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Il Libro del Mese




Storia notturna. Una decifrazione del sabba
di Carlo Ginzburg

 

Il Tempio della Ninfa

Il doppio ratto di Hylas
Martedì, 19 Maggio 2009 - 02:19 - 172108 Letture
Archetipi Si narra che anticamente alcuni tiasi di Dioniso si addentrassero, di notte, nelle selve inargentate dalla Luna piena, riflessa dallo sfavillio incantatore dei rivi e delle fonti un tempo abitati dalle Ninfe, alla ricerca di un ragazzo il cui nome, Hylas, equivaleva a «bosco». In risposta ad un richiamo ripetuto, se ne udiva talvolta la voce, remota e inafferrabile come eco, risonante fra le fosche pendici dei colli come l’enigmatica voce oracolare di Fauno.



Bellissimo e seducente fanciullo dalla bionda chioma ricciuta, figlio di Teiodamante, re dei Driopi, Hylas fu rapito da Herakles, il quale, dopo averne ucciso il padre, lo vide e se ne innamorò. La potenza di Eros e della bellezza è tale, che persino il cuore bronzeo del semidio ne fu commosso. Nel crescerlo, Herakles gl’insegnò tutto ciò che egli stesso aveva appreso nell’intento di foggiarlo secondo il proprio volere, affinché divenisse ciò che egli considerava un vero uomo, inclito e prode.

Il devastatore del regno di Ades non si separava mai dal giovane Hylas. Lo condusse con sé, ancora giovinetto, persino quando s’imbarcò sul bastimento chiamato Argo, per unirsi a Giasone e ai suoi compagni nella ricerca del Vello d’Oro. Salpato al volgere della primavera, nella stagione in cui sorgevano le Pleiadi, il naviglio accostò la chiglia alle scogliere dei Misi nel terzo giorno di navigazione, e là, dove s’innalzavano i picchi rocciosi e la vetta del monte, gli eroi sbarcarono per bivaccare.

Armato di arco e di frecce, Herakles si addentrò nelle forre boscose per cacciare. Il fragore del cammino rovinoso con cui devastava le selve, e la corsa tormentata delle fiere in fuga dinanzi a lui per sottrarsi ai suoi strali, attirarono la Ninfa Driope, la quale, dopo avere assistito allo scempio per breve tempo e con orrore, si riunì alle proprie compagne, le belle Ninfe cacciatrici delle selve e delle sorgenti, per tornare con esse alla propria fonte. Spuntava erba sotto i loro passi lievi riverberati dalla Terra, mentre marciavano attraverso le pinete sui crinali delle colline, armate di archi leggeri e di giavellotti di mirto, con le chiome ondulate e sciolte sulle spalle e sui seni, le membra adorne di bracciali verdi e le cosce protette dai gonnellini. In quel momento furono viste da Hera, la quale discese scivolando dal cielo, si addossò al tronco fosco di un pino, e chiamò Driope accanto a sé. Nel tenerla per le mani, le confidò di avere scelto per lei, come marito, il fulgido Hylas, che in quel momento stava vagando per i suoi colli e per le sue radure.

Nel frattempo, infatti, all’imbrunire imminente, portando una brocca in bronzo, Hylas si allontanò in solitudine dall’accampamento, alla ricerca di una remota sorgente sacra, a cui attingere acqua pura per la cena di Herakles, secondo le abitudini alle quali questi lo aveva educato. Tuttavia fu seguito da Zete e da Calai, alati figli di Borea, i quali, volando, cercarono di baciarlo. Per sottrarsi all’inseguimento dei due fratelli, il giovane si addentrò laddove la foresta era più folta, allontanandosi tanto, in tale vagare tortuoso, da smarrirsi e giungere così fra le Amadriadi.

