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Il Grande Silkie di Sule Skerry
Giovedì, 06 Settembre 2018 - 17:23 - 2873 Letture
Canti Il Grande Silkie di Sule Skerry
Traduzione italiana a cura di Alessandro Zabini

Una nutrice del mondo terrestre, cantava, seduta,
cantava senza posa: «Dormi, dormi, bimbo incantevole!
Conosco ben poco del padre di mio figlio,
e ancor meno conosco del paese in cui egli dimora».

Allora sorse qualcuno ai piedi del letto,
senza dubbio un ospite mesto:
«Eccomi qui, il padre di tuo figlio,
anche se non sono di bell’aspetto.

«Sono uomo nel mondo terrestre
e sono Silkie nel mondo equoreo,
e quando sono lontano, lontano dal mondo terrestre,
Sule Skerrie è la mia dimora».

«Non è stato un bene» rispose la bella fanciulla.
«Non è stato affatto un bene» ripeté,
«che sia arrivato il Grande Silkie di Sule Skerrie
e che abbia avuto un figlio da me».

Allora egli prese una borsa colma d’oro
e la pose in grembo alla bella fanciulla,
esortando: «Consegnami il mio figlioletto
e accetta il tuo compenso di nutrice.

«Così avverrà in un giorno d’estate,
quando su ogni sasso brillerà caldo il sole,
che io prenderò il mio figlioletto
per insegnargli a nuotare nella spuma.

«E tu sposerai un fiero cacciatore,
e sono certo che sarà un fiero cacciatore,
e con il primissimo colpo che sparerà,
il mio giovane figlio e me, insieme, ucciderà».




The Great Silkie of Sule Skerrie
Versione originale

An eart’ly nourris sits and sings,
And aye she sings «Ba lily wean;
«Little ken I my bairnis father,
Far less the land that he staps in.»

Then ane arose at her bed fit,
An’ a grumly guest I’m sure was he;
«Here am I thy bairnis father,
Although that I be not comelie.”

«1 am a man upo’ the lan’,
An’ I am a Silkie in the sea;
And when I’m far and far frae lan’,
My dwelling is in Sule Skerrie.»

«It was na weel», quo’ the maiden fair,
«It was na wee1, indeed», quo’ she;
«That the Great Silkie of Sule Skerrie,
S’uld hae come and aught a bairn to me.»

Now he has ta’en a purse of goud,
And he has pat it upo’ her knee;
Sayin’ «Gie to me, my little young son,
An’ tak thee up thy nourris fee.»

«An’ it sall come to pass on a simmer’s day,
Quhen the sin shines bet on evera stane;
That I will tak my little young son,
An’ teach him for to swim the faem.»

«An’ thu sall marry a proud gunner,
An’ a proud gunner I’m sure he’ll be;
An’ the very first schot that ere he schoots,
He’ll schoot baith my young son and me.»


***

Nota:

Nel 1852 questa ballata, che era cantata con l’accompagnamento di una musica malinconica, fu dettata da una venerabile gentildonna di Snarra Voe, una romita località delle isole Shetland, al capitano F.W. L. Thomas, il quale la trasmise alla Society of Antiquaries of Scotland, nei cui Proceedings fu pubblicata nel 1855. Sule Skerry era un isolotto roccioso a cui si poteva approdare unicamente quando il tempo era estremamente bello, situato venticinque miglia a occidente di Hoy Head, nelle isole Orkney, da cui poteva essere avvistato nelle giornate di estrema limpidezza. Ancora intorno alla metà del XIX secolo le foche vi si rifugiavano a riprodursi, e là, nei mesi di luglio e di agosto, i cacciatori andavano a massacrarle. Il Grande Silkie della ballata è la foca del profondo mare aperto, Haaf, nello Scozzese delle isole Shetland, la foca oceanica, la più grande, la quale raggiungeva «le dimensioni di un bue», nonché la più vecchia e la più esperta del branco, di cui si narravano molti racconti meravigliosi. Raramente la si vedeva, perché di rado nuotava nelle acque tranquille delle baie e prediligeva invece le rocce desolate, percosse dalla risacca.




Bibliografia

Proceedings of the Society of Antiquaries od Scotland: Sessions MDCCCLI-MDCCCLIV, Edinburgh, Neill and Company, 1855, Vol. I, pp. 86-89.
The English and Scottish Popular Ballads, a cura di Francis James Child, in cinque volumi, Boston and New York, Houghton, Mifflin and Company, The Riverside Press, Cambridge, London, Henry Stevens, Son and Stiles, 1886, Vol. II, Parte II, p. 494, e 1890, Vol. III, Parte II, p. 518.


Traduzione a cura di Alessandro Zabini. È vietata la riproduzione anche parziale senza il permesso scritto del traduttore e senza citare la fonte.

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