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Il Libro del Mese




Storia notturna. Una decifrazione del sabba
di Carlo Ginzburg

 

Il Tempio della Ninfa

La Ballata di Jurate e Kastytis
Sabato, 05 Luglio 2025 - 15:59 - 153195 Letture
Canti Nel 1920 Jonas Mačiulis (1862 – 1932), in arte Maironis, uno dei più conosciuti poeti e teologi lituani, scrisse una ballata ispirata alla storia di Jūratė e Kastytis, e la dedicò agli innamorati. Parte della popolarità dell’antica leggenda sembra essere dovuta a lui e alla sua opera poetica.

Jūratė e Kastytis
di Maironis, 1920

Il sole si sta inabissando a ovest,
Torna indietro, Kastytis, fai in fretta!
La tua cara vecchia madre non trova pace,
Sarà logorata dalla preoccupazione
Finché non vedrà le tue sventolanti vele
Avvicinarsi sulle onde spumeggianti.

Ma Kastytis
Non ascolta!
È ammaliato dai tesori del mare.
E sebbene il sole rosso stia tramontando,
Continua a pescare pesci giocosi,
Riflettendo sui piaceri della giovinezza.

Le alte stelle brillano serene.
Le acque lentamente si gonfiano e schizzano.
Ma – ecco! – emergendo dalle acque salate
Appare la bellissima Jūratė:
Bianca come la schiuma, illuminata dal suo scintillare,
Dalla vita in giù tutta vestita di verde.

“Ehi, Kastytis,
Dolce compagno,
Non pensi di essere immodesto?
Perché anche di notte
Getti le tue reti nel mio dominio?
Io sono Jūratė, una dea del mare.”

Pur essendo affascinato dalla dea,
Il ragazzo era ben lontano dal divenire codardo:
I suoi occhi raggianti continuavano a brillare di fuoco,
La sua figura irradiava potere;
Riprese fiato, poi prese un remo
e diresse la sua piccola barca dritta verso di lei.

Quando lei
Osservò meglio
Questo gigante, giovane e audace,
Dimenticò la sua innocenza
La sua divina magnificenza,
E si innamorò con tutto il cuore.

Un vento impetuoso cominciò a soffiare.
I cieli insorsero indignati
E si rovesciarono sul mare sottostante,
Quando, conquistata dalla dolce tentazione,
Jūratė si abbandonò tra le sue braccia
E dolcemente, toccò il volto di Kastytis.

Lui è emozionato
E felice
Di vivere nel mondo delle meraviglie
Con Jūratė al suo fianco
Che bacia dolcemente i suoi occhi azzurri
Nel palazzo di ambra scintillante.

Ma nel vedere questo dalle sue altezze
Il potente Tuono si sentì offeso:
Come osa un mortale innamorarsi
E toccare la dea, pura e tenera!
Il palazzo d’ambra in un lampo
Da un fulmine guizzante fu distrutto.

E Kastytis,
Dolce compagno,
Mentre il temporale moriva,
Baciato e accarezzato dall’onda
Senza vita tornò a terra –
Sulla spiaggia dove i pini sospiravano.

Ascolta, a volte a tarda notte
Quando le onde irrequiete diventano tristi e cupe
E dal fondo del mare, fuori dalla vista
Disseminano la riva di frammenti d’ambra;
nel profondo della fitta nebbia e della schiuma
sicuramente sentirai un gemito piangente.

Tutto questo gemere,
Tutto questo piangere
È il lamento di Jūratė
Per Kastytis, il suo dolce amante,
E per il suo palazzo perduto per sempre,
Distrutto dalla dannazione del dio.

La fanciulla lituana oggi
Desiderando che il suo ragazzo la guardi con ammirazione
Ama talvolta, nel suo modo attraente
Adornarsi di perle d’ambra.
Ma quando intona una canzone d’amore,
Questa risuona triste come un lamento.

Quando nasconde
Il suo dolce sentimento
Lei non riesce a trovare parole da esprimere,
Sebbene ami con profonda emozione,
A volte tempestosa come un oceano,
Come la leggendaria Jūratė.

***

La traduzione italiana della ballata di Jūratė e Kastytis, è stata svolta sulla traduzione inglese di Lionginas Pažusis dell’opera lituana di Maironis, ed è a cura di Laura Rimola.
La traduzione inglese è disponibile qui: Jurate and Kastytis


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