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| LE DAME DEL LAGO: Le Damigelle del Graal |
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| Domenica, 28 Maggio 2006 - 14:30 - 3466 Letture |
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Breve introduzione alle Dame del Lago
Secondo uno studio approfondito delle diverse narrazioni medievali riguardanti la vita di Re Artù e le gesta dei Cavalieri della Tavola Rotonda, prima fra tutte la famosa Cerca del Graal, le figure femminili che appaiono al fianco degli eroi e che svolgono un ruolo importante nelle varie vicende rappresenterebbero nove diversi archetipi di Donne divine, specchi di alcune delle infinite sfaccettature di un’unica Grande Dea.
Dindraine, la Guaritrice Ferita
“Benedetta è colei che dona se stessa al viaggio.”
Charles Williams, Taliesin in the Rose Garden
La Dama del Lago che per i suoi simboli può essere associata alla festività di Imbolc, momento di purificazione prima del risveglio della Terra, è la solitaria Dindraine, altrimenti chiamata Dandrane, Dandrenor o Danbrann.
La sua storia è narrata in diverse versioni della Cerca del Graal e, nonostante compaia in modo lievemente diverso in ognuna di esse, ella rappresenta sempre la Damigella Ferita, la Fanciulla che attraverso il suo sacrificio mostra il mistero di guarigione del Graal.
Spesso è descritta come la sorella di Perceval o, comunque, come una sua stretta parente; in ogni caso è sempre legata al valoroso cavaliere destinato a trovare la sacra Coppa, sia esso Perceval stesso o Galahad, del quale è guida e consigliera attraverso la Cerca.
Le opere che la ritraggono in modo simile la descrivono come una Vergine dall’anima pura e limpida, che ha scelto di vivere da anacoreta in un eremo nel folto della foresta. Sue compagne di vita sono la dolce solitudine e la salda ed imperitura fede in Cristo, che la sostiene ed eleva il suo spirito costantemente.
Nel suo rifugio lontano dalla vita di corte, Dindraine riceve una visione del Graal e da essa comprende quale sia lo scopo della sua vita. Così si mette in viaggio e raggiunge Galahad e gli altri cavalieri di Artù, tra i quali è presente anche il suo amatissimo fratello. Presentandosi a loro, ella si offre di guidarli nella Cerca che riempie di desiderio il loro cuore.
La compagnia guidata dalla Damigella parte quindi a bordo di un barcone prodigioso e dopo qualche tempo giunge in un misterioso castello, in cui vige un’usanza molto cruenta: ogni fanciulla vergine e figlia di re che abbia una fede purissima deve donare il proprio sangue colmando con esso una grande coppa. Il sangue serve per guarire dalla lebbra la Signora del castello, la quale non può essere salvata altrimenti, ma la quantità da versare è molto elevata e sicuramente porterebbe colei che lo dona a perire. I cavalieri si oppongono duramente, ma Dindraine si offre volontariamente e senza ripensamenti di assecondare l’usanza e di donare la sua stessa vita, se questo atto può servire a portare la guarigione ad un’altra donna.
La mattina seguente la Damigella chiede di vedere la donna malata e poi, con coraggio e pace nel cuore, lascia fluire il proprio sangue dal braccio destro, riempiendone la coppa. Poco prima di morire, tra le lacrime dei cavalieri, ella chiede a suo fratello di non seppellire il suo corpo nel cimitero vicino al Castello, in cui molte vergini dissanguate invano riposano, ma di riporlo nel barcone con il quale sono giunti, lasciandolo navigare tra i flutti delle acque. Ella giungerà così a Sarras, la gloriosa città del San Graal, e lì sarà seppellita.
Con il sangue di Dindraine viene cosparso il povero corpo della malata, ed ella immediatamente guarisce.
Dopo la morte, Dindraine viene adagiata all’interno della barca ricoperta di seta nera, ed abbandonata alla corrente con una lettera tra le mani, nella quale è narrata la sua storia. Lancillotto troverà la barca col corpo della bellissima Damigella e, leggendo la lettera, conoscerà la sua storia e le avventure che i suoi compagni hanno affrontato.
