Il Tempio della Ninfa

Daphne, Mintha e Leucotoe. Miscela delle tre Vergini Arboree

Articoli / Ricettario
Inviato da Violet 17 Giu 2020 - 16:37

Nella mitologia greca sono numerose le storie nelle quali antiche dée pre-elleniche e donne sacre diventano prede di inseguimenti, e spesso di rapimenti e violenze, da parte di divinità maschili patriarcali. Dèi dal carattere tirannico e prepotente che, un tempo assenti al fianco della Grande Madre mediterranea, subentrarono e pretesero il suo trono, i suoi templi, i suoi culti.

Le vicende mitiche che raccontano di ratti e stupri, ma anche di strategici matrimoni, richiamano il momento storico e religioso nel quale le dée arcaiche vennero prese con la forza, private della loro indipendenza, spogliate della loro autorità e, nella forma di vittime o mogli, vennero sottomesse al maschio, che da quel momento cominciò a regnare al loro posto. O almeno così credette.
Il potere originario della Potnia, infatti, continuò a vivere attraverso quelle divinità muliebri che, nonostante l’acquisizione di nuovi caratteri imposti dal patriarcato, trattennero simboli potenti del loro ruolo primitivo, e in certi casi riuscirono a sottrarsi al nuovo regime maschile mutando forma e tornando al regno naturale che a loro era sempre appartenuto.

La miscela qui proposta è infusa della loro presenza ed è dedicata a loro. È preparata con due erbe e una resina che, secondo il mito, erano state un tempo donne semidivine, che rifiutando il principio patriarcale – anche quando non riuscirono ad evitarne la violenza – assunsero una forma arborea e scomparvero dal suo mondo, continuando però a vivere intatte nel regno vegetale e a vegliare sulle donne a loro simili.
Di queste donne, ancora oggi, proteggono l’indipendenza, la libertà e la sacra verginità. (1)




Daphne, Mintha e Leucotoe
Preparazione della miscela e potere simbolico delle piante utilizzate


In luna crescente cogliere nove foglie di alloro e nove rametti di menta.
Riporli in un luogo fresco e asciutto e attendere fino a quando si saranno essiccati.
Quindi sbriciolarli con le dita in un vasetto di vetro e mescolarli insieme.
Aggiungere tre prese di olibano di Boswellia carterii – o di altre specie di Boswellia – mescolare ancora e, se si preferisce, pestare il composto nel mortaio per renderlo più omogeneo.
Lasciar riposare la miscela fino a quando sarà utilizzata.

L’alloro, o lauro, era un tempo la bellissima ninfa delle montagne Daphne, figlia di Gea, la Madre Terra, e del fiume Peneo. Amata e desiderata dal dio solare Apollo, che lei non poteva ricambiare, volle fuggirgli, poiché il suo unico desiderio era rimanere fedele a Diana e alla sua verginità. Ma Apollo decise di prenderla con la forza, e così la inseguì fino a quando l’ebbe quasi afferrata. Allora Daphne, in preda alla disperazione, invocò suo padre, il fiume, perché la salvasse mutando le sue sembianze, e immediatamente il suo corpo si coprì di corteccia, di radici e di rami frondosi.
Daphne divenne una pianta di alloro e il dio del sole non poté fare altro che abbracciarne il duro legno. Triste e sconfitto, Apollo dichiarò allora che l’alloro sarebbe stato il suo albero, eppure non poté mai avere Daphne, che preservò la propria integrità e si ricongiunse con sua madre, Gea.