Là, dove il bosco era privo di sentieri, vide un cervo dal palco imponente, il quale tardò a fuggire, anzi indugiò a lungo e di frequente, quasi a sfidarlo. Era stata Hera ad inviarlo in quella selva senza piste affinché il ragazzo smarrito lo incontrasse. Nell’intento di trafiggerlo con le frecce, Hylas cercò di avvicinarlo, quindi lo inseguì nelle profondità della foresta, talvolta appressandosi, senza mai riuscire a toccarlo, finché il cervo giunse ad una sorgente limpidissima e continuò la propria corsa sull’acqua, sfiorandone a malapena la superficie. Là, sotto la vetta del monte Arganto, presso una grotta delle Ninfe delle paludi, era situata la fonte Pege, sulla quale pendevano, dagli alberi solitari, mele rugiadose che nessuno coltivava.

Anelante e sudato, il ragazzo rinunciò finalmente alla caccia, vide nel prato circostante candidi gigli frammisti a papaveri purpurei, e come un bambino si mise a raccogliere fiori. Infine, assetato, si accostò alla fonte, sfavillante come un lago allorché riflette la luce tremula della luna o del sole a mezzogiorno, si curvò sulle onde leggiadre per bere, e indugiò a fissare come in uno specchio le immagini soavi che vi apparvero. Intorno lussureggiavano chelidonio e capelvenere, apio e gramigna.

Era ormai notte. Nel cielo splendeva argentea la Luna, aspetto di Artemide, e di lontano giungevano in lunghe file, dalle loro dimore sulle cime dei monti, nei ruscelli e nei boschi, le Ninfe insonni, temute dagli abitanti delle campagne, per unirsi alle loro sorelle, abitatrici di quella collina declive, e intrecciare tutte insieme i cori per onorare Artemide con canti notturni e con danze in cerchio nella radura e nell’argenteo specchio d’acqua.

Assorto a fissare la superficie liquida, i cui riflessi d’argento, insieme alla luce argentea della Luna piena, lo avvolgevano di vaghezza soave, Hylas appariva ancora più bello all’ombra dei meli. Allora la Ninfa Driope, emersa dall’acqua, lo vide, e Afrodite ne sconvolse l’animo, tanto che si riprese a stento dallo sgomento. A loro volta le Driadi, Eunica, e Malide, nonché Nicea, sguardo di primavera, di cui la sorgente era liquida dimora, l’osservarono e se ne invaghirono, interrompendo i loro consueti cori.

Così, quando Hylas si distese su un fianco ad immergere la brocca nell’acqua corrente, che irruppe fiottando nel bronzo risonante, Driope fu colta dal desiderio ardente di baciarne le morbide labbra. Senza che la sua ombra, né l’ondeggiare delle sue chiome, né il mormorio dell’acqua squarciata, la tradissero e avvisassero il ragazzo, la Ninfa emerse a ghermirlo bramosamente, cingendogli il collo con un braccio e serrandogli il gomito con l’altra mano, per trarlo a sé. Allora anche le altre Ninfe lo afferrarono per l’altra mano e per l’altro braccio, giacché l’amore aveva percosso l’animo mite di tutte. E mentre a poco a poco scivolava, e il suo stesso peso, in quella posizione prona, favoriva la forza divina che lo avvinceva, lo attirarono senza fatica nelle profondità del vortice. Rapito, Hylas gridò per avere aiuto, prima di precipitare all’improvviso nelle acque fosche, come una stella rossa dal cielo nel mare. Poi pianse e si lamentò, in grembo alle Ninfe, le quali, nel rincuorarlo con parole dolci, lo trattennero fra loro, affinché divenisse immortale e rimanesse giovane in eterno.

Accortosi della sua scomparsa, Herakles si addentrò nel bosco a cercarlo, e tre volte lo chiamò con tutto il fiato. Per tre volte il ragazzo rispose, eppure la sua voce soffocata dall’acqua giunse tenue, come se egli fosse lontano, sebbene fosse vicino. E il vento non riportò che l’eco del nome della fonte.

