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L'antico Cristianesimo Celtico: S. Brigida di Kildare e la Sacra Fiamma
Mercoledì, 10 Ottobre 2007 - 03:08 - 16027 Letture
Celti Fermatevi agli incroci delle strade e osservate,
informatevi riguardo ai sentieri del passato
dove sia la strada buona e prendetela,
così troverete la pace per le vostre anime

Citazione dell’ordine della Sorellanza di Brigid d’Irlanda

I primi passi che il Cristianesimo posò sulle verdi terre celtiche furono leggeri e silenziosi. I monaci cristiani giunsero dal sud dell’Irlanda e della Gran Bretagna intorno al IV secolo d.C. e si insediarono poco alla volta, creando piccoli centri religiosi e vivendo da eremiti.

Votati alla povertà e all’ascetismo, essi lavoravano molto, curavano i malati, studiavano e scrivevano; la loro missione era quella di evangelizzare più paesi possibili e con questo intento viaggiavano di luogo in luogo, predicando il loro credo e portando la loro fede.
Il Cristianesimo che rappresentavano, e cercavano di diffondere, conteneva un messaggio di pace e misericordia che inizialmente non incontrò particolari resistenze tra le genti locali. Molti druidi trovarono in esso una nuova visione, una nuova espressione religiosa che giungeva con il Tempo del Cambiamento, e ritennero giusto accettarla, intuendo forse che solo tramite essa avrebbero potuto continuare a trasmettere le antiche saggezze. Indossarono abiti scuri, si rasarono il capo e divennero sacerdoti, abbracciando il nuovo culto senza opporvisi, ma invece di soppiantare tutta la loro immensa conoscenza essi la mantennero viva, riversandola nella religione appena nata, che ne diventava una segreta ed inconsapevole portavoce, e creando, così, una perfetta sintesi tra il passato, con tutta la sua sapienza millenaria, e l’incognito presente.
Innumerevoli leggende e racconti sapienziali, sino ad allora tramandati solo oralmente e custoditi nella memoria dei bardi, incontrarono per la prima volta le penne dei monaci, che intingendoli nello spirito cristiano, ma senza privarli delle native simbologie pagane, li trascrissero accuratamente.
Assecondando il corso del tempo e trasformandosi con esso, le conoscenze passate mutarono di poco le loro sembianze, così da poter continuare a sopravvivere, e una particolare forma di culto emerse dall’unione di queste due realtà spirituali distanti eppure inaspettatamente conciliabili: esso prese il nome di Cristianesimo celtico, per la sua profonda differenza rispetto a quello romano.

In questo spirito di mutamento, anche le arcaiche Divinità, femminili e maschili, subirono una radicale trasformazione e mentre la maggior parte di esse venne relegata nel Sidhe, il mondo sottile delle creature magiche, alcune altre, che sicuramente erano le più importanti e quindi le più difficili da sminuire ed allontanare dalle immortali tradizioni, furono cristianizzate e accolte nelle vesti di santi. In questo modo esse erano ancora riconosciute dalle genti pagane, che potevano continuare a celebrarle e ad amarle come avevano sempre fatto, ed erano comprese da quelle cristiane, che scoprivano in esse un’essenza naturale, luminosa, primitiva ed affascinante.
Fu questo il destino della splendida Brigid, la cui lucentezza era tale da non poter essere spenta da alcun mortale. Ella depose le sue nivee vesti di Triplice Dea e indossò quelle umili di Donna, votata al cristianesimo e da esso santificata.
Stendendo il suo manto sulle sue dolci ed isolate terre d’Irlanda, all’insaputa della Chiesa romana e della sua prepotenza, Santa Brigida si fece segreta portatrice della comunione tra paganesimo e cristianesimo.
In Lei vivevano entrambi, armoniosamente congiunti come parti di un unico disegno.



