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di Loredana Lipperini

 

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Il Tempio della Ninfa

Introduzione agli studi sulle Fiabe
Giovedì, 07 Agosto 2008 - 04:25 - 5508 Letture
Racconti Le fiabe, o almeno alcune di esse, possono non solo avere il senso di racconti semplicemente piacevoli od affascinanti, riguardanti avvenimenti accaduti in tempi lontani a persone delle quali si è persa la memoria storica, ma anche di insegnare a chi è capace di capire e intendere certe cose misteriose che le vecchie fiabe raccontano, tra una parola e l’altra, gli antichi segreti che venivano insegnati dalle nonne alle bambine (…)".

"Si tratta di qualche cosa che ben pochi oggi riuscirebbero a capire, dato che quasi più nessuno conosce il linguaggio segreto delle fiabe. Le persone oggi sono troppo superficiali, egoiste, presuntuose e spesso cattive. Queste cose le rendono sorde al linguaggio segreto delle fiabe, ai messaggi che esse, attraverso i tempi, devono trasmettere solo alle persone che sono nate proprio per poterli capire.
E ti assicuro che queste persone sono proprio poche.
Chissà se tu sei o potrai essere una di quelle…?
”*



Con le bellissime parole della Vecchina di Bosco Antico, narratrice di racconti magici dagli importanti insegnamenti nascosti, apriamo questa breve introduzione alle ricerche e agli studi sulle fiabe. Come accenna la nostra ispiratrice, infatti, la ricchezza custodita nelle antiche raccolte di fiabe e favole provenienti da tutto il mondo, e il loro inestimabile valore, si troverebbero principalmente nell’ipotesi che tali racconti non siano nati soltanto per far addormentare, sognare o fantasticare i bambini, che li ascoltavano con gli occhi sgranati e la bocca socchiusa in braccio a quei nonni che ancora avevano voglia e piacere di raccontarli, ma che le loro origini e i loro significati siano molto più antichi di quanto si possa immaginare...
Secondo certi studiosi, fiabe, favole e vecchi racconti popolari sarebbero rimembranze di antiche conoscenze e misteri appartenenti agli antichi popoli, che per sopravvivere alla distruzione delle istituzioni ecclesiastiche, e per poter essere tramandati ai posteri, dovettero assumere forme e sembianze di semplici storie divertenti, arricchite da una morale che spesso poco aveva a che fare con il loro reale ed originario significato.
Eppure tali storie sono a disposizione di tutti e chi nutre in sé una particolare sensibilità, unita ad un amore ed un affetto profondi per le antiche tradizioni e gli antichi saperi, può provare a leggerle con occhi diversi, scostando il velo dell’illusione superficiale ed andando a cogliere il dono che si cela dietro ad esso. Un dono che può addirittura assomigliare a quei meravigliosi tesori protetti dai Draghi, e che non sarà certo fatto di sterile denaro materiale, ma di un oro la cui purezza e la cui ricchezza valgono molto di più di qualsiasi cosa appartenente al mondo ormai disincantato degli uomini.
Attraverso piccole ricerche e studi, nutriti soprattutto dalle intuizioni ed appoggiati da alcune nozioni mitologiche che possono accompagnare, e talvolta condurre, le nostre interpretazioni, è ancora possibile, almeno in parte, provare a “sentire” e a scoprire cosa si celi dietro a figure e scenari fantastici, a situazioni e magici oggetti, per ipotizzare un’idea dell’origine dei simboli che questi racchiudono.
Ed è questo l’intento dei piccoli saggi che vi andiamo a presentare, ovvero quello di fornire brevi accenni a significati nascosti o spunti interpretativi, che nonostante possano essere considerati giusti o sbagliati in egual misura (come gli stessi miti, anche le favole si prestano molto a diverse interpretazioni, anche discordanti fra loro), potrebbero dare un senso diverso ed una diversa visione a ciò che, scopriremo, non è semplice storia.

Con l’umile speranza di poter raccogliere almeno qualcuno di quegli insegnamenti ai quali accennava la Vecchina dei Racconti fatati, a lei dedichiamo questi nostri lavori.


* Citazione tratta dal libro “I Racconti della Vecchina del Bosco”, di Barbara Fiore, Edizioni della Terra di Mezzo, Milano, 2001.
Immagine: Storyland, di Ruth Sanderson

Introduzione a cura di Violet.

Introduzione agli studi sulle Fiabe | Login/crea un profilo | 5 Commenti
I commenti sono di proprietà dei legittimi autori, che ne sono anche responsabili.
Re: Introduzione agli studi sulle Fiabe (Punti: 1)
da Alessandro 07 Ago 2008 - 04:49
(Info utente | Invia il messaggio) http://creviceweeds.over-blog.net)
Questo modo di guardare le fiabe mi rammenta lo sguardo della fanciullezza, con cui ci si perde rapiti a contemplare le illustrazioni, si leggono, si ascoltano e si rileggono le parole colme di echi, le quali, come incantesimi, aprono porte di luce e di ombra su mondi remoti. Ogni volta si scorgono e s’intuiscono significati nuovi. È il dono inestinguibile non soltanto delle fiabe e dei miti, bensì di tutta la poesia e di tutta la letteratura, a coloro che sanno guardare e ascoltare. Senza questa libertà e questa ricettività, gli altri strumenti d’interpretazione condurrebbero poco lontano…
Non è soltanto una speranza: c’è anche il raccolto… Grazie, Violet!



