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Fra queste pagine sono raccolti consigli, ricette, riti semplici e naturali dedicati al femminile, e speciali ricerche e racconti sulla via delle donne.

 

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Saffo, la fonte d'Amore
Sabato, 14 Marzo 2009 - 01:27 - 11082 Letture
Archetipi Soavi danzano fanciulle,
intonando cori fioriti. Dika è in mezzo a loro,
ed Arignota, e Gongila bella,
v’è Cleis con la mitra scarlatta.
I loro passi sono legati
dalle morbide braccia intrecciate.

Soavi le voci sui freschi prati di Lesbo;
di serti di rose, di cipero e di aneto,
ai capelli è amabile ornamento.
Coronata di viole, Saffo,
dolcemente sorride fra le Fanciulle,
illustre poetessa, Donna pienamente.


Soave guida il tìaso, il girotondo delle figlie,
sorelle ed amanti dilette;
ella guida i loro passi sulle strade nascoste
di Eros e delle dive di Pieria.
Vieni Alma Dea,
come già per Lei facesti,
e narra della tua Cantrice.
(1)

La Decima Musa, la più illustre fra le poetesse, Saffo la bella, da innumerevoli secoli sussurra antiche armonie, avvolte da sottili sfumature e tocchi di intatta Natura. Alcune informazioni riguardo alla sua vita e alla sua attività ci sono state trasmesse, ma molto è andato perduto riguardo al suo ruolo. Ella, infatti, dirigeva il tìaso, ma cosa in realtà si apprendeva a Mitilene?
Molte sono le teorie, eppure probabilmente non lo sapremo mai con certezza. Tuttavia, leggendo i versi leggeri di questa poetessa, ho immaginato, quasi sognato, che il suo gruppo di fanciulle, apprendesse qualcosa di più profondo di una educazione per giovani aristocratiche…



Vita

Saffo nacque ad Ereso, nell’isola di Lesbo, da Cleis e Scamandronimo intorno all’anno 640 a.C.
Ebbe tre fratelli Larico, Erigio e Carasso. Seguì la famiglia in esilio in Sicilia, ma poté in seguito tornare in patria, a Mitilene, dove fondò il tìaso. Tale gruppo era destinato, secondo le ipotesi più accreditate, ad istruire le fanciulle di agiata condizione riguardo alle arti, alle buone maniere e al ruolo femminile che le donne greche erano costrette e interpretare.
Alcune fonti riportano il matrimonio di Saffo con un certo Cercila di Andro, ma probabilmente questa è una notizia fittizia inventata da commediografi successivi, in quanto Cercila viene da kerkos “pene”, e andros significa “uomo”. Tuttavia, il fatto che Saffo abbia sposato “pene da uomo”, potrebbe simboleggiare che essa, semplicemente si unì ad una parte maschile, sotto forma di Amante in carne ed ossa, del quale non era importante il nome ma il ruolo, oppure sotto forma di Amante interiore, che bilanciasse la sua dolce natura femminile. Ebbe anche una figlia, che chiamò come sua madre, Cleis.
Da un frammento si evince che la poetessa visse fino ad un’età avanzata, poiché dice di non poter più partecipare alle danze e che i suoi capelli sono diventati bianchi. Negli anni della vecchiaia, si innesta la leggenda del suo amore infelice per il giovane Faone “il luminoso”. Egli era un vecchio barcaiolo ormai prossimo alla morte che un giorno aveva traghettato Afrodite – celata sotto le spoglie di una donna anziana – senza chiederle alcun compenso. La sua generosità era stata premiata con un magico unguento da applicare su tutto il corpo che, in breve, lo rese di nuovo giovane e bellissimo.
Costui avrebbe inizialmente ricambiato l’amore di Saffo, ma poi si sarebbe rivolto a bellezze più fresche, provocandole un enorme dolore, per allontanare il quale ella si sarebbe gettata dall’alto della rupe Leucade, la rupe bianca, fra i flutti.
D’altra parte essendo Faone appartenente alla cerchia di Afrodite, forse come paredro che ciclicamente muore e rinasce, anche quest’amore finito in tragedia potrebbe essere un fraintendimento successivo, come del resto quello che vorrebbe Saffo ed il suo contemporaneo Alceo - poeta anch’esso - amanti.
Sulla rupe Leucade pare sorgesse un santuario di Apollo, e si credeva che gettandosi dall’altro di quelle rocce a picco sul mare, i sopravvissuti si sarebbero profondamente purificati e liberati da un amore senza futuro. La prima, infatti, che compì quest’azione fu proprio Afrodite, la protettrice di Saffo, per purificarsi in seguito alla morte di Adone. Nell’Odissea la rupe Leucade è posta lungo la strada che porta alle Isole dei Beati.
Nella Basilica sotterranea di Porta Maggiore (Roma), risalente al I secolo d.C., Saffo è ritratta con la lira fra le mani e affiancata da Eros, nel momento del salto dalla rupe. Fra le onde sono pronti ad accoglierla Leucotea la "Dea Bianca” (2) ed alcuni tritoni, mentre sul promontorio stanno Apollo e un giovane identificato come Faone. Il salto fra i frutti rappresenta forse un atto purificatorio, una sfida a sé stessi, un balzo nell’ignoto che tanto spaventa l’uomo. Colui che sopravvive a questa prova si libera dell’amore semplicemente umano, variabile e limitato nel tempo, potendo forse conoscere quello imperituro che può essere trovato fra le dolci braccia della “Bianca Dea”.