Ciò che ci è stato tramandato della vita di santa Brigida di Kildare appare a volte confuso, ed è avvolto dal mistero del mito e della leggenda.
La sua data di nascita viene fatta risalire al 453 d.C. circa, e si dice che ella, figlia di un nobile capo irlandese e di una sua schiava, fu allevata presso un druido, e nutrita, sin da neonata, con il latte di una mucca bianca dalle orecchie rosse - i colori degli animali che appartengono all’Altromondo e che da esso provengono.
Giovanissima, Brigida trascorreva le sue giornate mungendo le mucche e preparando i latticini, che non faceva mai mancare ai poveri e agli affamati che le chiedevano soccorso. Ritrovandosi poi nella fede cristiana ella si fece battezzare (secondo alcune versioni della sua storia, addirittura da San Patrizio) e, raggiunta l’età da marito, rifiutò qualsiasi pretendente, per quanto piacente e nobile fosse, per votarsi alla vita religiosa.
Insieme ad altre sette compagne, si racconta che Brigida volle prendere i voti da San Maccaille, che a quell’epoca era vescovo, ma questi inizialmente si mostrò indeciso, perché le fanciulle erano davvero molto giovani ed egli dubitava della loro convinzione.
Tuttavia cambiò presto idea, convinto dai suoi fedeli che avevano assistito ad un prodigio: mentre Brigida era inginocchiata a pregare, una fiamma luminosa era delicatamente scesa dal tetto della chiesa e si era posata sul suo capo.
Così San Maccaille aprì le sue braccia alle giovani ed esse ricevettero il velo, insieme al permesso di fondare nuove comunità che riflettessero il loro ordine religioso.

Durante la sua vita, Brigida inviò molte delle sue amate sorelle in diverse parti di tutta l’Irlanda per far nascere nuove comunità che mantenessero accese le antiche tradizioni, assimilandole a quelle recenti. Nel 480 d. C., giunta nei pressi di una quercia millenaria, ella percepì lo spirito del luogo e lo scelse per farvi fiorire il suo più grande centro di culto, la splendida abbazia di Kildare (da “cill dara”, ovvero “chiesa della quercia).
In questo sacro luogo, che rappresentava la prima comunità cristiana femminile, le donne erano autonome e padrone di loro stesse, libere di manifestare la propria vocazione, il proprio amore per la Divinità, qualunque forma volessero darle. Ed Essa viveva dentro di loro e intorno a loro, nella verde radura che le ospitava, nel magico bosco circostante, nella Sacra Quercia che le proteggeva e nel divino fuoco, che esse mantenevano acceso e vegliavano perennemente, come avevano sempre fatto, sin dall’alba dei tempi.
Come ci narra Giraldus Cambrensis, che visitò e vide con i suoi occhi la florida abbazia, le suore vigilavano sul fuoco a cicli di venti giorni, ognuna nella sua notte. Brigida stessa se ne occupava la ventesima notte e questa tradizione venne mantenuta anche dopo la sua morte, che avvenne nel 523 d. C. circa. Le suore rimasero sempre diciannove, e nella ventesima notte esse ponevano i ceppi nel fuoco e si rivolgevano alla santa, dicendo “Brigid, custodisci il tuo fuoco, questa è la tua notte”. E il fuoco mai venne trovato estinto, così come la cenere mai si accumulò e mai vi fu bisogno di ripulirla.
Si può pensare che la notte della veglia della Fiamma Sacra fosse per le suore un momento di profonda consapevolezza e avvolgente magia. Nella loro silenziosa solitudine, esse si spogliavano simbolicamente delle vesti, deponevano tutte le impercettibili maschere, e il loro cuore, la loro mente e i loro occhi divenivano limpidi come la pura acqua sorgente. Nulla poteva distrarle dalla comunione con la fiamma divina, perché anche solo la sua vicinanza era sublime benedizione, tiepido incanto, indescrivibile bellezza, e rendeva sacro ogni minuto passato in sua presenza, ogni respiro odoroso di fumo e dolci resine.
Alimentare il fuoco esteriore poteva significare nutrire anche quello interiore, e la vicinanza ad un focolare magico poteva portare una Conoscenza che le parole e l’apprendimento consueto non potevano certamente donare. Una Conoscenza che faceva percepire l’armonia dell’Anima e il suo essere piccola parte della Madre primigenia, come una sua amorevole figlia.
Solo le donne potevano vegliare sul fuoco, solo a loro era permesso superare il cerchio di vimini che lo circondava, per nutrirlo di legna, probabilmente di quercia, e per soffiare delicatamente su di esso con i mantici.
I pochi uomini che avevano tentato di avvicinarvisi non erano sfuggiti alla maledizione divina.
Si racconta, infatti, che un uomo che aveva superato il confine divenne improvvisamente folle e fuggì in preda al delirio, mentre un altro, che aveva posto una gamba al di là del cerchio sacro per passare oltre, la perse e rimase zoppo per il resto della sua miserabile vita.

