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Fra queste pagine sono raccolti consigli, ricette, riti semplici e naturali dedicati al femminile, e speciali ricerche e racconti sull'antica Via delle Donne.

 

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Il Libro del Mese




Le Streghe dell'Europa Occidentale
di Margaret A. Murray

 

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Il Tempio della Ninfa

Le Streghe dell'Europa Occidentale

di Margaret A. Murray

Avvertenza del Tempio della Ninfa:

Il libro qui proposto è una ricca raccolta di testimonianze sui culti delle streghe dell’Europa occidentale, e per quanto sia preziosissima a livello culturale necessita di un’avvertenza, importante soprattutto per non cadere nell’errore di ritenere le donne qui descritte come assolute detentrici delle antiche Vie Femminili della Grande Madre.
La chiave per leggere questo testo si trova infatti nelle sue prime pagine, ovvero nell’introduzione essenziale e illuminante nella quale Margaret Murray scrive:

La posizione del personaggio femminile nel culto non è ancora del tutto chiarita. Il professor Pearson vede in lei la Grande Madre venerata soprattutto dalle donne e ciò è molto probabile ma, a quel che sembra, la divinità femminile era già stata soppiantata da quella maschile e nei riti compariva in rare occasioni per ricevere l’omaggio dei fedeli. Generalmente la donna di natura divina è un famiglio o un’ausiliaria del dio maschio.”*

In queste poche parole si comprende senza possibilità di sbagliare che il culto qui descritto appartiene già all’epoca del predominio del patriarcato sulla Donna, e rappresenta dunque solo un ricordo lontano e indebolito della religione femminile arcaica, nella quale le Sacerdotesse si dedicavano a quelle mille Dee che ritraevano gli infiniti aspetti del volto armonico e universale della Grande Madre.
In tale religione, infatti, le Donne non avevano alcun bisogno – né istinto – di seguire le direttive di un uomo – come invece facevano le streghe descritte nel testo qui recensito – ovvero di rendergli conto di tutto ciò che svolgevano nelle loro vite, di obbedirgli e di adorarlo come fosse una divinità incarnata, perché a prescindere dal fatto che quest’uomo fosse o meno una divinità incarnata – definita nel libro “il dio delle streghe” – la Via Antica e Sacra delle Donne non era, né mai era stata nei tempi d’Armonia, una via di obbedienza a un maschio.
La Donna seguiva l’insegnamento delle Donne, riservato alle Donne e assolutamente precluso a qualsivoglia uomo. La Donna era altresì in contatto diretto con lo spirito divino della Grande Madre, o nel caso in cui stesse svolgendo il suo apprendistato per imparare ad esserlo, era guidata sempre e soltanto dalla saggezza della Sacerdotessa più elevata spiritualmente, come accadeva nelle Sorellanze sacre, in cui la guida del cerchio femminile era riservata esclusivamente alla Donna più sapiente e illuminata.
In tali Sorellanze ed ordini sacerdotali femminili, la presenza di qualsiasi uomo il più delle volte era del tutto vietata, e tantomeno erano ammesse guide maschili. Spesso l’uomo non poteva nemmeno varcare le soglie di certi templi femminili, e gravi maledizioni ricadevano su coloro che osavano violare questo tabù, com’è riportato per esempio da Giraldo Cambrense in riferimento alle violazioni da parte di uomini al tempio delle Sacerdotesse di Brigida, a Kildare.
In nessuna Sorellanza sacra era dunque anche solo concepita la presenza di un capo maschile, per quanto saggio potesse essere, e la sottomissione di un intero cerchio di Donne alla supremazia di un uomo era inammissibile per gli stessi Uomini antichi.
Tale Uomo antico, che rispettava e onorava le Leggi naturali, spesso serviva le Donne sacre, traendo gioia dal donare il suo servizio ad esse, mentre coloro che erano destinati a percorsi trascendenti seguivano le Vie Maschili e si riunivano nelle sacre Fratellanze, dedite ai Misteri dell’Uomo e delle sue divinità.
L’unico rapporto naturale e sacro, concepito fra Donna e Uomo, era quello di perfette parità ed uguaglianza.
Non solo. Qualsiasi seppur minima traccia di sottomissione ed obbedienza da parte di una donna verso un uomo avrebbe potuto avere – e sicuramente ha avuto e potrebbe avere ancora – il senso di un gravissimo sacrilegio rivolto a danno della Donna stessa, così come della sua indiscussa e totale Libertà.
Pertanto il culto delle streghe dell’Europa occidentale, così come descritto in questo testo, andrebbe interpretato come l’autrice stessa fa intuire nell’Introduzione, ovvero come un’eco debole e distorta della religione della Grande Madre, della quale probabilmente facevano ancora parte quelle rare Streghe che, anche in tempi medievali o relativamente recenti, perpetuavano la propria tradizione, in assoluto segreto, senza alcun rimando a qualsivoglia maschio.