Già in epoca antica Saffo ricevette grandi onori: il suo contemporaneo Alceo scrisse “Dai capelli di viola, pura, dolceridente, Saffo.” Il termine tradotto con pura è agne, che potrebbe anche essere reso come “molto santa” o “veneranda” ma che propriamente significa “non toccata”, “intangibile”, ovvero appartenente alla sfera superumana e quindi divina; tale parola è riferita solamente alle manifestazioni divine femminili. (3) Inoltre, anche Afrodite era a volte invocata proprio come Dea “dal dolce sorriso”, ed anche questo potrebbe far intendere quanto Saffo si sia avvicinata alla sua divina protettrice.
Strabone la indicò come la maggior poetessa di ogni tempo; Platone come decima musa, caratterizzata come “bella”, contrariamente alla tradizione successiva che la volle brutta, di bassa statura ed amabile solo per il suo ingegno.

Il tìaso

Il termine tìaso indica un gruppo legato ad una Divinità, che ad Essa si rivolge ed Essa celebra. In genere i tìasi erano dedicati a Dioniso, e le donne che ne facevano parte erano dette Menadi, Tiadi, Baccanti, Lenee ed in altri modi ancora. Tuttavia, il sodalizio di Saffo agiva sotto la protezione della voluttuosa Afrodite e del suo corteo.
Il termine tìaso viene dal verbo greco thyo che sta per “mi agito, infurio, smanio” dalla radice dhu col senso di “agitare, eccitare, scuotere” da cui anche thyo “sono trasportato con impeto, ardo”, thyos “furore” e typhon “vento forte, turbine”. Interpretando tale etimologia si può pensare che le partecipanti ai tìasi, forse, si lanciassero in danze sfrenate sui prati fioriti o in radure montane, al suono dei flauti e dei tamburi. Danze anche di tipo erotico, le quali comprendevano magari movimenti sensuali come lo scuotimento del bacino e delle natiche atti a incantare dolcemente le danzatrici, dimentiche dei limiti e dei pensieri spazzati via dal Soffio divino che erano riuscite ad evocare in loro. Queste donne sapevano farsi prendere dalla mania provocata dalla presenza del Dio o della Dea che invocavano, in modo da abbandonarsi totalmente ad esso.
Dai frammenti che ci sono rimasti, si intende che all’interno di questo sodalizio le ragazze apprendevano anche le arti, ovvero ciò che è caro alle Muse e alle Cariti. Le prime presiedevano in particolare alla poesia, al canto e alla danza, ma tali attività erano rese particolarmente piacevoli ed armoniche dalle seconde, le dolcissime Dee simboleggianti la bellezza, la delicatezza, la gioia e la spontaneità femminili naturali. Le fanciulle quindi non danzavano, né cantavano, né facevano probabilmente alcunché nella maniera profana in cui siamo abituati ad agire oggi: per loro, forse, queste attività erano veri e propri riti per avvicinarsi alle loro divine protettrici, e per questo le svolgevano con gioia e attenzione, seguendo le indicazioni e le parole della loro amorosa guida, Saffo.
Il fine di questo gruppo di Donne, dunque, era probabilmente quello di avvicinarsi sempre di più alla sensuale bellezza delle Cariti, al canto divino delle Muse e alla voluttuosa gioia di Afrodite.