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Re: L'antico Cristianesimo Celtico: S. Brigida di Kildare e la Sacra Fiamma (Punti: 1)
da Selendir (-) 10 Ott 2007 - 08:42
(Info utente | Invia il messaggio) http://)
Brava Violettina.
L'argomento è di per sè interessante ma il tuo modo di scrivere lo rende assolutamente affascinante. Quanto ho ancora da conoscere ed imparare! Ma grazie a voi Ninfe, ongi giorno conosco qualcosa in più, qualcosa che mi porta un passo più vicina a lei e alla vera me stessa.

Re: L'antico Cristianesimo Celtico: S. Brigida di Kildare e la Sacra Fiamma (Punti: 1)
da fairymoon (alphazulu@interfree.it) 10 Ott 2007 - 08:52
(Info utente | Invia il messaggio)
Un lavoro splendido, Violet. Proprio in questi giorni avevo trovato in rete notizie di queste origini cristiane capaci di conservare e far splendere le proprie radici... e volevo leggerne di più, saperne di più e sono stata accontentata! :D Brigid è stata la prima figura nelal quale mi sono imbattuta cercando la Madre nella sua versione Triplice, mi è molto cara, assieme a Keridwen.
Grazie, un lavoro egregio colmo di notizie e di affeto per la Dea, una sintesi ottima di sapere e di amore che conduce con sapiente fermezza nelle vie dello spirito.

Re: L'antico Cristianesimo Celtico: S. Brigida di Kildare e la Sacra Fiamma (Punti: 1)
da Artemide- 10 Ott 2007 - 18:32
(Info utente | Invia il messaggio)
Bello! l'ho letto tutto di un fiato...sei proprio brava...l'introduzione è quasi emozionante!

Re: L'antico Cristianesimo Celtico: S. Brigida di Kildare e la Sacra Fiamma (Punti: 1)
da ValerieLeFay 11 Ott 2007 - 14:20
(Info utente | Invia il messaggio) http://gelidaluce.splinder.com)
Molto bello stellina!
L'argomento è interessantissimo ed è scritto con la tua solita passione.
Le foto poi sono stupende! La statua di Brigida con la fiamma... un sogno!

Re: L'antico Cristianesimo Celtico: S. Brigida di Kildare e la Sacra Fiamma (Punti: 1)
da Acqua (waterdepth@yahoo.it) 31 Ott 2007 - 15:15
(Info utente | Invia il messaggio)
Che bello Violetta! Anche io l'ho letto tutto d'un fiato.. Brava come sempre. :-x

Re: L'antico Cristianesimo Celtico: S. Brigida di Kildare e la Sacra Fiamma (Punti: 1)
da Elke (seleniae@hotmail.com) 02 Nov 2007 - 14:25
(Info utente | Invia il messaggio)
Brava come sempre Violet!Grazie per le preziose infromazioni e complimenti,scrivi facendo trasparire grandi emozioni!
:***

Re: L'antico Cristianesimo Celtico: S. Brigida di Kildare e la Sacra Fiamma (Punti: 1)
da niviene 05 Nov 2007 - 13:43
(Info utente | Invia il messaggio)
S T U P E N D O articolo!!
:**
Nivy

Re: L'antico Cristianesimo Celtico: S. Brigida di Kildare e la Sacra Fiamma (Punti: 1)
da Violet 05 Nov 2007 - 22:03
(Info utente | Invia il messaggio) http://www.tempiodellaninfa.net)
Sono contentissima che vi sia piaciuto! Santa Brigida porta in sè qualcosa di meraviglioso... nascosta agli occhi dei cristiani, eppure sfolgorante dinnanzi ad essi, ha continuato a vivere, e tuttora le suore votate al suo ordine sono piene della sua luminosità... della sua antica Fiamma...

Re: L'antico Cristianesimo Celtico: S. Brigida di Kildare e la Sacra Fiamma (Punti: 1)
da Alessandro 29 Ott 2008 - 04:55
(Info utente | Invia il messaggio) http://creviceweeds.over-blog.net)
Sebbene lievi, i cambiamenti sono essenziali: curare lo scrivere come custodire il fuoco. Rileggendo il saggetto così modificato, ho ritrovato ciò che avevo sentito alla prima lettura: l’ardore quieto e inestinguibile della ricerca, il calore dell’esempio che rivela e permette di apprendere e di capire, la luce che illumina gli incroci e aiuta a scegliere i sentieri, il fuoco accanto al quale si ascolta e si contempla la bellezza, si studia e si creano forme, si sogna e si varca la soglia, si rammenta e ci si riscopre, ci si rinnova, in solitudine o in compagnia di chi cerca lo stesso fuoco da riaccendere, alimentare, custodire, per imparare di nuovo a vedere e per distaccarsi dal vuoto mondo del Nulla.



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