La figura di Dindraine che traspare da questa vicenda è una figura splendida, nella quale tutto il mistero di guarigione del Graal è svelato. Ella è la prima che, colta dall’estasi, ha la visione del Graal, grazie alla quale comprende quale sia il suo Cammino, e silenziosa giunge dal folto della foresta col cuore colmo della meraviglia di ciò che ha veduto e negli occhi la fiamma della saggezza conosciuta.
Con la sua voce chiama i Cavalieri perché la seguano, perché percorrano i suoi passi verso il mistero che ella vuole loro mostrare, un mistero che si svela attraverso il sacrificio del suo stesso corpo, poiché quello è il suo sacro ruolo.
La sua presenza è quasi diafana ed irreale rispetto a quella dei valorosi che la accompagnano, perchè la sua natura non è propriamente umana, ma proviene dall’Altromondo.
Ispirata divinamente dalla Visione ricevuta, Dindraine si fa Ispiratrice per gli eroi il cui intento è stato catturato dalla Cerca, e guida verso la sua risoluzione.
Giunta al castello della lebbrosa a nulla valgono le proteste dei Cavalieri di Artù per distoglierla dal sacrificio, ovvero dal sacro scopo per cui ella è apparsa nella loro vita.
Attraverso la purezza del suo sangue incontaminato, Dindraine offre la guarigione alla Signora del Castello, la quale altri non è se non l’allegoria della Landa Desolata, arida, putrida e sofferente.
Versando il suo sacro liquido, che viene spalmato sul corpo della lebbrosa, le piaghe e le pustole si appianano, le infezioni smettono di pulsare, la pelle arrossata riacquista un colore naturale e l’aspetto della Signora ritrova la sua bellezza. Allo stesso modo la Terra può dissetarsi e ricominciare a germogliare, destandosi a nuova vita e ritrovando il rigoglio che da tempo l’aveva abbandonata.
Questo sacrificio, e ciò che ne consegue, potrebbe far intendere che Dindraine sia colei che guarisce la Terra.
Tuttavia lei non può guarire la Terra perché solo i cavalieri, i quali rappresentano l’uomo, l’umanità e il Re stesso, possono farlo.
La Cerca appartiene all’uomo, non al Divino, e la bianca Damigella è certamente una figura divina, apparsa come eterea fanciulla per donare la Visione.
Dindraine è colei che attraverso il corpo e la limpidezza dell’anima può mostrare la verità segreta del Graal e la Sua Essenza. Ponendosi come guida dei valorosi Cavalieri di Artù, ella li conduce lungo la Via della realizzazione ed essi, fiduciosi, percorrono i suoi passi, ascoltando rapiti le sue parole cariche di saggezza.
Ella rappresenta la Maestra grazie alla quale essi trovano l’insegnamento che li prepara a ricevere la conoscenza, perché lei mostra il modo per raggiungerla. E il modo si trova nella natura stessa del Sangue che Dindraine versa di fronte ai loro occhi attoniti; per mostrarlo, per rivelare la natura simbolica di ciò che essi stanno cercando.
Il Graal, infatti, è da sempre collegato al sangue e la Sua perdita nasce proprio dalla malattia insita nel legame di sangue tra il Sovrano e la Terra e nella conseguente sofferenza di entrambi.
I riti di Sovranità, infatti, venivano sanciti da un legame di sangue che non si sarebbe mai potuto sciogliere e che il sovrano doveva onorare per tutta la sua vita. Egli, dopo aver bevuto da una coppa, simbolo del ventre della donna e della Grande Madre, versava il proprio sangue sul suolo, donando il suo fluido alla Terra, che lo assorbiva avidamente facendolo proprio. In questo modo la Terra diventava parte del Re, così come il Re diventava parte della Terra, inestricabilmente legati e dipendenti l’uno dall’altra.