Più tardi, però, Hylas apparve in sogno al disperato Herakles per concessione del padre di questi. Emerse dalla sorgente, abbigliato d’erbe di zafferano, dono della Ninfa toccata da Afrodite, per annunciargli che la dimora assegnatagli dal fato era ormai quella radura, laddove la Ninfa lussuriosa, la quale lo aveva rapito per ordine di Hera, divideva con lui il proprio amore, l’onore della propria fonte, e aveva ottenuto per lui il potere di unirsi ai ruscelli di Zeus, nonché alle divinità celesti.

In seguito, Glauco emerse dagli abissi marini presso il bastimento chiamato Argo, per annunciare che Hylas era divenuto sposo di una Ninfa divina, innamorata di lui.

Infatti, Hylas scomparve, forse morì, e in ogni modo fu come morto al mondo umano, giacché le Ninfe lo avevano rapito nel mondo divino. Di lui si udiva soltanto la voce nella foresta, come sarebbe avvenuto, secondo alcune versioni della sua scomparsa, a Merlino, che aveva abbandonato il mondo umano per l’Altrove.

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Il doppio ratto di Hylas | Login/crea un profilo | 7 Commenti
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Re: Il doppio ratto di Hylas (Punti: 1)
da Violet 19 Mag 2009 - 13:17
(Info utente | Invia il messaggio) http://www.tempiodellaninfa.net)
...dal primo momento in cui ho letto la tua propensione per questo argomento, ciò che eri riuscito a tirarne fuori quando lo studiavamo insieme, ho desiderato che ne scrivessi, perchè ne sarebbe venuto fuori qualcosa di sublime...
Ed ecco che infatti questa piccola immensa magia è nata...
ci si può quasi perdere, fra riflessi d'acqua e luna, fra prati fioriti, fra echi lontani... ci si può quasi perdere e percepire cosa potrebbe voler dire perdersi davvero al mondo e ritrovarsi in un regno incantato... dove la meraviglia alita in ogni luogo e dove il Bosco è dentro di sè, raggiungibile in ogni momento, Sacro, Vergine, Inviolato.
Grazie Alessandro... grazie davvero... *.*

  • Re: Il doppio ratto di Hylas da Morgana_LaFata 19 Mag 2009 - 21:25
    Re: Il doppio ratto di Hylas (Punti: 1)
    da Elke 20 Mag 2009 - 09:33
    (Info utente | Invia il messaggio) http://)
    Come sai il rapimento di Hylas ed il tema delle ninfe mi sono molto cari, e li hai espressi con semplicità e grazia.
    Complimenti e grazie per aver messo per iscritto cose che altrimenti sarebbero rimaste inchiarite! :)

    Re: Il doppio ratto di Hylas (Punti: 1)
    da Acqua 20 Mag 2009 - 18:38
    (Info utente | Invia il messaggio)
    Grazie per la delicatezza di questa piccola perla!
    E' bellissimo! Stampato e inserito nella mia grotta dei tesori!
    *.*

    Re: Il doppio ratto di Hylas (Punti: 1)
    da fabiola (favola61@libero.it) 21 Mag 2009 - 22:42
    (Info utente | Invia il messaggio) http://.....)
    Caro Alessandro che dire... poetico, perfetto ed esauriente come sempre. Hai saputo scavare nel mito per trovare la strada che conduce al Bosco ed alla Dea. Il mito di Hylas si ripete ogni giorno nel mondo e come hai detto cosi giustamente bisogna saper trovare compagni e guide sincere. Questo scritto è sicuramente una guida. Grazie

    Re: Il doppio ratto di Hylas (Punti: 1)
    da Danae 26 Mag 2009 - 23:34
    (Info utente | Invia il messaggio)
    Scoperta. Questa è la parola che userei per tali letture.. E il ratto di Hylas non mi era noto.. Grazie Alessandro, lo dico con l'anima! Ritrovo sempre qualcosina in più di me stessa..!

    Re: Il doppio ratto di Hylas (Punti: 1)
    da Faej 16 Lug 2009 - 13:29
    (Info utente | Invia il messaggio) http://faej.livejournal.com)
    Meraviglioso.
    Non ci sono altre parole per definirlo.
    Grazie per questo gioiello.



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