L’ombrosa Mintha era una ninfa dell’oltretomba. Abitava negli inferi, dove si aggirava fra le penombre dei prati crepuscolari, ed era la libera amante di Ade. Quando il dio delle tenebre rapì Persefone dalla terra soleggiata e ne fece la propria sposa, Mintha si sentì rifiutata e inveì contro la novella regina, vantando di essere migliore di lei.
Demetra la sentì, e presa da un moto di rabbia la gettò a terra e la calpestò fino a ucciderla. Allora il suo corpo scomparve e al suo posto crebbe la menta, piantina odorosa, afrodisiaca, eppure fredda e ctonia. (2)
In un’altra versione della storia, è Persefone stessa a mutare Mintha in fresche foglie verdi. Ade, invaghito di lei, cerca di prendere la giovane con la forza, ma la signora degli inferi, mossa a compassione, la soccorre trasformandola in pianta di menta.
In entrambe le versioni, Mintha dimostra di essere una vergine pre-patriarcale. Nella prima, appare come misteriosa ninfa oltremondana, autonoma, fiera, priva del giogo matrimoniale e sessualmente libera. È l’antitesi vivente di Demetra, dea feconda del matrimonio e della maternità, e per questo suscita il suo disprezzo (3). Nella seconda versione, invece, è la fanciulla che, scegliendo per se stessa, rifiuta Ade e fugge dal suo tentativo di stupro, e Persefone le regala quella libertà, e quella nuova indipendenza in forma vegetale, che lei non ha potuto avere per se stessa.
Sia nella scelta spontanea di giacere con il re degli inferi, sia in quella di rifiutarlo, Mintha rimane integra in se stessa, continuando a incarnare pienamente la verginità arcaica.

La bellissima Leucotoe era figlia di Eurinome e del re persiano Orcamo. Mentre era intenta a filare al suo arcolaio insieme a dodici ancelle, il dio Apollo, che desiderava averla per sé, entrò nella stanza con le sembianze di sua madre. Chiese alle ancelle di uscire, poiché voleva parlare con la figlia, ma non appena restò solo con lei le rivelò la sua vera identità e riprese il suo abbagliante aspetto. Leucotoe, tramortita dalla paura, rimase impietrita, e quando il dio la violò non poté opporgli resistenza.
Perdutamente innamorata di Apollo era invece la ninfa Clizia, che provando una feroce gelosia per la povera Leucotoe, si vendicò di lei spargendo la voce di ciò che era accaduto, e assicurandosi che re Orcamo lo venisse a sapere. Questi, folle di rabbia, afferrò la figlia – che gemeva, implorava, e urlava “Lui mi ha violentata, io non volevo!” – e dopo aver scavato una fossa nella terra la gettò dentro, seppellendola viva.
Apollo tentò allora di trarre fuori la giovane, ma non riuscendovi, cosparse il suolo di nettare e con il suo calore lo fece colare sul corpo della fanciulla. Lei si sciolse nella dolce sostanza, e poco a poco divenne germoglio, poi bucò il terreno e crebbe in una pianta fiera e profumatissima. Così nacque l’albero di incenso.
A differenza degli altri due miti, la principessa persiana non riesce a sfuggire al dio patriarcale, che cogliendola di sorpresa riesce ad abusare di lei contro la sua volontà. Inoltre, subisce una doppia violenza, venendo poi uccisa da suo padre. Eppure la sua integrità non viene intaccata, e la sua verginità resta intatta. Entrambe sono infatti legate alla sua volontà – contraria al corteggiamento e all’abuso di Apollo – e prescindono da ciò che accade al suo corpo.
È possibile che Leucotoe, il cui nome richiama biancore e luce, simboleggi insieme alle sue dodici ancelle filatrici le tredici lunazioni che si susseguono nel corso di un anno, e che per questo fosse in origine contrapposta, e quindi ancora più desiderata, dal dio del sole.

Ogni pianta nata dalle vergini antiche contiene ancora il loro spirito e la loro libertà. È protettiva e vicina alle donne che, come loro, rifiutano il regime patriarcale e coltivano l’indipendenza e la libertà che la Grande Madre ha assicurato loro sin dalla nascita.
Questa miscela, pertanto, ha un valore simbolico molto potente e può essere bruciata sia come offerta alle antiche vergini Daphne, Mintha e Leucotoe, così come a tutte le altre espressioni divine della sacra verginità femminile, sia come richiesta della loro vicinanza e del loro supporto nel difficile ma benefico processo volto a ritrovare, preservare e proteggere la propria sacra verginità.