Se il sovrano si fosse ammalato, ovvero se il suo intento si fosse indebolito ed egli si fosse dimostrato indegno di svolgere il proprio ruolo, il suo sangue, simbolicamente imputridito, avrebbe fatto ammalare anche la Terra, la quale da landa rigogliosa si sarebbe tramutata in landa desolata.
La chiave della malattia, come anche della guarigione, si sarebbe quindi trovata nel Sangue stesso, perché è nella natura della ferita che risiede il risanamento. Solo attraverso il ritrovamento del Sangue puro ed incontaminato il sovrano avrebbe ritrovato la salute, e la Terra sarebbe rinata.
Ciò che rappresenta la Cerca del Graal, quindi, è essenzialmente la Cerca del Sangue; il Sangue reale di un uomo di nobile spirito e cuore puro che, sostituendo il Re nel legame con la Terra, possa risanare entrambi.
Di fronte ai cavalieri, Dindraine mostra in un unico gesto tutto il Mistero del Graal, perchè ella “si fa” Graal, diventa ed esprime il Graal, mostra in che modo Esso opera ed elargisce la Guarigione divina.
Ella dona tutto il proprio sangue perché gli uomini vedano, e comprendano.
In altre versioni della Cerca, Dindraine appare come una Damigella Afflitta che viene ritrovata sola in una foresta mentre piange il suo amante ucciso, alla cui morte le terre si sono tramutate in Lande Desolate. L’uomo che ella piange, suo sposo, potrebbe essere interpretato come lo sposo della Terra stessa, l’archetipo del Protettore delle Antiche Tradizioni, amato dalle Donne che rappresentano la Sovranità nel mondo comune.
La perdita della sua vita e della sua propizia presenza coincide anche qui con la perdita del Graal e ne è un altro simbolo ricorrente. E Dindraine, piangendo disperata le ferite dell’uomo e della terra, attira l’attenzione dei guerrieri che attraversano il bosco, invogliandoli a cercarne il risanamento.
Ella mostra loro il Cammino e, di nuovo, da Fanciulla Sofferente si trasforma in Donatrice di Guarigione.
Ciò che Dindraine rappresenta è la Donna che porta a scoprire la segreta natura del Graal. È colei che fortifica l’intento attraverso un dono ispirato che permette la realizzazione della ricerca.
Il suo spirito è rapito dalla consapevolezza divina e il suo corpo femminile è la sacra Coppa nella quale è raccolto il Sangue, ovvero il portentoso balsamo che guarisce l’anima afflitta, la terra ferita, la Landa Desolata.
Ferendosi per guarire, la candida Damigella insegna a ricercare la guarigione nella natura stessa della ferita, perchè ivi risiede.
Sacrificandosi, ella suggerisce che soltanto da un desiderato sacrificio la vera guarigione può pervenire.
La sua morte corrisponde semplicemente alla fine del suo ruolo nel mondo manifesto, alla risoluzione del suo sacro compito. Attraverso essa, Dindraine abbraccia un’esistenza più elevata, approdando (o ritornando) all’Altromondo, dove attenderà l’arrivo di Perceval, suo fratello, e di Galahad, la sua amata controparte maschile. Se Galahad, infatti, è colui che subisce l’estasi del Graal senza potervi sopravvivere, Dindraine è colei che il Graal lo mostra sacrificandosi deliberatamente.
Ma nonostante la sua morte, ella ancora racconta la sua storia, elegantemente scritta sulla pergamena che porta sul grembo; ancora mostra il Sentiero luminoso a chi ha intrapreso la Cerca.
Dindraine è colei che conduce, è la candida fiamma che illumina il Sentiero Periglioso.
È la Regina delle Lande Desolate che appare silenziosa per mostrare la Strada.
Nella sua vita, così come nella sua morte, ella, sublimata dalla Visione, la dona agli altri.
In un contesto limitato al ciclo dell’anno, la Guaritrice Ferita potrebbe essere simbolicamente associata alla festività di Imbolc, che corrisponde al tempo delle purificazioni.