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Saffo, la fonte d'Amore | Login/crea un profilo | 6 Commenti
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Re: Saffo, la fonte d'Amore (Punti: 1)
da Violet 14 Mar 2009 - 01:54
(Info utente | Invia il messaggio) http://www.tempiodellaninfa.net)
Un lavoro incredibile Elke. Mirabile davvero... minuzioso, profondo, raffinato, hai fatto emergere una visione di Saffo che va oltre la superficie... e oltre la superficie hai trovato l'Amore vero, "il Sole che irradia"... e la bellezza che da tale Sole viene illuminata e fatta rifulgere divinamente.
Bravissima... :-***

Re: Saffo, la fonte d'Amore (Punti: 1)
da Alessandro 14 Mar 2009 - 02:20
(Info utente | Invia il messaggio) http://creviceweeds.over-blog.net)
Sono incantato, Elke, perché il tuo testo è pervaso della Bellezza che hai saputo vedere. Non elenco ciò che mi ha maggiormente impressionato, perché dovrei includere pressoché tutto: il significato del tiaso, le danze e i luoghi in cui si svolgevano, la memoria e la vita oltre la morte, l’unità fra Natura, Dèa e Donna, il Vento d’Amore, la visione dell’amore, della bellezza e del mito. È magnifico il modo in cui, attraverso la visione dell’amore e della bellezza, individui i significati, intrecciandoli ai versi, alle singole parole, alle loro stesse radici: ad esempio, il fuoco interiore e il frammento «Mi cuoci», oppure il Sonno… Grazie… :***

Re: Saffo, la fonte d'Amore (Punti: 1)
da Danae 15 Mar 2009 - 23:05
(Info utente | Invia il messaggio)
..semplicemente fantastico! Credo che questo sia l'intervento che più mi ha colpita.
Tempo addietro sognai l'isola di Lesbo e le sue Fanciulle.. ero in mezzo a loro. Ma ora le immagini sono così sfocate, che solo il ricordo ha fatto breccia nella mia anima.
A presto!

Re: Saffo, la fonte d'Amore (Punti: 1)
da olwen73 23 Mar 2009 - 08:37
(Info utente | Invia il messaggio)
Quanto ci hai così genrosamente donato è un incanto.
Non ho potuto fare a meno di rileggerlo tre volte per goderne ogni citazione, ogni interpretazione per riascoltarne ogni eco. Grazie Elke per questo prezioso regalo. Credo che ciascuno di noi leggendolo non abbia potuto fare a meno di sorridere. E' un lavoro incredibile, grazie per averlo condiviso con tutti noi.

Re: Saffo, la fonte d'Amore (Punti: 1)
da Tana81 04 Mag 2009 - 23:39
(Info utente | Invia il messaggio)
Elke sei stata meravigliosa...Non sono riuscita a staccare gli occhi per un solo attimo, grazie. E' un lavoro bellissimo, ricco, e di morbida e dolce lettura, ma soprattutto, dal tuo testo, spuntano fondamentali insegnamenti di Saffo che, mi donano nuova energia. Grazie ancora stellina...

Re: Saffo, la fonte d'Amore (Punti: 1)
da fairymoon 05 Mag 2009 - 11:13
(Info utente | Invia il messaggio) http://ladimoradellasignoradelbosco.blogspot.com/)
questo lavoro è un dono, di grazia e incomparabile bellezza, per il quale le mie povere parole non possono esprimere lo stupore e l'incanto che la sua lettura suscitano e creano...
grazie!



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