole sublimi,che dire se non grazie,come sempre? Auguro a tutte voi,donne magiche,di riuscire a cogliere i doni del ciclo e dell'essere Donne.
:***

Re: I Sacri Riti del Sangue Femminile (Punti: 1)
da Alessandro 19 Apr 2008 - 00:28
(Info utente | Invia il messaggio) http://creviceweeds.over-blog.net)
Come il sangue sul muschio, il fuoco di Violet scorre liquido, misterioso, dolce, possente, e come il flusso dei passi di danza e dei ritmi che l’accompagnano, evoca armonie senza tempo: una consapevolezza donata esclusivamente alle Figlie della Luna…

Re: I Sacri Riti del Sangue Femminile (Punti: 1)
da Eilan 19 Apr 2008 - 08:29
(Info utente | Invia il messaggio) http://)
I tuoi articoli sono sempre perle preziose, ma questa volta hai superato te stessa. Grazie per questi meravigliosi regali!

Re: I Sacri Riti del Sangue Femminile (Punti: 1)
da hathor 20 Apr 2008 - 09:20
(Info utente | Invia il messaggio)
Cara Violet,
le tue ricerche mi paiono come laboriosi lavori di cucito, tesi a “rammendare” lo strappo, inferto da una distruttiva cultura patriarcale (ne vediamo gli effetti…) tra le donne e le loro originarie radici, ovvero la Natura e il suo Ciclo.
E’ lavoro faticoso, il tuo, ma impagabile.
Maria Teresa



  • Re: I Sacri Riti del Sangue Femminile da Rebecka 20 Apr 2008 - 14:23
    Re: I Sacri Riti del Sangue Femminile (Punti: 1)
    da fairymoon (alphazulu@interfree.it) 28 Apr 2008 - 13:43
    (Info utente | Invia il messaggio)
    uno splendido articolo, un lavoro impareggiabile, grazie!

    Re: I Sacri Riti del Sangue Femminile (Punti: 1)
    da LaZiaArtemisia 29 Apr 2008 - 21:52
    (Info utente | Invia il messaggio)

    Hanno già detto tutto i commenti precedenti, ma ci tenevo a dire anche io che questo articolo mi ha commossa, mi ha insegnato, e mi ha fatto soffermare a lungo ulla mia concezione del ciclo, seppur chiara e consapevole nell Intento di ascoltarlo e sentirlo, a volte così fumosa e pressapochista nel viverlo. Grazie Violet, per queto e per tanto altro ancora.

    la zia
    Da un pochino lontana fisicamente da queste terre, ma con l'anima sempre qui.

    Re: I Sacri Riti del Sangue Femminile (Punti: 1)
    da Violet 30 Apr 2008 - 02:06
    (Info utente | Invia il messaggio) http://www.tempiodellaninfa.net)
    Come posso non ringraziarvi per tutte queste splendide parole...? Sapere che il mio lavoro (e i pezzi che ho accuratamente scelto e che hanno commosso profondamente anche me) ha creato queste sensazioni bellissime mi fa gioire... :)
    Soprattutto grazie a Rebecka che con il suo commento mi ha letteralmente illuminata... grazie davvero... :-*

    Re: I Sacri Riti del Sangue Femminile (Punti: 1)
    da Acqua 08 Mag 2008 - 22:15
    (Info utente | Invia il messaggio)
    Hanno già detto tutto le altre... mi sono commossa anche io. C'è qualcosa che risuona in noi quando qualcuna canta la prima nota, ed è questo suono che fa commuovere. La stessa energia, uguale e diversa, molteplice, latente o manifesta.. lo stesso suono... Grazie per le tue parole e per il tuo canto...
    E grazie a tutte le altre che hanno risposto.. :-**

    Re: I Sacri Riti del Sangue Femminile (Punti: 1)
    da neferbastet 24 Lug 2008 - 15:28
    (Info utente | Invia il messaggio)
    Grazie per questo articolo. Spesso guardo al mio ciclo come ad un peso. Adesso so che posso "vederlo" con altri occhi.

    Re: I Sacri Riti del Sangue Femminile (Punti: 1)
    da Zahra 20 Ott 2008 - 18:31
    (Info utente | Invia il messaggio)
    Volevo solo dire che le parole che sono state scritte da te Violet, sono davvero bellissime. Così come volevo complimentarmi con coloro che hanno dato risposta al tuo post con parole che paiono poesie più che un mero assemblamento, qualcosa di più profondo e che penso pochi, riescono a percepire..

    Complimenti vivissime a tutte

    Re: I Sacri Riti del Sangue Femminile (Punti: 1)
    da Sorcha 12 Mar 2009 - 23:22
    (Info utente | Invia il messaggio)
    è davvero commovente....è bello avere la conoscenza di questi riti, sia pure in parte, fa parte di noi Donne!

    Re: I Sacri Riti del Sangue Femminile (Punti: 1)
    da Danae 28 Gen 2010 - 15:25
    (Info utente | Invia il messaggio)
    Ho desiderato leggerlo più di una volta prima di rispondere..
    Non solo la leggenda è canto, ma tutto il racconto in sè. Scoprire passo passo ogni sua meraviglia è un incanto ebbro d'amore e di conoscenza.
    Mi sento vicinissima a quelle Antiche Donne.. e... cosa darei per vivere in prima persona quei rituali *.*
    Grazie per questa magia.. :**

    Re: I sacri riti del Sangue Femminile (Punti: 1)
    da CreaturaLunare 27 Nov 2011 - 17:42
    (Info utente | Invia il messaggio)
    Wow sono senza parole, letto tutto di un fiato.
    Sei veramente bravissima, quest'articolo mi ha fatto emozionare, la tua ricerca è andata a toccare radici assai profonde che vanno proprio a toccare la nostra sacralità piu profonda.
    abbracci di luce



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