Re: Introduzione agli studi sulle Fiabe (Punti: 1)
da Argante 14 Ago 2008 - 13:53
(Info utente | Invia il messaggio) http://www.ynis-afallach-tuath.com)
Meraviglioso cara.... Un giorno sarai una splendida Vecchina del Bosco anche tu! 'Guardare cosa si cela dietro' è quasi una missione per me.... tutto nasconde qualcosa di antico, ogni gesto, ogni parola... ma sono poche le persone curiose che vogliono compiere lo sforzo di guardar oltre...

Un abbraccio Violetta!

Re: Introduzione agli studi sulle Fiabe (Punti: 1)
da LaZiaArtemisia 16 Set 2008 - 22:10
(Info utente | Invia il messaggio)
Non ho mai sopportato il dolore, soprattutto psicologico, che regolarmente veniva imposto ai personaggi tipici delle fiabe. Per questo le ho sempre detestate. Forse, semplicemente, non sono mai andata oltre il velo di moralismo, tristezza, cattiveria che troppo spesso si trova in alcuni racconti. Tanto ha fatto la maturità, quanto la lettura di 'Donne che corrono coi lupi', che sono riuscita anche a leggerne qualcuna, a rileggerla perfino, ad amarla. A sentirci qualcosa, a percepire qualche significato nascosto. Proprio ciò di cui parla Violetta in questa introduzione. Inutile dire che mi aspetto tanto da questo lavoro che il Tempio sta cominciando sulle fiabe, e non vedo l'ora di leggere! Grazie in anticipo! ^^

Re: Introduzione agli studi sulle Fiabe (Punti: 1)
da Danae 20 Ott 2009 - 22:29
(Info utente | Invia il messaggio)
C'era una volta un simbolo. C'era una volta una metafora. Le favole danno un contributo alla struttura della nostra vita emotiva. Possono dirsi una necessità.. da quando la società esiste, essa racconta.
Le favole aiutano i bambini perchè catturano la loro attenzione, contribuendo al processo di apprendimento.
Tutte cominciano col "c'era una volta".. vi siete mai chiesti perchè? La garanzia del fatto che la storia si svolgerà in un tempo indeterminato del passato è fondamentale per far sì che il bambino si lasci condurre in tutta sicurezza. E la possibilità di liberarsi dalla durezza della realtà può essere il fattore che permette al bambino di immaginare.
La metafora ha invece due compiti: rappresenta conflitti interiori, e nello stesso tempo è costituita da simboli, che per loro natura restano indiretti.
Vero è che le favole recano dentro significati inconsci: è dimostrato che il lieto fine aiuta lo sviluppo emotivo del bambino. Ma la paura che percorre una storia è indispensabile: imparare ad affrontare le paure è una delle sfide più importanti.
In passato vi fu una certa resistenza per quanto riguarda i contenuti delle favole, e da allora subirono cambiamenti, distorsioni, contaminazioni.. però si possono riscoprire soprattutto perchè fanno pensare. Ricordano in qualche modo qualcosa che c'era..
La lettura di una favola lascia qualcosa di meraviglioso, e anche se non riusciremo a gioire dalla sua lettura e oltre, almeno lo saremo per la favola in sè, come in un sogno. Un sogno che lascia tracce indelebili da decifrare.

Tutto ciò lo rammento dai miei studi di psicologia, ma c'è anche qualcosa di mio, specialmente il finale :))
Grazie per lo spunto Violetta!

Re: Introduzione agli studi sulle Fiabe (Punti: 1)
da Tana81 30 Ott 2009 - 14:07
(Info utente | Invia il messaggio)
Anche io non ho mai adorato le favole da piccola...erano cosi finte!!! He he he...
Sinceramente ho sentito più volte parlare del significato nascosto delle favole, ma solo qui tra voi ho davvero di che tipo di lavoro si tratta. Un lavoro di ricerca, di studio ma anche di istinto.
Scoprendo che ciò che è arrivato a noi equivale all'estremo residuo di ciò che erano originariamente le favole, anche le più comuni (cappuccetto rosso, la bella addormentata, biancaneve...), la mia curiosità per questo genere letterario ha cominciato a punzecchiarmi. Non li vedo più come racconti sterili e scontati... forse fin da piccola ripudiavo che le favole fossero state svuotate cosi pesantemente..ora che ho la possibilità e le capacità cognitive per farlo mi metterò in gioco, per vedere se, come dice la Vecchina, sono o potrei essere una di quelle speciali persone che sanno scostare il velo dell'illusione.

Grazie Violet... spero di poter seguire di più questi vostri lavori dall'estate prox.. per ora sappiate che, se pur in silenzio, vi leggo e quello che trovo qui lo porto sempre in testa per tutto il giorno. Un bacione



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