Questo libro, come accennato all’inizio, è estremamente prezioso a livello culturale, oltre che per le tracce della religione antica che possono essere raccolte fra le sue righe, ma il culto che vi si descrive, fatto da dipendenza, guida e continui rimandi ad un uomo che istruisce le donne, accetta di farsi adorare, si pone al di sopra di esse, impone direttive e pretende obbedienza – e dunque nulla può avere a che vedere con una reale divinità maschile incarnata – se da una parte non può rispecchiare la vera religione antica, dall’altra potrebbe essere molto pericoloso se riproposto ai giorni nostri, soprattutto per quelle donne che desiderano percorrere strade simili e non hanno la forza e l’indipendenza d’animo sufficienti per sottrarsi, qualora ne venisse in contatto, con gruppi basati su questi precetti.
L’idea di seguire ciò che qui viene descritto non è sana, soprattutto per una donna che aspiri a ricongiungersi alla Grande Madre, poiché per far ciò bisogna innanzitutto che lei rispetti se stessa e che trovi la sua sacra Integrità, Libertà ed Armonia, ben al di là di qualsiasi uomo.
A questo proposito, comunque, è forse giusto precisare che una donna che veramente porti in se stessa lo spirito antico, forte e luminoso, nonché la tendenza animica alle Vie Femminili arcaiche, non potrebbe farsi ingannare da un culto simile… o se anche cadesse nell’inganno, questo avrebbe breve durata, poiché in lei presto si sveglierebbe l’istinto irrefrenabile di liberarsi dalla prigionia del maschio, che nulla può né potrà mai sapere sulle antiche Vie Femminili, e che nulla di tali Vie potrà mai insegnare ad una Donna.
Colei che fosse stata ingannata, si renderebbe infatti conto che tale culto non è ciò che dovrebbe essere, non è ciò di cui lei veramente necessita, ed che è qualcosa di molto, molto lontano dalla vera Tradizione delle Donne.

* Citazione da Le streghe dell’Europa occidentale, Margaret A. Murray, Edizioni della Terra di Mezzo, Milano, 2012

***

Recensione della casa editrice:

"Non sarò mai diversa da quella che sono. Provo troppa gioia nella mia condizione."

Margaret Murray, in questo saggio pionieristico che venne pubblicato nel 1921, e che qui si ripropone, sostenne per la prima volta la tesi secondo cui la stregoneria risalirebbe all’epoca precristiana. La studiosa propose di chiamare il culto delle streghe come “culto di Diana”, in riferimento alla divinità lunare romana, Signora delle selve e delle fiere, protettrice delle donne, vergine e cacciatrice.
In altri termini le cosiddette streghe rappresenterebbero un retaggio di una “religione” ancestrale connotata da matrice femminile-lunare e diffusa presso i popoli dell’Europa Occidentale in una fase storica pre-agricola, dunque persino antecedente allo sviluppo dell’agricoltura quale sistema preminente per l’approvvigionamento del cibo.
Con l’affermarsi del monoteismo cristiano in epoca storica, tale retaggio venne diffamato e perseguitato.
L’Opera si caratterizza principalmente come una raccolta di testimonianze: l’Autrice scelse di trattare le deposizioni delle accusate di stregoneria come dati etnografici, per mezzo di un approccio antropologico privo di pregiudizi, senza tralasciare dettagli apparentemente impressionanti o illogici.
Riportando, con estremo rigore e dovizia di dettagli, tali testimonianze dirette sino ad allora inedite, Margaret Murray mostrò come i culti delle streghe fossero connessi alla natura, alla fertilità e disponessero di attributi profondamente gioiosi: aspetto, quest’ultimo, in genere frainteso e travisato dagli inquisitori e dall’opinione comune.
Un libro in grado di svelare, tra le righe, ciò che è stato realmente e ciò che è stato negato.

***

Margaret Alice Murray (Calcutta, 1863 – Londra, 1963) fu egittologa, ar¬cheologa, antropologa. Egittologa di importanza internazionale, partecipò a diversi scavi archeologici in Egitto e in Palestina. Nel 1924 venne nominata professore assistente alla cattedra di Egittologia presso lo University College di Londra, carica che mantenne sino al 1935. Nell’ambito delle inda¬gini antropologiche fu determinante l’influenza di James Frazer, il celebre antropologo che con Il Ramo d’oro (1915) gettò le basi dei successivi studi di mitologia e religioni comparate. La fama di Margaret Murray è dovuta principalmente alle ricerche sulla stregoneria europea, culminanti con due opere di primissimo piano: The Witch Cult in Western Europe (Le streghe nell’Europa occidentale, 1921) e il successivo The God of the Witches (Il Dio delle streghe, 1933). Tra il 1953 e il 1955 divenne Presidente della Folklore Society di Londra. Morì pochi mesi dopo il suo centesimo compleanno, lasciando molteplici scritti che costituiscono, tuttora, un contributo imprescindibile per un’indagine autentica sulla stregoneria.


Aggiungi:  Lunedì, 08 Ottobre 2012
Autore:  Violet
Punti:
Link relativo:  Le Streghe dell'Europa Occidentale
Voti: 2449
Language: ita

  

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