Questa festa porta il cambiamento e i primi effetti della trasformazione del Grembo della Madre Terra, in cui la linfa vitale ricomincia a scorrere dopo il rallentamento invernale, e la rigenerazione che segue la sterilità inizia a manifestarsi.
I primi germogli si destano dal gelo ed esprimono la Guarigione delle simboliche Lande Desolate, che, lentamente, ritornano ad essere vitali e rigogliose. I bucaneve sorgono dal terreno e mostrano la Visione del risveglio, nonostante esso sia ancora lontano, custodito nel tepore della Terra.
Allo stesso modo, prima di assecondare la riemersione, noi prendiamo coscienza delle nostre più profonde ferite per scoprirne la cura, e la lieta guarigione. Dindraine, in questo, ci offre il suo aiuto, donandoci l’ispirazione che ci trasporta all’essenza stessa delle cose, per poterne comprendere la natura più nascosta.
Ella ci suggerisce di cercare il nostro Graal e di attingere ad esso per risanare le piccole parti “desolate” del nostro essere, anche a costo di sacrificare qualcosa di noi stessi, come pensieri, idee o concezioni materiali che impediscono o rallentano la nostra crescita interiore, lasciandoli definitivamente alle nostre spalle; così come lei fa con il suo corpo mortale per giungere alla gloriosa città di Sarras.
Solo in questo modo potremo ritrovare il nostro innato legame con la Terra e l’incontaminata purezza delle origini.
Nella limpidezza del nostro Sangue scopriremo la gioia della Guarigione.
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| LE DAME DEL LAGO: Le Damigelle del Graal | Login/crea un profilo | 6 Commenti |
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Re: LE DAME DEL LAGO
(Punti: 1)
da Misaela 07 Giu 2006 - 10:49 (Info utente | Invia il messaggio)
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Veramente un articolo stupendo, mi è piaciuto moltissimo. Chiaro ed esauriente..attendo con ansia le altre dame del lago. Grazie
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Re: LE DAME DEL LAGO
(Punti: 1)
da Raven 24 Nov 2006 - 23:29 (Info utente | Invia il messaggio)
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Veramente molto, molto interessante...spero che gli altri arrivino presto perchè mi interessa molto questo argomento...
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Re: LE DAME DEL LAGO: Le Damigelle del Graal
(Punti: 1)
da fairymoon (alphazulu@interfree.it)
31 Ago 2007 - 12:00 (Info utente | Invia il messaggio)
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un lavoro splendido, grazie, ora ne so molto di più! attendo il seguito...
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Re: LE DAME DEL LAGO: Le Damigelle del Graal
(Punti: 1)
da Danae 17 Dic 2009 - 22:10 (Info utente | Invia il messaggio)
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Un racconto splendido e degno di nota. L'intreccio e la storia mi piacciono un sacco! E sai renderne le sfumature..:*
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Re: LE DAME DEL LAGO: Le Damigelle del Graal
(Punti: 1)
da Elke 31 Dic 2009 - 02:41 (Info utente | Invia il messaggio)
http://danzanelbosco.splinder.com)
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Rileggendo questo prezioso articolo ho trovato molte indicazioni utili al momento in particolare che sto vivendo, da applicare anche oltre ad esso...
Non ricordavo tutte le parti di questo saggio, e volendo rinfrescarmi la memoria ho trovato quello che cercavo...capiti sempre a fagiolo! :DDD
Grazie, ancora una volta, e tanti bacini!
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Re: LE DAME DEL LAGO: Le Damigelle del Graal
(Punti: 1)
da hex 27 Mar 2010 - 23:42 (Info utente | Invia il messaggio)
http://www.lemieradici.splinder.com)
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Leggere questo articolo, fra l'altro esaudiente e splendido, in questa fase del mio cammino, porta chiarezza.
Una vera rivelazione...
Grazie per tutte le intuizioni che questi splendidi articoli sanno donare *.*
hex
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