A livello erboristico e magico, l’alloro è purificante, allontana energie e persone sgradite, è protettivo, fortificante, ovvero stimola la forza interiore ad emergere, e favorisce l’ispirazione e la divinazione.
La menta possiede energie purificanti e protettive, e stimola la guarigione del corpo e dello spirito. Essendo legata all’altromondo, aiuta a comunicare con le sue entità.
La resina di olibano, infine, è da sempre considerata divina e bruciata prima e durante i riti religiosi. Intensamente purificante, allontana le entità negative e diffonde calma, armonia e apertura alle dimensioni sottili. Stimola uno stato mistico e stabilisce un contatto col divino, poiché “unisce il visibile all’Invisibile, il manifestato al Non Manifestato”. (4)

Bruciare la miscela in luna nuova per richiamare la rinascita e la germinazione della propria verginità sacra; oppure in luna crescente per accompagnarne la crescita.
Bruciarla in luna piena per preservare la propria verginità, anche con la presenza nella propria vita di un compagno e magari di figlie e figli.
Bruciarla in luna calante quando si desidera allontanare chi potrebbe minacciarla, e purificarsi di tutto ciò che si contrappone ad essa.

Per onorare Daphne, Mintha, Leucotoe, e la sacra verginità che incarnano e insegnano, bruciare la miscela dopo aver acceso tre candele bianche, preferibilmente di sera o di notte, in qualsiasi momento del ciclo lunare.
Mentre le erbe e la resina bruciano e spandono i loro fumi profumati, si può pronunciare qualche parola spontanea e ispirata dal momento, come offerta o come preghiera. Le antiche vergini arboree ascolteranno, e con amore doneranno consigli e la propria vicinanza.

***


Note:

1. La verginità a cui si fa riferimento è quella antica, che non preclude la sessualità, in quanto non è sinonimo di castità, ma rappresenta la fiera indipendenza femminile, la pienezza e la libertà che le dée e le donne incarnavano prima dell’avvento del patriarcato.
Per approfondire l’argomento, si consiglia la lettura del testo di Leda Bearné Le vergini arcaiche, Edizioni della Terra di Mezzo, Milano, 2006.

2. Cfr. Erika Maderna, Le mani degli dèi, pag. 158

3. Ibidem, pag. 157

4. Cfr. Alfredo Cattabiani, Florario, pag. 277


Reperibilità di erbe e resine:

Tutte le piante utilizzate possono essere raccolte in natura, allo stato selvatico, ma sono reperibili anche nei vivai, fra le erbe aromatiche da coltivazione. Se non è proprio possibile trovarle fresche, possono essere acquistate, già essiccate e sminuzzate, nelle migliori erboristerie.
Le resine in grani sono reperibili in erboristerie e negozi etnici.
Preferire sempre e solo prodotti naturali puri, biologici ed ecosostenibili.

Alcuni negozi dove acquistare erbe e resine:
Erboristeria Arcobaleno [1]
La Via dell’Incenso [2]
La Terza Luna [3]
Namastè Shop [4]


Bibliografia

Bearné Leda, Le vergini arcaiche, Edizioni della Terra di Mezzo, Milano, 2006
Cattabiani Alfredo, Florario, Oscar Saggi Mondadori, Milano, 1996
Farrer-Halls Gill, Oli Essensiali. Guida completa per salute, bellezza e benessere, Logos Edizioni, Modena, 2018
Lapucci Carlo e Antoni Anna Maria, La simbologia delle piante. Magia, leggende, araldica e curiosità del mondo vegetale, Edizioni Polistampa, Firenze, 2016
Macioti Maria Immacolata, Miti e magie delle erbe. L’aura di piante e fiori tra mitologia e letteratura, DeriveApprodi, Roma, 2019
Maderna Erika, Le mani degli dèi. Mitologie e simboli delle piante officinali nel mito greco, Aboca, Sansepolcro, 2016
Ovidio, Le metamorfosi, Einaudi Editore, Torino, 2015
Pausanias, Complete Works, Delphi Classics, Hastings, 2014
Rangoni Laura, Il grande libro delle piante magiche, Xenia, Milano, 2005


Testo, ricerca e miscela di Laura Violet Rimola. Nessuna parte di questo testo può essere riprodotta o utilizzata in alcun modo e con alcun mezzo senza il permesso dell’autrice e senza citare la fonte.




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